
L’opera trasporta immediatamente il lettore in uno scenario apocalittico in cui imperversa la guerra, portando con sé la sua scia di morte e distruzione. La storia, inoltre, si fonda su un concetto originale e, a tratti, ironico: in questo mondo – che potrebbe essere il nostro così come potrebbe non esserlo – esistono degli enormi draghi ed esistono i loro dentisti, uno speciale corpo scelto che ha il compito di curare l’igiene dentale di queste creature. I denti dei draghi sono fondamentali per la sopravvivenza degli stessi, essendo la fonte della loro forza, e i dentisti hanno l’arduo compito di tenerli puliti e protetti dai vari mushi, spiriti non umani che aumentano all’inasprirsi del conflitto.
La storia, dunque, ci catapulta immediatamente sul dorso di un drago dove Nonoko, una vispa e zelante neodentista, incontra Ber, un soldato nemico ucciso dai suoi stessi compagni e senza più un luogo a cui appartenere. Appena riportato in vita proprio grazie ai poteri del drago, da tradizione è destinato a diventare un dentista. I due iniziano a frequentarsi e Nonoko gli insegna diligentemente il lavoro.

La storia spinge quindi il lettore a una riflessione sul senso della vita e sul ruolo che ogni essere umano ricopre durante la propria esistenza tramite il punto di vista del protagonista che, ormai morto, non riesce a comprendere il modo in cui i dentisti si rapportano con la vita, essendo già a conoscenza del proprio destino.
La nota dolente di questa trasposizione è proprio il suo essere un manga. La prima parte dell’opera è fin troppo lenta e fiacca e la seconda ricca di avvenimenti, anche improvvisi e confusionari, in grado di rendere il ritmo più dinamico e avviare la storia verso la sua conclusione. Durante la visione dell’anime non ci si pone il problema dell’ambientazione, dei personaggi e della loro fin troppo semplice e abbozzata vita quotidiana, anche e soprattutto per via del buon livello delle animazioni che garantiscono una grande dinamicità e fluidità intrattenendo lo spettatore prima dei momenti topici (che vengono comunque introdotti senza alcun tipo di introspezione tanto nel manga quanto nell’anime). Nel manga invece il discorso è diverso e l’ambientazione mostra le sue lacune così come il mancato approfondimento caratteriale dei personaggi risulta una criticità più grave rispetto alla controparte animata. Gli stessi scontri, in grado di intrattenere e distogliere l’attenzione dagli elementi meno riusciti dell’anime, nel fumetto non riescono a trasmettere profondità e sono molto confusionari.

In ogni caso, seppur nella sua ristrettezza, The Dragon Dentist ci mostra un mondo impegnato in una guerra interminabile, con una serie di personaggi che, seppur lievemente abbozzati, si rapportano alla situazione in maniera diversa, con idee differenti sulla vita e sul modo per approcciarsi ad essa.
C’è un intero culto anche dietro ai draghi, per quanto nulla sia completamente specificato: si possono fare supposizioni, e individuare in quelle creature un dualismo militare-religioso, dal momento che sono sia delle potentissime armi da guerra che, soprattutto, degli esseri leggendari con cui gli umani hanno stretto un patto nell’antichità e che, in qualche modo non meglio chiarito, sono comunque intimamente legate al ciclo eterno della vita e della morte.
La brevità dell’opera non permette tuttavia alla sua ambientazione e ai suoi personaggi di svilupparsi completamente, nonostante siano meritevoli di maggior approfondimento. Proprio per questo, possiamo solo augurarci che il progetto venga ripreso e ampliato, permettendo così all’opera di trasmettere meglio il proprio messaggio acquisendo una maggior profondità e unicità.
Abbiamo parlato di:
The Dragon Dentist
Otaro Maijo, Youko
Traduzione di Roberto Marzano
J-POP, 2018
268 pagine, brossurato, bianco e nero – 7,50 €
ISBN: 978-8832755251








