
Il progetto era nato su idea dello stesso quotidiano spagnolo che – nelle persone del direttore Julián Quirós e del giornalista Ramón Palomar – aveva chiesto al fumettista di creare “qualcosa sulla gioventù urbana contemporanea, giovanotti tra i trenta e i quaranta, professionisti single o senza relazioni stabili”. Nasceva così la tavola da 12 vignette con cadenza settimanale in cui l’autore analizzava il suo particolare stile di vita, quello di un quarantenne freelance ritiratosi a lavorare da casa e alle prese con un impegnativo obiettivo professionale: riuscire a rimanere tutto il giorno in pigiama. Un sogno del Paco bambino divenuto ormai necessità per una serie di lavoratori autonomi (scrittori, traduttori, disegnatori, giornalisti) che in tempo di crisi hanno trovato nell’adibire la propria abitazione a ufficio un modo per dimezzare le spese. Ma anche un simbolo di libertà, la rappresentazione di uno status e di una certa indipendenza ormai raggiunti nella propria professione.

A distanza di un paio d’anni Roca torna sul suo alter ego a fumetti, questa volta per la rivista “El País Semanal” (supplemento al noto quotidiano), in un appuntamento quindicinale iniziato nel luglio 2013 con uno speciale estivo e proseguito fino al marzo di quest’anno. Scopriamo così che l’autore è diventato padre ed è ormai il nome di punta del fumetto spagnolo contemporaneo, grazie alla fama ottenuta con la trasposizione animata di Rughe e con opere quali I solchi del destino. Depurato dei racconti dei suoi amici single e con meno disavventure casalinghe, questo “Capitolo II” dell’uomo in pigiama si rivela maggiormente riflessivo rispetto al precedente – anche grazie al passaggio a due ariose tavole da 9 vignette ognuna – mentre il suo nuovo ruolo autoriale lo fa riflettere sulla sua funzione di artista, sull’atto creativo e sulle sue problematiche.
In uno spazio di due tavole il fumettista riesce a creare spunti interessanti e autentiche rivelazioni su temi trasversali, dalle vacanze estive al suo ruolo di padre, dai call center delle compagnie telefoniche al problema del parcheggio in città, spesso grazie all’ausilio di amici esperti dei più disparati settori: il tutto in stile Paco Roca ovviamente, un misto tra diario e comicità a cui siamo stati abituati con Memorie di un uomo in pigiama ed Emotional World Tour. Non mancano neanche in questa raccolta riferimenti all’attualità politica 
«Ne “Las Provincias”, dato che si trattava solo di una pagina, erano storie più semplici, sui problemi quotidiani o di coppia… Mentre nel “País”, essendo due pagine, cerco di comprendere il mondo, di fare un po’ di giornalismo»
ha affermato Roca, felicitandosi del ritorno del fumetto sui giornali, luogo di nascita della Nona Arte. Riassunto in un libro a fine 2014 sempre per Astiberri e ora in Italia grazie ancora a Tunué, il ritorno di Roca conferma il suo eclettismo come autore, capace di passare da toni drammatici a riflessioni ironiche sulla vita di tutti i giorni. Rispetto alla produzione per “Las Provincias”, il suo contributo per “El País” si rivela più libero di sperimentare generi narrativi diversi, dai racconti di vita quotidiana a passaggi quasi didattici fino a momenti totalmente surreali, sempre trattati con uno stile di disegno asciutto ed efficace.

«L’autore crea il personaggio, ma il personaggio modifica l’autore, fino a fondersi entrambi in una strana simbiosi».
Paco Roca è sempre stato un autore onesto, che mai ha definito analisi politica il suo lavoro sulla carta stampata. La sua capacità di condensare concetti in una singola illustrazione – assolutamente pregevole per un fumettista – e lesue analisi acute ne fanno però l’artista ideale per passare dal reportage comico su una generazione e su sé stessi delle Memorie alle succose rubriche di opinione delle Avventure.
Sempre rimanendo comodamente in pigiama.
Abbiamo parlato di:
Avventure di un uomo in pigiama
Paco Roca
Traduzione di Ilaria Fiorella
Tunué, aprile 2015
80 pagine, cartonato, colori – € 14,33
ISBN: 978-88-6790-131-9


