
Keiko Ichiguchi ha pubblicato La promessa dei ciliegi nel 2013 per il mercato franco-belga (Kana, Dargaud – Lombard), mentre durante il Lucca Comics & Games del 2014 ne ha presentato l’edizione italiana per la collana Sensei di Euromanga edizioni.
Anche se di manga non si tratta, visto che l’aver concepito quest’opera per l’Europa ne ha influenzato l’impaginazione, che segue l’usanza occidentale della lettura da sinistra verso destra. Il forte simbolismo di cui è intrisa aiuta però il lettore a prendere contatto con l’ambientazione giapponese, cui sono dedicati la parte iniziale dell’infanzia della protagonista e il finale.
Nel volume, dalla chiara componente autobiografica, la forza emotiva dell’autrice trapela prepotentemente, e i toni della narrazione restano piuttosto cupi e tristi, in linea con la drammaticità del soggetto. E anche la scelta dichiarata di non appesantire visivamente le tavole, optando per una impaginazione regolare e vignette tutte disegnate entro la gabbia, denota la volontà di seguire un registro intimo e riservato. Lo stile dei disegni è quello tipicamente delicato ma non lezioso di Keiko Ichiguchi, il tratto è netto e pulito, pur apparendo ancora evidente l’originaria influenza degli shōjo manga.
La promessa dei ciliegi, al di là della capacità di 
Nella storia di Itsuko colpisce fortemente la parte dedicata allo sgomento con cui la protagonista vive il dramma del suo Paese d’origine, la difficoltà a ottenere notizie fondate e l’iniziale impotenza mista a rabbia per non poter aiutare le popolazioni colpite. Gli stessi sentimenti vissuti in prima persona da Keiko Ichiguchi durante quelle settimane.
Viene infatti spiegato che la Tv italiana trasmetteva immagini sbagliate, mostrando fotografie e filmati di città e villaggi diversi da quelli indicati dai cronisti, e dava l’idea di un Giappone finito, ormai distrutto e interamente contaminato dalle radiazioni sprigionatesi dalla centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi. Invece, dalle poche notizie ottenute dai familiari di Itsuko/Ichiguchi, la gente del posto appariva motivata e più lucida di quanto non lo fosse il Governo, in forte difficoltà di fronte all’emergenza, e cominciava a mobilitarsi per prestare soccorso ai terremotati già nelle ore successive alla calamità.
Come i più attenti alla cultura nipponica sanno, il ciliegio è uno dei simboli del Paese del Sol Levante e suoi fiori rappresentano la fragilità della vita, che è il tema al centro del racconto di Ichiguchi. Il titolo originale del libro, Malgré tout fleurissent les cerisiers (Malgrado tutto, i ciliegi fioriscono), è però chiarificatore del suo messaggio fortemente positivo: nonostante le difficoltà incontrate sul nostro cammino, è dovere di ognuno rialzarsi, esattamente come il Giappone, ferito ma non sconfitto, ha fatto all’indomani del terremoto del Tōhoku.
A rendere ancor più interessante questo piccolo volume, contenutisticamente valido e di ragguardevole fattura, è l’appendice, in cui l’autrice racconta come il suo fumetto è nato e ne illustra le tecniche di realizzazione.
La promessa dei ciliegi è una storia carica di promesse, un inno alla vita che rinasce caparbia e incurante della sofferenza, scritta per gli amanti della cultura del Sol Levante, ma anche per chi vuole scoprire cosa è davvero successo al Giappone nella primavera del 2011.
Abbiamo parlato di:
La promessa dei ciliegi
Keiko Ichiguchi
Euromanga Edizioni, ottobre 2014
128 pagine, brossurato, bianco e nero – 9,60 €
ISBN: 978-88-6505-014-9









