
Alcune cittadine inglesi sono terrorizzate da spaventosi mostri, ma ogni abitante sembra goderne grazie al grande flusso di turismo e benessere che tali “attrattive” richiamano.
Questo non vale per Stoker-on-Avon, il cui mostro Dorsorosso, un drago che non sa volare né sputare fiamme, versa in uno stato di depressione e sfiducia nelle proprie (in)capacità.
La vicenda è semplice e prevedibile, eppure Harrell racconta una fiaba intensa e coinvolgente: con un incipit che ricorda il disneyano Monsters & co., abbiamo di fronte una storia di mostri sentimentali, carismatici o depressi che ha inizio con un viaggio formativo fatto di riscoperta dell’amicizia, solidarietà fra deboli e ricerca della maturità – un bildungsroman – che porta il protagonista a ritrovare se stesso e valorizzare le proprie virtù celate, col supporto dei suoi nuovi amici.
Il disegno è tipicamente cartoonesco, rievocando in alcuni passaggi il tratto di Skottie Young, con linee di contorno stilizzate che si avvolgono su loro stesse a creare intricate ed evocative spirali; la colorazione è essenziale e utilizza tinte pure e nette, e difficilmente si colgono sfumature elaborate.
Il mostro sulla collina ha un target dedicato ai più piccini, ma risulta una
lettura piacevole e rilassante che trasmette positività, adatta anche ad un pubblico più maturo.
Abbiamo parlato di:
Il mostro sulla collina
Rob Harrell
Traduzione di E. Cecchini
Panini Comics/Novellini, novembre 2014
186 pagine, brossura, colori – 16,00 €
ISBN: 9788891207258









