
Se volessimo giocare con le citazioni trans culturali che tanto (inutilmente) appassionano il sottoscritto, potremmo scrivere che Violent runner vibrator presenta la ossessiva rappresentazione sesso/meccanica tipicamente giappo dei film di Shinya Tsukamoto (Tetsuo) o magari di scrittori occidentali come J. G. Ballard (Crash) o ancora di registi canadesi (il Canada non è occidentale o orientale: “è il Canada“) come David Cronenberg (in un po’ tutta la sua filmografia). Ancora potremmo scomodare il divin Filippo Scozzari e il suo Primo Carnera (Primo Carnera editore, 1981) nel quale appariva la prima automobile sovralimentata a contrazioni uterine.
Semplicemente però Violent runner vibrator non ambisce ad avere lo spessore degli esempi sopra citati, è soprattutto un fumetto ironico e assai divertente.
Sei storie (i capitoli sono numerati come fuck one,two, fino al six) in cui i protagonisti sono i vibrator “razza umanoide sintetica […] la cui origine deriva dalla manipolazione delle cellule celebrali preposte alla guida pericolosa” che non sono altro che moto le quali viaggiano tanto più forte quanto stimolate a dovere mediante sodomia attraverso falli reali o artificiali.
In questo particolare universo si incontrano storie di “commedia scolastica, fantascienza, sesso e romanticherie adolescenziali”, guerra tra bande, strani rapporti padre/figlia, problemi di minidotazione, diavoli in costume ecc ecc.
Un universo nel quale i membri molli fanno ” flosh ” e quelli eretti fanno ” sproing “. Un delirio adatto a chi già mastica parecchi manga e riesce ad apprezzare il lato al silicone della cultura made in Japan.
Dovrebbe piacere a molti (sono anche i bassi istinti a essere solleticati) ma tutti, i curiosi, comunque lo dovrebbero leggere.
Abbiamo parlato di:
Violent runner vibrator
Shinichi Hiromoto
Kappa Edizioni, 2002
120 pagine, brossurato, bianco e nero – 8,30€
ISBN: 9788887497755
