
“I supereroi come non li avete mai visti” recita la copertina, ma sappiamo (quasi) tutti che non è così: da anni Garth Ennis ritrae gli eroi come personaggi perversi e deprecabili, esibendo un campionario di nefandezze in continua espansione. La necessità di usare personaggi ingenui e inconsapevoli, capaci di stupirsi alla scoperta della squallida realtà è indicativa di una certa stanchezza del clichè: la “verginità” (non a caso titolo scelto per questo arco di storie) di Hughie e Starlight i lettori l’hanno persa da tempo e ormai la carica iconoclasta di Ennis ha lasciato il posto ad un umorismo puerile e fine a se stesso.
Vedremo quale sarà l’accoglienza che la serie troverà in edicola (è già stata pubblicata in volume) e se quello sarà il luogo in cui reclutare nuovi lettori, magari digiuni di Ennis, Millar o Bendis. La speranza è che i neofiti non si accontentino di aver scoperto un branco di sessuomani e depravati, ma abbiano voglia di scoprire cos’altro può nascondersi dietro la maschera.
Abbiamo parlato di:
The Boys 1,2
Garth Ennis, Darick Robertson
Panini Comics, dicembre 2012, gennaio 2013
48 pagine, brossurato, colori – 3,00 €
Traduzione di Luigi Mutti
ISBN: 9772281244008, 9772281244909


La serie complessivamente non mi è dispiaciuta con qualche alto (i primi archi narrativi) e molti bassi (il finale troppo tirato e scontato). Certo, se si pensa al fatto che più di 20 anni prima Mills e O’Neill nel loro Marshall Law avevano già detto tutto a riguardo e , imho, con risultati migliori sia dal punto di vista grafico che narrativo, l’impatto della serie risulta di molto ridimensionato.
Grazie per aver ricordato un fumetto come Marshall Law, a cui molti fumetti contemporanei devono qualcosa.