
Per quelle case di produzione che sviluppano contemporaneamente opere animate e cartacee il problema principale è coordinare i reparti animazione e fumetto in modo tale che le stesse idee confluiscano in maniera biunivoca e possano così uscire contemporaneamente (o quasi) sia al cinema sia sugli albi a fumetti. Soprattutto agli inizi, quando le tecniche erano manuali, succedeva sovente che i personaggi esordivano prima sulla carta e poi sul grande schermo. Da Topolino, Pippo e Paperino in poi, a questa regola, non si sottrae praticamente nessun personaggio, e uno dei massimi talenti in entrambe le sezioni – in quella animata soprattutto come gagman, e in quella cartacea soprattutto come autore completo – è il Maestro dell’Oregon Carl Barks, meglio noto come Uomo dei Paperi, appellativo che si merito’ proprio durante la sua carriera nel reparto animazione.
Nella sua carriera si contano moltissimi personaggi, su tutti Paperon de Paperoni, il fantastiliardario di Paperopoli, e in particolare un personaggio molto simpatico sviluppato proprio al tempo in cui lavorava nel reparto animazione per una serie di corti che non videro mai la luce: Ciccio.
Gustave Gander, o semplicemente Gus, in Italia appunto Ciccio, è frutto comunque non solo delle idee di Barks, che ne propose due versioni alternative, ma anche di tutto lo staff di animatori che lavorava con lui. Il progetto iniziale prevedeva da un lato un personaggio con i capelli color paglia, cappellino in testa, alto e snello (fisicamente un proto-Archimede), ma un po’ tonto, e dall’altro un personaggio un tantinello più basso, dalle caratteristiche evidentemente ochesche, fannullone e soprattutto un gran mangiatore. Alla creazione del personaggio partecipano anche gli animatori Harry Reeves e Lee Morehouse, senza dimenticare il regista Jack King che diresse il corto d’esordio di Ciccio: Donald’s Cousin Gus. Tra i padri putativi dell’ingordo campagnolo, pero’, sono da inserire allo stesso titolo anche Bob Karp, sceneggiatore e il grandissimo Al Taliaferro, autori dell’omonima storia uscita per le strisce quotidiane tra il 9 ed il 24 maggio del 1938, in anticipo sul cartone animato d’esordio (anche se il suo ritratto compare già nella striscia del 6 aprile dello stesso anno).
Ciccio, il cugino di Paperino
L’arrivo di Ciccio viene annunciato da una lettera della zia Fanny Coot che dall’Honking sull’Hudson scrive al nipote Paperino dell’arrivo del figlio che, anticipato da una serie di linee cinetiche che sfondano la porta, compare nella quarta striscia del 9 maggio 1938 seduto alla tavola del cugino con in mano la coscia di pollo che questi stava per mangiare all’inizio della striscia stessa. A questo punto Paperino inizia a sfamare come può l’ingordo cugino nella speranza, vana, di poter addentare anch’egli qualcosa. Il miserello, pero’, imparerà presto che la fame di Ciccio è indomabile: egli mangerà i pesci imbalsamati del club ittico, si infilerà nella gabbia delle scimmie pur di ricevere le banane che portano allo zoo i visitatori, ruberà il latte ad un neonato, si fingerà sonnambulo pur di svuotare il frigo. Paperino, d’altra parte, le proverà tutte, iniziando col sistemare Bolivar, il suo cane sambernardo (altra invenzione barksiana), di fronte alla porta di casa, senza dimenticare un opportuno svuotamento della dispensa. L’inventiva e l’agilità di Ciccio, pero’, si riveleranno superiori: con una serie di abili mosse porterà Bolivar a legarsi strettamente all’albero di fronte all’ingresso, poi rivelerà una scorta segreta di cibo nascosta nell’ombrello! Alla fine Paperino, che nel frattempo è costretto a prendersi in casa i nipotini pestiferi Qui, Quo, Qua, riuscirà a liberarsi di Ciccio solo grazie ad un titolo del Daily Blat fortuitamente finito sotto l’occhio vorace del cugino:
Eccezionale raccolto a Honking sull’Hudson – Si prevede la massima produzione di cibo della storia.

La storia, preceduta da un articolo di Luca Boschi, è seguita da una biografia, scritta da Alberto Beccattini, del maestro d’oltralpe Claude Marin, morto il 31 agosto 2001, autore di Ciccio in Complotto sul pianeta verde, storia scritta da Patice Valli e Michel Motti e comparsa per la prima volta su Le Journal de Mickey nn.1622-1623.

Finisce la Caccia al tesoro
In questo numero 199 è d’obbligo la chiusura della Caccia al tesoro, intrapresa da Paperone e Rockerduck sul numero 196.
Su un soggetto dello Studio Disney (probabilmente sviluppato da Dick Kinney), Romano Scarpa, con Giorgio Cavazzano alle chine, sviluppa una storia in quattro puntate, pubblicata a partire da Topolino libretto n.825 del 19 settembre 1971, in cui i due fantastiliardari di Paperopoli si sfidano per ottenere un ricco premio in denaro da una locale stazione televisiva a compimento di un giro a tappe che li porterà in un circo, in un deserto, in aria a bordo di una mongolfiera e su una nave da crociera dirottata da una banda di pirati (come si può vedere su quest’ultimo numero).
La storia, in sé, non è molto complessa: dinamica e divertente, è una tipica storia ad inseguimento, la cui conclusione, comunque, ispira Marco Rota, il copertinista di Zio Paperone, a realizzare le illustrazioni di copertina e quarta di copertina, che raffigurano l’incontro di Paperone e nipotini con i pirati.
È primavera!

A seguire un bell’articolo di Alberto Beccattini sul lungometraggio animato disneyano (l’ultimo ideato da Walt Disney, che purtroppo non avrà la possibilità di vederlo compiuto) Il libro della giungla. Basato sul romanzo di Kipling, il film animato darà origine, come ogni opera disneyana, a una lunga serie di prodotti: dalla riduzione a fumetti ad una serie di speciali e di storie per gli albi statunitensi e per il mercato estero che esploreranno non tanto la vita di Mowgli nella giungla prima del suo ritorno tra gli uomini, ma del suo nuovo rapporto con gli animali dopo il suo allontanarsi da essi.
Mowgli, in queste storie, continuerà a vedere Baloo e Baghera, re Luigi e gli altri amici della giungla, ma soprattutto dovrà sfuggire alle grinfie di Kaa e di Shere Kahn, proprio come nella storia Mowgli a caccia di farfalle, disegnata dal grandissimo Al Hubbard su testi di Cecil Beard e pubblicata proprio su Zio Paperone n.199.
Il numero è infine completato da due storie autoconclusive (di una tavola ciascuna) a firma di Strobl con Pico de Paperis protagonista, e dalla solita pin-up di Don Rosa (ovvero da una illustrazione realizzata dall’artista del Kentucky per Le Journal de Mickey). In quest’occasione viene pubblicata quella ispirata alle storie Paperino e il mistero degli Incas di Barks e Paperino e il ritorno a testaquadra di Rosa (il seguito della storia barksiana): come già nelle storie, anche nelle illustrazioni il buon Don si diverte a lanciare la sfida al lettore, ovvero trovare il D.U.C.K. (acronimo che sta per Dedicated to Uncle Carl by Keno, dedicato a zio Carl da Keno) nascosto tra le linee del disegno.
Io, questa volta, sono riuscito a trovarlo. E voi?
Leggi la recensione del numero 198 di Zio Paperone
Riferimenti:
Disney Italia: www.disney.it
Carl Barks Library: coa.inducks.org/magazine.php
L’indice mondiale dei fumetti Disney in Italia – I.N.D.U.K.S.: www.fumetti.org/Inducks
Al Taliaferro su Wikipedia.it: it.wikipedia.org/wiki/Al_Taliaferro
Claude Marine su Wikipedia.fr: fr.wikipedia.org/wiki/Claude_Marin
Claude Marine sulla Comiclopedia: www.lambiek.net/artists/m/marin-claude.htm
Bob Karp sulla Wikipedia.en: en.wikipedia.org/wiki/Bob_Karp

