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The Unwritten vol. 1 di Mike Carey e Peter Gross

29 Novembre 2010
Tom Taylor scopre suo malgrado quanto il confine tra realtà e fantasie letterarie possa essere labile. The Unwritten, di Carey e Gross, condensa in sé tutte le caratteristi migliori dei fumetti targati Vertigo.
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Come si fa a parlare di The Unwritten, l’ultimo lavoro di Mike Carey e Peter Gross, in cui gli autori tornano a collaborare insieme dopo l’acclamato ciclo di Lucifer, senza tirare in ballo le solite considerazioni sul fumetto intellettuale e colto o sulla capacità di raccontare forte come un incantesimo?
È difficile, ma per esempio si può partire dall’approccio alla creazione del fumetto da parte dei due autori, che scelgono di mettere da parte gli steccati precostituiti e di lavorare in modo collaborativo al 100%, per quanto possibile (come Carey ci tiene a specificare praticamente sempre). È interessante notare che quando la divisione dei ruoli si assottiglia e Carey e Gross diventano, a tutti gli effetti, co-autori (nel senso che entrambi invadono il campo principale dell’altro, eliminando la distinzione – fittizia? – sceneggiatore/disegnatore), questo, lungi dallo spersonalizzare gli autori, paradossalmente li esalta proprio nei loro ruoli specifici.

Era da tempo che non si vedeva un Carey così sicuro dei propri mezzi: abile nel tenere le fila dei dialoghi, lo sceneggiatore inglese tesse una trama a metà fra il calligrafismo e la presa in giro, che mette in scena quasi un mystery play in cui realtà letteraria e mondo reale si mescolano con nonchalance. Carey, nella vita, divide la propria attività fra i fumetti e i libri (e, in maniera minoritaria, il cinema): conosce bene i meccanismi dei carrozzoni che circondano i due mondi, ma anche l’ebbrezza che provoca il raccontare – bene – storie che abbiano senso.
Le considerazioni sulla sicurezza nei propri mezzi valgono, in egual misura, per Gross, mai così a proprio agio con uno stile quasi da linea chiara. Anatomia, caratterizzazione e composizione delle vignette e delle tavole sono lontane anni luce da alcuni tentativi goffi visti negli anni passati.


Tommy Taylor
è il maghetto protagonista di una serie di romanzi fantasy che sono diventati un fenomeno di massa. Alle convention, i fan celebrano le sue storie, sperando che il suo creatore scomparso, Wilson Taylor, ritorni per scrivere un’ultima avventura e venerano come leggenda incarnata il vero Tom Taylor, il figlio di Wilson.
Quando, in maniera inaspettata e bizzarra, la vita di Tom comincia ad assomigliare sempre di più a quella di Tommy, il ragazzo deve misurarsi con una inquietante cospirazione in cui realtà e fantasie letterarie iniziano a diventare indistinguibili.

The Unwritten condensa in sé tutte le caratteristi migliori che i fumetti Vertigo dovrebbero avere (e che, se mi è consentito, ultimamente stavano vistosamente perdendo): forte accento letterario, possibilità di lettura multilivello, capacità di interpretare lo zeitgeist (e di commentare sullo stato della società odierna, nei limiti della fiction) e personaggi ben definiti e interessanti.
Per questo (e grazie alla intelligente promozione da parte dell’ufficio marketing della DC), The Unwritten ha raccolto consensi unanimi, e si candida ad essere il primo successo crossover della Vertigo da molto tempo a questa parte, dopo alcuni pesanti scivoloni dell’editore americano.


Abbiamo parlato di:
The Unwritten vol. 1 – Tommy Taylor e la falsa identità
Mike Carey, Peter Groos, Yuko Shimizu
Planeta DeAgostini 2010
144 pagine, brossurato, colori – 14,95€
ISBN: 9788467491746

Riferimenti:
Intervista a Mike Carey: www.lospaziobianco.it/?p=22834
Il sito di Mike Carey e Peter Gross: mikeandpeter.com

Antonio Solinas

Antonio Solinas

(Collaboratore esterno) Antonio Solinas è stato fanzinaro e fondatore del primo circolo dedicato ai fumetti in Sardegna a metà anni ’90, ha pubblicato come sceneggiatore per la casa editrice Liberty di Ade Capone ed è stato tra i fondatori di alcune storiche webzines dedicate al fumetto, Rorschach, Comics Code e De:Code.
Ha collaborato alla rivista Scuola di Fumetto e ha redatto pezzi di critica per iniziative editoriali importanti.
È co-autore di libri dedicati a due figure chiave del fumetto britannico moderno, Dave Gibbons e Grant Morrison: Lezioni di Fumetto: Dave Gibbons, in collaborazione con smoky man e Grant Morrison: All Star, scritto insieme a Giovanni Agozzino e Nicola Peruzzi.
In Panini Comics, dove svolge il lavoro di editor e traduttore, dedica particolare attenzione al campo dei fumetti “indie” americani. Fra le opere da lui curate c’è la pubblicazione del Concrete di Paul Chadwick, la prosecuzione di Love and Rockets dei fratelli Hernandez, la gestione (insieme a Nicola Peruzzi) del monumentale ciclo di Grendel, la proposta per la prima volta in Italia di Zenith di Grant Morrison e Steve Yeowell e la supervisione di diversi volumi prodotti da Brandon Graham e Jonathan Hickman.
Nel 2015, le sue passioni per il fumetto per l’hip hop si sono fuse quando è stato il curatore/traduttore dell’edizione italiana di Hip Hop Family Tree di Ed Piskor, che narra la nascita del movimento hip hop.
Nel 2016 è uscito per Becco Giallo una biografia a fumetti dedicata al rapper Tupac Shakur, da lui scritta per i disegni di Paolo Gallina.

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