
La cura dello stile e dell’approccio al tema emerge in maniera particolare negli articoli che trattano argomenti drammatici (Giù le mani dai bambini, di Lorenzo Sani) e di divulgazione scientifica (una nutrita sezione, dove spicca l’articolo di Silvie Couyaud sul rapporto fra scienza e fantascienza).
Fra i fumetti, detto che in generale gli autori non deludono le attese, segnaliamo con particolare piacere Pilly delle bravissime Zoboli e Bazzurro.
A questo punto, proponiamo uno spunto di riflessione, che per noi costituisce da tempo un rovello. Come scritto, Baribal è un prodotto di ottimo livello, perfettamente in linea con il livello qualitativo della letteratura per l’infanzia e per l’adolescenza che, anche in Italia, le varie case editrici propongono ormai da decenni; e non dubitiamo che i lettori di quei romanzi siano potenziali lettori di Baribal. Orbene, quello che ancora ci chiediamo è: Che fine fanno questi giovani lettori virtuosi? Si perdono, oppure vanno a costituire il nocciolo duro dello sparuto popolo dei lettori italici (assumendo, implicitamente, che pochi si aggiungano loro)? Ed ancora: se la letteratura per l’infanzia e l’adolescenza è di così alto livello (se non ci credete, fate un salto in biblioteca e prendete in prestito qualche volume), come può il mercato editoriale per adulti essere così tanto peggiore? Si smarriscono i lettori, crescendo, o è l’editoria, che cura meno le proposte?
In conclusione, consci della difficile vita delle riviste in Italia, auguriamo a Baribal la migliore fortuna: ci è piaciuta la sua impostazione, che parte da una visione non edulcorata dell’infanzia (quella della peggiore produzione Disney, o di alcune idiosincratiche campagne del MOIGE, per intenderci), per tentare di contribuire alla formazione dei lettori; l’ottimismo e l’impegno profuso nell’impresa si guadagnano la nostra istintiva simpatia.
Riferimenti::
Il sito di Baribal: www.baribalmagazine.it.
