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Marvel’s Luke Cage: Adrian Younge e il suono di Harlem

Antonio Solinas, redattore Panini e appassionato di hip hop, intervista Adrian Younge, curatore con Ali Shaheed Muhammad della colonna sonora di Luke Cage.

Marvel's Luke Cage: Adrian Younge e il suono di HarlemIl compositore californiano Adrian Younge è un giovane polistrumentista che negli ultimi anni si è messo in evidenza per uno stile che unisce la ricchezza del suono delle composizioni strumentali soul e funk di fine anni 60 con la freschezza dell’hip hop dei primi anni 90. Dal 2013, anno in cui ha collaborato con il rapper Ghostface Killah al progetto 12 Reasons to Die, Young è diventato il punto di riferimento di chi, nel rap e al di fuori, cerca composizioni “classiche”.
Insieme al produttore Ali Shaheed Muhammad (ex componente del seminale gruppo A Tribe Called Quest, un monumento del rap jazzato e musicale), Younge è stato chiamato a musicare la colonna sonora del telefilm Luke Cage. Abbiamo chiesto ad Antonio Solinas, redattore Panini ma anche grande appassionato di hip hop, di intervistare per noi Adrian Younge. Ne è nata un’interessante chiacchierata sul metodo di lavoro, sulle influenze, sull’analogico, sulla recente scomparsa del rapper Phife (ex A Tribe Called Quest)… e sulla musica italiana. Buona lettura.

Come si è concretizzata la partecipazione tua e quella di  Ali Shaheed Muhammad alla colonna sonora di Luke Cage? Eravate appassionati di fumetti?
Ci era stato chiesto separatamente dal creatore dello spettacolo, Cheo Cocker di riunirci e comporre la colonna sonora. All’insaputa di Cheo, io e Ali stavamo già lavorando insieme su un album dal titolo The Midnight Hour, per cui la sinergia era già stata stabilita.

Siete entrambi musicisti molto validi e dallo stile molto personale. Come si è articolata la vostra collaborazione? Come è stato diviso il lavoro? Ci sono mai stai disaccordi circa la direzione musicale, durante la creazione della colonna sonora?
Poiché io e Ali avevamo già lavorato insieme, creare una colonna sonora insieme ha funzionato come un processo assolutamente indolore. Ci incontravamo con Cheo e guardavamo ogni episodio. Questi incontri si chiamano “spotting session”. Subito dopo, discutevamo di che musica dovesse esserci per accentuare i vari momenti drammatici. Io e Ali ci dividevamo le tracce risultanti, lavorando insieme su alcune di queste. Dopo l’approvazione delle nostre tracce, queste venivano mandate a Miguel Atwood Ferguson per l’orchestrazione del materiale da parte di un’orchestra di 30 persone. Questo processo è stato identico per tutti i 13 episodi. Non ci sono state discussioni perché io e Ali pensiamo in maniera molto simile. Il compito è stato laborioso, ma ne è valsa veramente la pena.

In termini di suono, avete utilizzato solo apparecchiature d’epoca, come è ormai una tua firma, Adrian, o avete fatto ricorso anche all’utilizzo di strumenti e tecniche di registrazione moderni? Quante persone sono state coinvolte nella registrazione dei brani?
Abbiamo usato attrezzature d’epoca, naturalmente, allo scopo di evidenziare quello che ci piace della distorsione armonica classica. Anche l’orchestra è stata registrata su nastro analogico. Ali e io abbiamo fatto l’engineering e la produzione del materiale sonoro dal nostro studio personale. Durante la registrazione dell’orchestra, abbiamo chiesto l’aiuto di un ingegnere dello studio Blakeslee di Raphael Saadiq (è lì che sono state registrate tutte le tracce orchestrali).

Marvel's Luke Cage: Adrian Younge e il suono di Harlem

La colonna sonora della serie TV comprende anche canzoni di artisti soul e rap come Faith Evans, Sharon Jones e Method Man. Come avete scelto gli artisti coinvolti e che cosa hanno messo in campo?
Queste scelte sono state fatte tutte da Cheo.

Mentre la serie TV evoca ambientazioni “moderne” e “urbane”, il soundtrack ha un suono più “ricco”, che sembra ispirato agli anni 70. Come hai fatto a bilanciare i due aspetti?
Il mio periodo preferito della registrazione dei dischi è tra il 68 e il 73. Abbiamo cercato di creare una colonna sonora che incarnasse quelle caratteristiche, ma in un modo che sembrasse senza tempo e fresco. Sta tutto nell’approccio. Noi non vogliamo semplicemente riproporre il passato; abbiamo cercato di creare un classico moderno con una sensibilità attuale, attraverso la portata di ciò che l’hip hop ci ha insegnato nel corso degli anni.

Per quanto riguarda le influenze, nella colonna sonora ho sentito echi di Quincy Jones, Axelrod, Bob James e anche Morricone. Mi sto perdendo qualcuno? Che tipo di suono stavate cercando?
Hai azzeccato tutto. Siamo stati ispirati anche dal Wu-Tang, da Isaac Hayes, Bernard Herman, Curtis Mayfield e Francis Lai.

Marvel's Luke Cage: Adrian Younge e il suono di Harlem

Anche se il suono è assolutamente ottimo, è molto lontano dal minimalismo stile della moderna musica “urban”. Avete sentito qualche pressione, rispetto ai gusti musicali attuali del pubblico?
Per niente. Come “tastemaker”, il nostro lavoro è creare uno standard e quello standard non dovrebbe avere nulla a che fare con ciò che è in voga. Conta solo la creazione di un mondo musicale nel quale vogliamo vivere.

Per i momenti di azione della colonna sonora, avete scelto uno stile molto funky, con basso pesanti.
Sì, abbiamo fatto questa scelta. È una colonna sonora classica e ricorda alcuni dei migliori soundtrack degli anni 60 e 70.

Uno dei momenti più toccanti per me è stato Requiem for Phife. Vuoi parlarci della canzone e che dirci che cosa ha rappresentato Phife per la musica hip hop e per te in particolare?
Questa canzone è stata suonata/registrata con l’orchestra di 30 persone il giorno dopo che Phife se n’è andato. È stato un momento molto toccante per tutti. Ascoltando il pezzo, si può immaginare come tutti si sentissero il giorno successivo alla scomparsa di Phife.

Qualche parole finale per i tuoi fan italiani?
La musica italiana è uno dei nostri generi musicali preferiti. Soprattutto Morricone. Ho studiato il suo lavoro a partire dagli anni 90 ed è stato un onore rendergli omaggio nella nostra colonna sonora.

Intervista realizzata via mail tra il 10 e il 15 ottobre 2016

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