Vita con Lloyd: intervista a Simone Tempia

Intervista a Simone Tempia, creatore di "Vita con Lloyd", un interessante progetto tra letteratura e webcomic in arrivo su Verticomics.
Vita con Lloyd: intervista a Simone Tempia

Simone Tempia visto da Tuono Pettinato

Simone Tempia è nato nel 1983. All’età di 14 anni ha pensato che tutto quello che voleva fare nella vita era scrivere. Da allora ha fatto in modo che la cosa potesse funzionare. Nella sua vita sono successe parecchie cose di cui molte decisamente interessanti. Ha due lunghi baffi scuri.

Benvenuto su LSB. Partiamo con una domanda tutt’altro che semplice: chi è Lloyd?
In realtà è semplicissima: Lloyd è il mio maggiordomo immaginario.

Vita con Lloyd: intervista a Simone Tempia

Jacopo Rosati

Come nasce il progetto di Vita con Lloyd? Si tratta di uno spunto letterario che ha assunto in seguito connotati anche fumettistici, o avevi sin da subito in mente di farne un fumetto?
Lloyd nasce a seguito di una notte insonne a cui è seguita la pubblicazione di un primo dialogo sul mio profilo di Facebook. La cosa è stata accolta con così tanto affetto che dopo una decina di status mattutini pubblicati sul mio profilo, ho deciso di farne una pagina. Poi, alla fine, perché sono uno che si annoia in fretta, ho pensato che sarebbe stato bello darne anche (e sottolineo anche, visto che rimane comunque un progetto narrativo di puro testo) una forma grafica. E poi… e poi… e poi… non so perché siamo finiti qui. Ma io sono un esperto nell’arte di trovarmi in punti inaspettati della mia vita, in luoghi in cui non avrei mai pensato di arrivare a fare cose che mai avrei pensato di fare, circondato da gente meravigliosa che non pensavo di arrivare mai a conoscere. Credo che sia tipo un superpotere. E, come la scuola Marvel insegna, da grandi poteri derivano grandi soddisfazioni.

Come scegli se raccontare attraverso il fumetto o con la sola parola scritta?
Non scelgo niente, sono gli illustratori che scelgono per me appropriandosi dei dialoghi che sentono più loro.

Vita con Lloyd: intervista a Simone Tempia

Disegno di Alessandro Alessi Anghini

La tua creazione mi sembra molto versatile e adattabile, su YouTube c’è anche un video di presentazione. Oltre il fumetto e la letteratura, hai intenzione di sperimentare anche altri medium?
Sì, lo voglio. Lo voglio fortissimamente. Credo nel potere della commistione di linguaggi e nel fatto che la stessa cosa raccontata con media diversi diventi necessariamente qualcosa di unico e comunichi sensazioni uniche.

La struttura base di Vita con Lloyd è quella del dialogo di circa dieci scambi di battute, corrispondente a una storia molto breve. A cosa è dovuta questa scelta?
Al fatto che ho un pessimo dono della sintesi.

Hai in progetto di realizzare storie più lunghe?
A dire la verità ho scritto un intero romanzo di 140 pagine con protagonisti Lloyd e sir. È una commedia che diventa un giallo e poi un thriller e poi un horror. Tutto nella stessa storia. Ed è quanto di più vicino (e distante) ci possa essere dalla pagina Facebook. E probabilmente una delle mie tante cose ritenute “impubblicabili perché poco vendibili”.

Vita con Lloyd: intervista a Simone Tempia

Disegni di Jacopo Rosati

Il “sir” che dialoga con Lloyd è rappresenta il riflesso dell’uomo moderno. C’è una componente autobiografica in questo personaggio?
Totalmente. Non è finzione letteraria. Sir sono io con tutte le mie insicurezze e il mio umore ballerino. Quello che racconto è sempre ispirato alla mia quotidianità. E Lloyd, beh… Lloyd è quello che mi aiuta a non cadere in balia di me stesso. Lui e i miei badanti: Valentina Pederiva, Christian Zoltar Bellomo e, da pochissimo, anche Ivano Porpora. Ognuno di loro ha un ruolo nel mio rapporto con Lloyd e ognuno di loro ne è in qualche modo vittima e artefice (non ho scritto carnefice apposta)

Una delle tecniche utilizzate nelle storie consiste nella materializzazione di concetti quali emozioni e sentimenti. Ritieni che questo semplifichi l’espressione di idee e pensieri anche complessi?
Certamente. E poi il color magenta sta benissimo sulle pareti, non trovate?

È evidente un certo influsso tipicamente british nel modo sottile di fare ironia. Quali sono i motivi alla base di tale scelta?
Non ne ho la più pallida idea

C’è qualche opera o autore in particolare che ti ha ispirato nella creazione dei tuoi personaggi?
Beh il dialogo con un Lloyd immaginario ce lo ricordiamo tutti, sì?

Vita con Lloyd: intervista a Simone Tempia

Disegni di Jacopo Rosati

Nelle tavole in tricromia disegnate da Jacopo Rosati c’è un motivo definito alla base della scelta dei tre colori differenti per ogni storia?
Non ne ho idea, provo a chiederglielo.
Jacopo Rosati (1) : Ho voluto usare il grigio come colore neutro insieme a due colori quasi complementari per ottenere un’immagine con un forte contrasto cromatico cercando di evitare però l’effetto “arlecchino”. Il grigio mi serve appunto come legante fra le due tonalità principali.

Oltre alle tavole disegnate da Jacopo Rosati, hai collaborato stabilmente con Patrizia Comino e Diego Zucchi, oltre a tantissimi altri autori, da Massimo Giacon ad Alberto Corradi, da Mabel Morri a Bruno Bozzetto. Il progetto sembra aperto a collaborazioni e contaminazioni, senza cercare una uniformità di stili quanto piuttosto tasselli che vanno a formare un quadro variopinto. Cosa accomuna tutte queste esperienze?
La gratitudine sempiterna che provo per chi si è voluto cimentare con il mio Lloyd. E la voglia di continuare a vedere i vari “maggiordomi immaginari” (perché, inutile girarci intorno, tutti ne abbiamo uno) degli artisti che stimo.

Vita con Lloyd: intervista a Simone Tempia

Disegni di Patrizia Comino

Dopo i social (Facebook e tumblr), Vita con Lloyd è approdato sul sito Verticalismi e ora sulla app Verticomics. Cosa rappresentano questi supporti per te? In che modo ti proponi di sfruttare appieno le caratteristiche di ognuno di questi mezzi?
Arrivare su una piattaforma consolidata – di qualunque genere – con una propria creazione per me è sempre un gran orgoglio. Personalmente non so come poter sfruttare appieno questi mezzi anche perché non voglio sfruttare proprio nulla, semmai arricchire. L’unica cosa che so e che Lloyd rimarrà sé stesso. Cioè, io rimarrò me stesso. Ovunque dovessi arrivare lo farò con la mia narrazione intima, personale, dai toni definiti e garbati. Non accetterò nessun tipo di compromesso alla ricerca della fama. Continuerò, insomma, nella mio movimento totalmente antistrategico e controproducente che da sempre ha contraddistinto ogni mia creazione. E continuerò a scrivere quelle cose che, sei mesi fa (e forse ancora oggi nella mente di qualcuno), erano definite “troppo raffinate per poter essere davvero popolari”.

Molti utenti nei commenti si rivolgono direttamente ai tuoi personaggi e da parte tua rispondi loro senza toglierti le vesti del Sir. Quanto questo dialogo con i lettori è importante nella costruzione del personaggio?
La questione, che si creda o meno, è che davvero sono solo io. Non ci sono “costruzioni o sovrastrutture narrative”. Si faccia però attenzione. In molti mi scrivono complimentandosi per la mia saggezza. Quello saggio non sono io, è Lloyd.

Quali progetti hai in cantiere attualmente?
In cantiere poco, in testa molto e di questo quasi tutto nel faldone del “non è detto che ci si riesca”. In generale l’idea è di continuare a provare cose, sperimentare, cercare di portare avanti un discorso narrativo originale. Vorrei pubblicare un fumetto su Lloyd e fare felici molti. Vorrei pubblicare il romanzo su Lloyd e sorprendere tutti. E poi collaborare con Fausto Paravidino che è la mia fissa. Se devo immaginare un volto di sir, è il suo. Infine vedere che potrà accadere, senza mai vergognarsi di provare stupore e gratitudine.

Vita con Lloyd: intervista a Simone Tempia

Disegno di Elisabetta Melaranci


Note:
  1. Jacopo Rosati nasce a Venezia nel 1987. Fino all’anno scorso ha realizzato esclusivamente immagini digitali, pur essendo alla ricerca di un altro modo per esprimersi, possibilmente attraverso illustrazioni realizzate a mano. Ha scelto di utilizzare il feltro perché è un materiale usato raramente nel mondo dell’illustrazione, ora sta cercando di sviluppare uno stile attorno a questa tecnica. Ha collaborato con ENI, Nissan, Rolling Stone, Casamica, Sole 24 Ore, Wall Street Journal, The Daily Telegraph, The Washington Post, Popular Mechanics. Oltre all’illustrazione gli piace esprimermi anche attraverso il design, infatti lavora come designer per Maikii, un’azienda specializzata nella produzione di chiavette USB. Hanno realizzato diverse serie fra cui Star Wars, I Puffi, Lupin, I Simpsons e molte altre. 

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

   

Inizio