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Tex #712 – I forzati di Dryfork (Rauch, Prisco)

6 Febbraio 2020
Il Tex di febbraio 2020 vede l’esordio sulla testata principe del ranger dello sceneggiatore Jacopo Rauch nella prima parte di un’avventura che scaturisce dall’evasione da un penitenziario.
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Dopo il consueto rodaggio avvenuto attraverso la sceneggiatura di un paio di storie brevi, arriva l’approdo dello zagoriano Jacopo Rauch nella serie regolare del Ranger. Che l’autore senese meriti questa “promozione” lo dimostra quando, dopo il prologo iniziale, nella tavola di pagina 18 presenta Tex ai lettori in due strisce mute che colgono perfettamente l’essenza dell’eroe, grazie anche alla resa grafica di Giuseppe Prisco.
Il buon lavoro di Rauch si sviluppa poi nelle restanti pagine dell’albo, nella prima parte di una storia che ha come fulcro l’evasione dal carcere di uno dei capi di una spietata banda criminale e l’uccisione di uno sceriffo amico di Tex e Kit Carson. Efficace la scrittura, con una sceneggiatura che ricerca da subito la complicazione della trama e una narrazione che alterna passaggi dinamici e concitati a sequenze dialogate più pacate, che però rallentano forse in modo eccessivo la lettura. Altrettanto riuscita la resa dei comprimari, con degli antagonisti ben delineati e riconoscibili e la presenza di un personaggio più sfaccettato, che intelligentemente Rauch gestisce senza svelarne del tutto l’indole.
Prisco – anch’egli autore di estrazione zagoriana – si conferma un valido acquisto per Tex, grazie a uno stile sintetico ed elegante, con un’ottima regia per le scene d’azione tanto nelle inquadrature quanto nella dinamica motoria dei corpi, e un ranger che, partendo dalla lezione di Giovanni Ticci, si evidenzia già per una resa stilistica personale.

Abbiamo parlato di:
Tex #712 – I forzati di Dryfork
Jacopo Rauch, Giuseppe Prisco
Sergio Bonelli Editore, febbraio 2020
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,90 €
ISSN: 977112156100860712

© Sergio Bonelli Editore

David Padovani

David Padovani

Fiorentino, classe 1972, svolge la professione di architetto. Grazie a un nonno amante della fantascienza e dei fumetti, scopre la letteratura fantastica e il mondo degli albi Corno della seconda metà degli anni '70.
Tex e Topolino sono sempre stati presenti nella sua casa da che si ricordi, e nella seconda metà degli anni '80 arrivano Dylan Dog e Martin Mystere e la riscoperta del mondo dei supereroi USA.
Negli anni dell’università frequenta assiduamente le fumetterie, punti d’incontro di appassionati, che lo portano a creare assieme ad altri l’X-Men Fan Club e la sua fanzine ciclostilata, in un tempo in cui di web poco si parlava ancora.
Con l’avvento del digitale, continua a collezionare i suoi amati fumetti diminuendo la mole di volumi cartacei acquistati, con somma gioia della compagna, della figlia e della libreria di casa!

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