Storie dal profondo del cuore: la seconda uscita di “Schizzo presenta”

Storie dal profondo del cuore: la seconda uscita di “Schizzo presenta”
Un campionario di storie brevi alla scoperta di giovani talenti e delle infinite possibilità della nona arte grazie al Centro Fumetti Andrea Pazienza.

Il Centro Fumetti Andrea Pazienza ci regala, per il secondo anno consecutivo, una raccolta di storie brevi per la rinnovata collana Schizzo Presenta, dal titolo Storie dal profondo del cuore. Come da tradizione del CFAPAZ, si tratta in primis di un’occasione unica per giovani autori emergenti di farsi conoscere, ma è anche opportunità per autori più navigati di sperimentare le infinite possibilità del medium fumetto, liberi da vincoli editoriali.

TrappolaPerché se quella del racconto breve a fumetti distribuito in forma cartacea (come singoli albi di una raccolta) appare oggi, alla luce della vetrina rappresentata da internet e i social, una scelta anacronistica, non bisogna negare un certo fascino amarcord. Non a caso se si parla di Andrea Pazienza e fumetto italiano di culto la memoria va all’esperienza della rivista Frigidaire (parliamo dei primi anni ‘80) che fece della libertà espressiva e di sperimentazione dei suoi autori la propria bandiera.

Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio i sei albi presenti nella raccolta.

In Trappola Alessandro Fusari si cimenta nel “racconto di formazione” narrando l’amicizia di due ragazzi di periferia che sognano di sfondare nel mondo della musica trap. Fusari, già collaboratore con Bonelli per alcuni albi di Nathan Never, abbandona quindi la sua amata fantascienza per una riflessione amara sull’incapacità di molti giovani di agire nella consapevolezza delle proprie azioni. Quella trappola di cui parla il titolo è infatti il destino incontro al quale vanno molti ragazzi tra i 16 e i 20 anni, incapaci di incanalare passione e impulsività nella giusta direzione, spesso abbagliati da soluzioni all’apparenza facili e immediate ai problemi della vita. Da un punto di vista stilistico Fusari abbandona la classica gabbia bonelliana in favore di tavole assai più dinamiche, servendosi di splash page come sfondo nel quale inserire collage di vignette per raccontare le azioni dei protagonisti, avvalendosi per ombre e colpi di luce dalla ricchezza di sfumature consentite dal digitale. Il risultato è al passo con i suoi giovani e irrequieti protagonisti, vitale ma al tempo stesso carico di quella malinconia che nei versi di Edgar Allan Poe (del quale viene citata la famosa poesia Il Corvo) trova il suo ideale climax.

ammazzalavecchia

In Ammazza la vecchia di Valeria Peri abbiamo un deciso cambio d’età per i protagonisti, passando dai giovani di periferia agli anziani ospiti di un ospizio. La giovane autrice vuole infatti omaggiare la nonna e un luogo, la casa di riposo per anziani, spesso e in modo superficiale associato all’idea di solitudine e abbandono. Come già affermato da Paco Roca nel suo Rughe, la casa di riposo è invece un mondo a sé in cui gli ospiti diventano gli uni per gli altri una famiglia. Un microcosmo popolato di storie, passate, presenti e, perché no, future.
Valeria Peri si avvale anch’essa del digitale e dimostra talento nella caratterizzazione fisica dei suoi personaggi, in particolare nei volti e nelle loro espressioni così importanti quando si vuole arrivare al cuore e alle emozioni del lettore. Espressioni che sono fondamentali soprattutto se si hanno poche tavole a disposizione e si devono introdurre molti personaggi, comunicandone carattere e indole solo ricorrendo ai connotati fisici o rifacendosi a un immaginario collettivo tale per cui la silenziosa Rosa finisce per richiamare palesemente, nell’aspetto, l’anziano Carl del film Pixar Up.

Arriviamo quindi all’opera di Francesco Franzini che si diverte a coinvolgere il lettore adattando, per il suo Scelte, la formula del Libro Game al fumetto. L’esperimento è interessante, per quanto l’autore si dimostri disegnatore ancora “acerbo”. I chiaroscuri netti (l’utilizzo del tratteggio è limitato ad un primo piano) e la povertà di dettagli negli sfondi delle vignette, unita a una certa legnosità nell’anatomia dei corpi e nei movimenti dei personaggi, rende la lettura austera e poco coinvolgente. E se l’estetica da American Psycho con ambienti asettici e corpi ingessati in completi eleganti magari si sposa con le intenzioni dell’autore, Scelte risulta indubbiamente il racconto della raccolta meno capace di emozionare, esaurendo nella sua particolare forma di libro-game i motivi d’interesse.

scelte

openaccessCon Open Access lo sceneggiatore bresciano , che si avvale della collaborazione di Elisa Mereu, si rivolge a un tema, quello delle relazioni LGBT, di grande attualità. L’approccio scelto è, come suggerito dal titolo stesso, “libero” da barriere culturali e inutili eccessi di pudore, così da restituire nella sua rappresentazione scevra da ellissi una sorta di diritto al piacere (quello carnale legato al sesso) a quelle coppie che vengono ancora oggi ostracizzate perché omosessuali. Il sesso, che di per sé occupa un ruolo preminente in qualsiasi relazione, per i due protagonisti assume significati persino più profondi.
Come Franzini anche Elisa Mereu sembra cercare una propria maturità e cifra stilistica nel disegno, che se da un lato predilige poche e semplici linee per i contorni delle figure, in alcune vignette azzarda dei chiaro-scuri per mezzo del tratteggio. La staticità dei corpi evidenzia una certa difficoltà nel rappresentare situazioni dinamiche, così come la fisionomia dei volti che nella povertà di soluzioni deve affidarsi ad accessori (occhiali) e taglio di capelli per rendere riconoscibili i personaggi. Ciò non toglie che stiamo parlando di ragazzi che muovono i loro primi passi nell’ambito del fumetto, mostrando comunque spunti e idee interessanti che sono senz’altro un buon viatico per un promettente futuro.

sulbordodiognicosaFrancesco Barilli e Sakka, già autori, in coppia, di Vincent Van Gogh e Goodbye Marilyn per Beccogiallo, prendono ispirazione (molto liberamente) da Il Racconto di Winter, episodio di Miracleman scritto da Neil Gaiman e disegnato da Mark Buckingham, per un intrigante parabola dai toni dark che parla di temi universali quali solitudine e amicizia, vita e morte. Il protagonista del racconto è un pupazzo di neve, ignaro del suo ruolo e del perché si trovi bloccato sul ciglio di un burrone: è l’incontro con una bambina a spingerlo a cercare un significato alla sua esistenza. Le atmosfere tipiche da dark fantasy si sposano a un disegno che gioca sui contrasti di bianco e nero: il cielo plumbeo punteggiato da fiocchi di neve, il paesaggio imbiancato; il pupazzo di neve e il Re della Piana degli Eroi.
Come in ogni fiaba che si rispetti il contrasto cromatico sottende la dicotomia “bene male”, mentre una indubbia fascinazione per il folclore europeo è palesata dalla rappresentazione dei personaggi (un esempio su tutti è la bambina ritratta in perfetto stile Cappuccetto Rosso).
Il tratto, all’apparenza rozzo e ‘scarabocchiato’, è certamente più interessato a comunicare le atmosfere opprimenti della storia anziché il dettaglio realistico. Come se la fiaba si svolgesse in una dimensione onirica rivolta più che al nostro sguardo al nostro subconscio. L’opera di Sakka e Barilli è, per chi scrive, senz’altro la più interessante del lotto, complici un finale aperto e quell’aura di mistero che rimane appiccicata addosso anche a lettura ultimata.

postodellariaInfine, con Il Posto dell’Aria Valentina Rosset ci accompagna attraverso un lungo flusso di coscienza alla scoperta delle ragioni che l’hanno spinta, a 44 anni, a ricominciare gli studi universitari. È un viaggio interiore che per l’autrice parte proprio dalla sua città e nel caricarsi di metafore ci accompagna dalle profondità del mare fin nello spazio. Le domande, le conosciamo, sono quelle che prima o poi nella vita ci poniamo tutti. Spesso cercare le risposte vuol dire rimettersi in gioco, fare un salto nel vuoto. Ma se nel farlo diamo libero sfogo al nostro istinto, perseguendo le nostre aspirazioni, allora è anche e soprattutto darsi una nuova possibilità. Valentina Rosset ha un notevole gusto artistico, e ogni tavola denota equilibrio nella composizione tra corpi, sfondo ed elementi naturali. I chiaroscuri sono resi mediante un tratteggio fitto di carboncino che gioca con le imperfezioni della carta, donando morbidezza alle sfumature. Il risultato ha la poesia di una ideale colonna sonora per quello che, a tutti gli effetti, è un viaggio in stile Terrence Malick alla scoperta di se stessi.

In conclusione la lettura di queste Storie dal profondo del cuore lascia sorpresi per la varietà di stili e registri dei suoi autori, nonostante questi provengano, per formazione ed esperienze, perlopiù da una medesima realtà provinciale, Cremona. Da apprezzare soprattutto il coraggio di mettersi in gioco da parte di ragazzi esordienti, che anziché fare il compitino, magari rifacendosi ai classici del fumetto, mettono in campo la propria sensibilità regalando uno sguardo personale e originale alla nona arte.

Abbiamo parlato di:
“Storie dal Profondo del Cuore”
Alessandro Fusari, Elisa Mereu, Francesco Barilli, Francesco Franzini, Mattia Ferri, Roberta Sacchi, Valentina Rosset, Valeria Peri
, ottobre 2020
16 pagine cad. uno, spillato, bianco e nero – 4,00 cad. uno oppure 24,00 € raccolta completa
“Storie dal profondo del cuore” pacchetto completo – Centro Fumetto Andrea Pazienza (cfapaz.org)

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