Sporchi, indipendenti e subito! Una raccolta di fumetti brutti

Sporchi, indipendenti e subito! Una raccolta di fumetti brutti
"Sporchi e subito" a cura di Fumettibrutti è la vetrina dei sogni e delle angosce di un gruppo di artisti che sceglie il fumetto indipendente.

“Sporchi sono i tratti, sporchi sono certi protagonisti, temi e ambientazioni: gli ultimi, i bassifondi, la merda.”

Così Valeria Parrella introduce la silloge di Sporchi e subito a cura di Josephine Yole Signorelli, in arte Fumettibrutti. L’artista è divenuta la portabandiera del fumetto italiano indipendente con le sue opere Romanzo esplicito e P. La mia adolescenza trans.

Infatti la raccolta include autori che hanno avuto un background legato al fumetto indipendente; riunisce artisti perlopiù di Bologna, che hanno studiato all’Accademia di Belle Arti e che sono divenuti celebri tramite il web. Dunque una cerchia di amici, quasi dal gusto umanista. Ogni fumettista sviluppa un capitolo dai temi comuni: a partecipare sono Joe1, Antonia Caruso e Percy, Giangioff, Andrea De Franco, Michele De Stefano, Chiole, Sonno, Ritardo, Gianluca Ascione e Wallie.

Compromesso

sporchi-subito-fumettibrutti-feltrinelliAnzitutto l’argomento, dichiarato nell’intervista del 4 luglio 2020 a Tuttolibri, è il compromesso, più dettagliatamente il rifiuto di esso. Infatti gli autori scelgono una pubblicazione indipendente come alternativa al (e “nel”, dato che il libro è stato pubblicato da una delle più celebri case editrici italiane, ) commercio mainstream e rifiutano la mercificazione banale dell’arte. Di conseguenza anche i loro personaggi e le loro storie ribaltano il compromesso a livello etico: nel racconto di Andrea de Franco, Fausta, viene introdotto un diavolo che tenta di comprare l’anima di una donna attraverso molteplici trucchi, ma invano perché lei non scende ad accordi e quando il diavolo si trasforma in un fallo lo estirpa violentemente. Anche lo stile suggerisce la stessa tematica, in quanto attraverso degli “infantili” e caricaturali tocchi di penna, l’artista presenta vignette non catalogabili in schemi, bensì scene confuse in successione nello stesso rettangolo. 

Un altro esempio è Il Golem di Michele De Stefano: una donna si libera dai doveri che la società le impone, ossia obbedire al marito incondizionatamente e soddisfarlo a livello sessuale, subire gli attacchi altrui poiché creduta debole o inferiore, essere etero ed elegante. La griglia, anche e soprattutto in questo caso, è fuori dal canone: una pagina racchiude più scene nello stesso spazio, con l’utilizzo di pochissimi colori (viola, arancione, bianco e nero).

Denaro

Nella già citata intervista di Tuttolibri, Josephine Yole Signorelli spiega con ironia uno dei motivi per cui ha accettato la proposta di Tito Faraci: il ricavo del lavoro. 

“Alle prime gli rispondo di no, soltanto <dopo> ci pensò su, dico di sì e accetto. Il <dopo> si tratta del mio conto che piange e le possibilità di tirare su qualche soldo. […] Personalmente non sono una figlia di papà, beati loro, smetterei di scrivere se lo fossi.”

E dunque ancora una volta dei compromessi che si è tenuti a compiere oppure dai quali ci si sottrae, per guadagnare. Il denaro è presente già nel titolo, riferendosi a due modi di dire: “pochi, maledetti e SUBITO” e “soldi SPORCHI“. Dunque una provocazione che sottolinea e rovescia contemporaneamente la connotazione negativa del denaro

“Sì, specifico la questione <soldi> perché esistono alcun* collegh* che, a volte, antepongono il prestigio di una pubblicazione al vile denaro, mentre io pretendo di essere sempre pagata, e bene, o non lavoro affatto. […] Sì, soldi! Brrr! Questa parola orrenda, vero? C’è una nuova ondata di moralismo che impone di non dire mai quanto ti pagano, o se stai bene, che se guadagni non sei un’artista, ma un’arrivata. Ma essendo convinta che l’oscenità salverà il mondo…voglio confessarvi che a me i soldi piacciono.”

Così scrive Fumettibrutti nella sua prefazione disegnata. Le sue tavole, per l’appunto, spiegano la ratio dell’opera, attraverso uno stile inconfondibile: illustrazioni e scrittura sbrigativi, tono provocatorio, argomenti sessualmente espliciti e filtri dai colori primari. 

Infine i soldi appaiono nel fumetto anche a livello visivo: ogni capitolo viene aperto da un dollaro, illustrato nello stile dell’artista che introduce (con tanto di mini ritratto all’interno).

Precarietà e amore

Per concludere, gli artisti riescono a mostrare i sogni e le angosce della loro generazione, lanciando un urlo corale: la crisi della gioventù si chiama precarietà. Il bisogno di certezze e l’instabilità sentimentale sono tesi che vengono sviluppate collettivamente in corrispondenza dei temi precedenti: per ottenere dei risultati in questi campi si scende a compromessi oppure si sceglie di non farlo; il denaro può essere una solidità o comunque può crearne, anche se non può acquistare l’amore

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“Non coprire” di Sonno

A tal proposito tre storie centrano il bersaglio più di altre: Non coprire di Sonno, Glitch di Giangioff e Angelo di Wallie

Nella prima storia il narratore presenta il ricordo di un’esperienza “passeggera”. Ciò che doveva essere un flirt, per l’uomo diventa qualcosa di più profondo: ricorda la donna, Monica, come colei che ha scaldato il freddo nei suoi organi; ipotizza che ciò che prova potrebbe chiamarsi amore. Infatti nella memoria, così come nei tratti in bianco e nero, Monica riempie tutto lo spazio, avvolgendolo.
Il secondo racconto, invece, immerge il lettore nella sensazione di vuoto che il protagonista avverte nel passeggiare tra i ricordi. Una valanga di persone abita la sua mente, ma si sofferma soltanto davanti ai resti del suo sentimento per l’amata. 

Infine Wallie, con il suo stile caricaturale e allegorico, narra un sogno.  Tavole dai colori pastello presentano un goffo eroe, dall’iconografia tradizionale, influenzata in parte da Batman e in parte da Superman: indossa una tuta aderente con su scritta l’iniziale del suo nome, mantello, guanti, stivali alti, cinturone e maschera che copre il collo e la testa, tenendo scoperta la parte inferiore del viso (dal naso al mento).  Il lettore viene subito a conoscenza del fatto che in realtà lui è un anti-eroe: non ha il coraggio di esporre i propri sentimenti, così resta inerme davanti alle emozioni. Tuttavia un’azione onirica squarcia la nostalgia: l’eroe salva la propria amata da alcuni criminali (da lui raffigurati come ratti) e infine, dopo essere scivolato e caduto a terra, viene baciato dalla ragazza, in stile Sprider-Man…le teste in direzioni opposte si congiungono attraverso le labbra. 

La formula di Sporchi e subito è vincente: una raccolta di vignette composta da capitoli che possono essere letti come un’unica grande storia, poiché i temi comuni e le avanguardie stilistiche fanno sì che si amalgamino fra di loro, ma anche singolarmente, a mo’ di pillole giornaliere, così che se non si ha tempo o si legge soltanto durante le pause lavorative/di studio o si è amanti della celerità è possibile seguire il fumetto a tappe senza perdersi nulla. 

Inoltre la qualità proposta è innegabilmente alta: stili originali, fuori dai canoni, toni irriverenti e ideali provocatori. La vetrina di una nuova generazione di artisti, che riesce a cullare i giovani. Sfogliare il fumetto significa immergersi nella psiche di chi non conosce altro che precarietà e uscirne innamorati! 

Abbiamo parlato di:
Sporchi e subito 
AA.VV.
Feltrinelli Comics, 2020
134 pagine, brossura, colori – 16,00€
ISBN: 9788807550508

Romanzo esplicito: la non-storia di Fumettibrutti

L’adolescenza trans di Fumettibrutti

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