
Protagonista del volume è proprio Salomè, strega intrigante e dal tragico passato che nasce dalla penna di Barbara Giorgi e dai disegni di Nicolò Toffanelli, con colori di Angelo Razzano.
Come nelle altre storie del ciclo The Barbarian King anche Salomè si muove nel mondo del mitico Conan. Ne è testimone la mappa pubblicata in apertura dove spicca, fra le altre regioni, la Cimmeria. L’utilizzo della mappa, che deve essere consultata al massimo un paio di volte nel corso della lettura, rappresenta l’elemento che conduce subito il lettore in un’ambientazione fantasy e risveglia, negli appassionati di vecchia data, il ricordo di altre mappe più o meno famose come quella de Il Signore degli Anelli, del ciclo di Shannara o degli arcaici libri game di Lupo Solitario.
Province e confini a parte risultano evidenti, nelle ambientazioni ma anche nella trama e nelle caratteristiche dei personaggi, gli spunti che derivano dall’immaginario di Robert Ervin Howard, colui che all’inizio del Novecento pose le basi del fantasy moderno mescolando horror, avventura ed eroismo in una serie smisurata di racconti e personaggi il cui esponente di maggior spicco è Conan il Barbaro. Proprio la dichiarata ispirazione Howardiana impone, in Salomè, uno sviluppo narrativo basato sugli archetipi e sulle tappe, ben riconoscibili, del cosiddetto viaggio dell’eroe, in un percorso di crescita che per la protagonista è sia psicologico sia fisico. Ma se in molti casi una trama del genere risulta scontata e piatta, in Salomè non è così.
Il merito è della sceneggiatura di Barbara Giorgi, sviluppata in quattro capitoli che conducono a un finale forse non brillante per originalità ma nemmeno scontato. L’autrice riesce infatti a evitare ovvietà e banalità concentrandosi sui punti di forza offerti dalla storia. Il primo è proprio la protagonista: Salomè è complessa, straziata dal passato, con un presente a dir poco travagliato ma orgogliosa, coriacea e potente. Ai tratti psicologici, soprattutto nel rapporto con gli altri, è data importanza maggiore rispetto alle capacità magiche possedute e la profondità della strega è accentuata da due flashback che dicono qualcosa ma non tutto, lasciando il desiderio di saperne di più. Altri punti di forza sono i dialoghi, essenziali ma non poveri e spesso ritmati con l’utilizzo di balloon legati, e un ritmo narrativo equilibrato grazie alla composizione delle tavole. L’azione c’è, naturalmente, ma non è forsennata e il lettore è costretto a soffermarsi su ciascuna pagina anche per la dovizia di particolari inseriti da Nicolò Toffanelli.

Anche il lavoro di Razzano contribuisce alla riuscita del volume: i colori sono accesi, esaltano i già citati punti luce, valorizzano gli effetti di magie e incantesimi. Ma contribuiscono soprattutto al realismo e alla profondità degli scenari esterni dove gli elementi naturali come l’acqua, il deserto, la neve, le piante o il cielo sembrano materializzarsi sulla pagina.
Va detto infine che, pur trattandosi di uno spin-off, Salomè risulta un’opera a sé stante che non richiede alcuna conoscenza del più vasto universo di The Barbarian King. Un’avventura ben congegnata che, pur non aggiungendo niente di nuovo al genere fantasy-horror cui appartiene, ne interpreta correttamente i capisaldi offrendo una lettura coinvolgente e gradevole. Con un finale aperto, che lascia presagire ulteriori sviluppi.
Abbiamo parlato di:
Salomè – The Barbarian King Spin-off
Barbara Giorgi, Nicolò Toffanelli
Leviathan Lab, giugno 2020
112 pagine, brossurato, colori – 15,00€
ISBN: 979-12-80137-02-9








