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Playing God

30 Dicembre 2025
Forse non molti sanno che c’è un film italiano nelle shortlist per gli Academy Awards 2026. Non si tratta di un lungometraggio (purtroppo) ma non per questo faremo il tifo con meno ardore per il gioiellino che è in lizza per le nomination nella categoria miglior cortometraggio animato. Già nel 2024 abbiamo avuto un pezzetto di Italia addirittura nel titolo vincente di questa categoria, con il corto War is Over tratto da una celebre canzone di John Lennon, in cui un ruolo importante è stato ricoperto dall’artista nostrano Max Narciso. Quest’anno invece a portare avanti lo stendardo (okay, la smetto
Soul joe playingpiano hands 700x296

Il canto jazz e l’incanto Pixar

28 Dicembre 2020
I primi capolavori Pixar erano soprattutto per i bambini ma anche per gli adulti, con diversi livelli di lettura. I recenti Soul e Inside Out sono soprattutto per adulti e anche (forse) per i ragazzi. Non entro nel merito della questione, ognuno ha la sua opinione, ma la differenza di contenuti e soprattutto di messa in scena è abbastanza evidente. Soul (disponibile su Disney+) mi è sembrato un film coraggioso: dopo aver esplorato la psicanalisi con Inside Out, Pete Docter si spinge nella filosofia, interrogandosi sul senso profondo della vita. Non che sia una novità in ambito cinematografico, ma cartoni
Un gioco di luce

[Rece] Alliances – Un gioco di luce

16 Dicembre 2019
Scritta dalla giornalista Kat Rosenfield su soggetto di Luke Lieberman e Ryan Silbert sotto la supervisione nientemeno che di Stan Lee, Un gioco di luce è la prima storia dell’universo narrativo ALLIANCES, creato dallo stesso Stan Lee, indirizzato a un pubblico di adolescenti. “ALLIANCES – Un gioco di luce” è nato come romanzo per Audible, la piattaforma Amazon di audiolibri, perciò è già interessante che abbia avuto come medium nativo una narrazione di tipo orale, più vicina quindi come concezione al radiodramma che al romanzo puro, che oggi torna alla ribalta grazie al grande successo di podcast e compagnia. Di
Peter pan

Narrazione moderna e sindrome di Peter Pan

25 Settembre 2019
Preparando le lezioni per il corso di sceneggiatura che da ottobre terrò insieme ad Alberto Ostini presso la Scuola Internazionale di Comics di Milano, ho ripreso in mano libri che avevo studiato qualcosa come diciotto anni fa. Al di là della mera tecnica di sceneggiatura – che dopo aver acquisito le basi si impara soprattutto tramite la pratica – ciò che mi affascina sempre molto sono le radici profonde della narrazione, comuni a ogni epoca e cultura umana. La storia della narrazione è la storia stessa dell’umanità. Molti studiosi hanno esplorato questo argomento, dagli antropologi agli sceneggiatori di Hollywood. Gli schemi
ispirazione

L’ispirazione e la materia dei sogni

11 Settembre 2019
“Siamo fatti della stessa materia Di cui sono fatti i sogni; e la nostra piccola vita È circoscritta in un sonno.” [W. Shakespeare, The Tempest, 1611]   Da sempre sostengo che Shakespeare abbia precorso di tre secoli la psicanalisi, uno degli esempi più lampanti è l’edipico Amleto. Ma nella Tempesta, che costituisce la sua opera della maturità, il meta-dramma, il suo “8 e 1/2”, quasi un testamento artistico, il Bardo mette in bocca al suo alter-ego Prospero una verità più profonda di quella che vorrebbe la frase come una semplice immagine poetica e rarefatta. Spesso quando si parla di creatività
tema tesi

Il tema non è la tesi

14 Febbraio 2019
Ho parlato tante volte dell’importanza che ha per me l’inserimento di un tema quando scrivo una storia. Su questo blog ne ho scritto qui e qui. Alle volte però ho l’impressione che si faccia confusione tra mettere un tema in una storia e scrivere a tesi. Un conto è fare un passo indietro, chiedersi che cosa si vuole raccontare con una determinata storia, individuare il proprio tema e far procedere la narrazione secondo la propria interpretazione di quel determinato tema. Un altro conto è scrivere a tesi, ossia avere una determinata opinione/visione del mondo prima di scrivere la storia, e usare il mezzo
libreria dei ragazzi

TunuéLab alla Libreria dei Ragazzi

2 Ottobre 2018
Chi mi conosce sa che da qualche tempo collaboro con Tunué Editore. Tunué tiene diversi corsi di fumetto presso la propria sede, nell’ambito di quelli che si chiamano TunuéLab. La casa editrice mi ha chiesto ora di portare questi corsi a Milano, e sono stato lusingato della proposta. La sede individuata per questi corsi sarà la Libreria dei Ragazzi di Milano (con cui Tunué è legata a doppio filo tramite la partnership con Il Castoro), presso cui già l’anno scorso ho fatto un laboratorio e un mini-corso. In tutto i corsi sono quattro e si configurano in questo modo: PRE-CORSO DI
napoli comicon manifesto mattotti 2018

Recensioni post-Comicon

23 Maggio 2018
So di essere in terribile ritardo, ma volevo scrivere qualche riga su ciò che ho trovato al Napoli COMICON. Ho pensato quindi di condensare in un unico post una compilation di impressioni varie buttate a casaccio. Il timido anticristo La prima recensione non riguarda un fumetto, ma uno spettacolo di stand up comedy, come si usa dire oggidì. Durante i giorni del Comicon sono infatti andato in un locale di Napoli ad assistere al monologo di Daniele Fabbri intitolato Il timido anticristo. Sarò sincero, partivo con qualche pregiudizio. Per me lo stand-up, il cabaret, lo sketch, sono un po’ come la poesia: sono
Led destroyer

Star Wars e il concerto dei Led Zeppelin

2 Gennaio 2018
Quand’ero ragazzino, avevo conosciuto un tizio sui quaranta che si vantava di aver visto i Led Zeppelin dal vivo. Fico, vero? L’ho ammirato, perché io ho sempre adorato gli Zeppelin. Il problema è che ogni volta che si parlava di musica, saltava sempre fuori che lui aveva visto i Led Zeppelin, e non contavano i gruppi che piacevano a te, i concerti cui avevi assistito o che avresti avuto modo di assistere in futuro. Non conta un concerto di Page & Plant del ’96, non contano le decine di concerti e festival con tanti altri gruppi rock e metal, no.
Synecdoche1

Charlie Kaufman e l’ineffabilità dell’esistenza

13 Dicembre 2017
Ho di recente letto un articolo su TheVision a proposito del grandissimo sceneggiatore Charlie Kaufman (quello di “Essere John Malkovich”, “Il ladro di orchidee”, “Se mi lasci ti cancello”, “Confessioni di una mente pericolosa”, “Synecdoche, New York”). A parte alcuni svarioni (Kaufman non ha compiuto 49 anni ma 59, e se Eternal Sunshine è un film hipster corro a suicidarmi), l’articolo pone degli interessanti interrogativi. Perché se a inizio anni 2000 Kaufman era acclamato come genio – tanto da fruttargli un Oscar – oggi nessuno più lo fa lavorare? Rispondere a questo interrogativo non è facile, ci sono tante cose che noi
Salati

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