Ho di recente letto un articolo su TheVision a proposito del grandissimo sceneggiatore Charlie Kaufman (quello di “Essere John Malkovich”, “Il ladro di orchidee”, “Se mi lasci ti cancello”, “Confessioni di una mente pericolosa”, “Synecdoche, New York”). A parte alcuni svarioni (Kaufman non ha compiuto 49 anni ma 59, e se Eternal Sunshine è un film hipster corro a suicidarmi), l’articolo pone degli interessanti interrogativi. Perché se a inizio anni 2000 Kaufman era acclamato come genio – tanto da fruttargli un Oscar – oggi nessuno più lo fa lavorare? Rispondere a questo interrogativo non è facile, ci sono tante cose che noi
Una domanda, anzi, LA domanda che viene rivolta almeno una volta nella vita a chiunque faccia il mio mestiere, cioè l’inventore di storie: Come nascono le tue idee? Varianti: Da dove vengono le tue idee? Dove prendi le tue idee? Come ti viene l’idea per una storia? Alla maggior parte di noi questa domanda è stata rivolta decine di volte. C’è chi si infastidisce davanti a questo ritornello, ma personalmente per ora non mi sono ancora stancato di rispondere al quesito, perché è un tema imponderabile, la risposta non è immediata e continuo a rifletterci sopra. Non è facile dire da dove
Ieri sera sono stato a uno spettacolo bellissimo nel Teatro dell’Arte all’interno della Triennale di Milano. Si tratta di un’esibizione del fumettista e pittore Stefano Ricci, un live painting accompagnando le musiche eseguite da un contrabbassista e un musicista elettronico. Su un grande schermo viene proiettato ciò che l’artista dipinge al momento, combinato con alcune opere eseguite in precedenza per il suo libro e per la mostra attualmente visitabile presso la Galleria Il Vicolo, sempre a Milano. Infine, oltre a pittura e musica c’è anche la parola: registrazioni della voce di Stefano Ricci che racconta alcuni episodi della vita con sua madre,
Ho avuto la possibilità di leggere in anteprima il primo volume dell’edizione italiana di Quantum & Woody, serie della Valiant che uscirà in fumetteria e libreria il 14 giugno per Star Comics. Non conoscevo questa serie supereroistica americana, e devo dire che mi sono divertito un sacco. Il filone principale della storia è quello umoristico, ma attenzione: non è una parodia del fumetto di supereroi – come ad esempio Rat-Man agli esordi – è proprio una commedia supereroistica, quindi in questo senso più vicina al Rat-Man attuale, con la differenza che il disegno è squisitamente americano e perfettamente accostabile a qualsiasi numero degli X-Men o simili. I protagonisti della storia
Il terzo ospite di questo blog è uno scrittore pieno di talento e di idee: Simone Tempia. I suoi racconti della serie Contemporaneo Indispensabile sono probabilmente i migliori che abbia letto negli ultimi anni. Ha di recente pubblicato con Rizzoli Lizard il volume Vita con Lloyd, che sta ottenendo un notevole successo. Il mio rapporto con i fumetti risale a quando mi sono imbattuto, totalmente per caso, in un’offerta sul sito della Grrrz Comic Art Book, al secolo Grrrzetic, sull’integrale di Hobby Comics, 6 numeri + poster e rarissimi numeri zero. Li ho comprati tutti. Li ho letti tutti. Ma andiamo con ordine
Stavolta mi va di scrivere un post che non abbia direttamente a che fare con la scrittura per i fumetti, ma che sia più generico e allo stesso tempo più specifico. Più generico perché l’argomento sono le parole, più specifico perché riguarda me stesso nella quotidianità. Sono certo di non essere l’unico a cui succede questa cosa: mi capita a volte mentre parlo di veder scomparire momentaneamente dal mio cervello certe parole, anche molto semplici. Per fare un esempio, per anni sembrò scomparsa dalla mia testa la parola alligatore: ogni volta che volevo pronunciarla, non c’era. È incredibile quante volte in un anno può capitarti di voler
C’è una cosa che secondo me accomuna le persone reali ai personaggi, e che rende così facile per le prime immedesimarsi nei secondi. È ciò che io chiamo “corde emotive”. Citando l’Amleto, Ora perché credete che sia più facile suonar me che questo flauto? Datemi il nome dello strumento che vorrete: sebbene possiate premer le mie corde, non potrete trarre alcun suono da me. Per far risuonare emozioni dai personaggi bisogna conoscerne bene le corde e le scale, cosicché le corde del lettore entrino in risonanza e comincino a suonare a loro volta, in un’orchestra spirituale che suona all’unisono, secondo
The Moneyman è un romanzo a fumetti biografico sui primi anni della Walt Disney. Lo trovate in libreria e fumetteria con marchio Tunuè, ma se non avete voglia di uscire di casa lo trovate comodamente anche su Amazon, a questo link. Il volume è stato scritto, o meglio, “coordinato” da Alessio De Santa, fumettista trentino che nel tempo ha collaborato con Disney e De Agostini. Dico “coordinato” perché Alessio invece di fare tutto da solo ha scritto metà della sceneggiatura, ha scelto gli altri professionisti che si sono alternati alla lavorazione di the Moneyman e li ha gestiti sia dal punto di vista produttivo che artistico. In un certo