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Recensioni post-Comicon

So di essere in terribile ritardo, ma volevo scrivere qualche riga su ciò che ho trovato al Napoli COMICON.

Ho pensato quindi di condensare in un unico post una compilation di impressioni varie buttate a casaccio.

Il timido anticristo

La prima recensione non riguarda un fumetto, ma uno spettacolo di stand up comedy, come si usa dire oggidì.daniele fabbri

Durante i giorni del Comicon sono infatti andato in un locale di Napoli ad assistere al monologo di Daniele Fabbri intitolato Il timido anticristo.

Sarò sincero, partivo con qualche pregiudizio. Per me lo stand-up, il cabaret, lo sketch, sono un po’ come la poesia: sono pochissimi quelli in grado di farli per davvero, e infatti il 90% dei comici (e dei poeti) contemporanei mi annoiano.

Mi aspettavo come al solito in questi casi la ricerca della risata facile, la sequela un po’ superficiale di battute che al momento magari ti fanno ridere ma poi non ti lasciano niente.

E invece ho trovato tutt’altro. Devo dire che non si è sghignazzato moltissimo, ma il contenuto del monologo era di gran lunga più interessante di una semplice serata di risate spensierate.

Il pezzo di Daniele racconta il suo personale confronto con la religione attraverso il rapporto vissuto con la propria famiglia.il timido anticristo Non è forse cinico e tagliente come certi comici anglosassoni (Ricky Gervais, George Carlin, ecc.), ma lo definirei onesto, personale. A tratti intenso.

Ogni aneddoto è presentato naturalmente in termini umoristici, ma è evidente che alla base vi è una forte portata emotiva, e al di là delle risate questo è ciò che ti resta quando esci a riveder le stelle.

Daniele a primo acchito sembra uno di quei classici comici romani piacioni, ma appena gratti un po’ la superficie scorgi una persona sensibile (quando Daniele leggerà mi maledirà) che tramite il filtro umoristico ha saputo rielaborare anche  gli aspetti dolorosi del proprio vissuto, dove la delusione nei confronti della religione va in sincrono con la drammatica scoperta adolescenziale che i genitori non sono infallibili & indistruttibili.

Per il genere di temi trattati mi azzarderei a definire Il timido anticristo una specie di graphic novel, un tranche-de-vie dello stand-up. E infatti è notizia fresca che lo spettacolo diventerà proprio un libro a fumetti edito da Feltrinelli Comics.

Gauguin – l’altro mondo

Al Comicon non ho avuto praticamente un momento per andare in giro e cercare i fumetti che mi interessavano. Per mia fortuna Fabrizio Dori era compare di stand e non ho dovuto sforzarmi troppo per  procurarmi il suo Gauguin – l’altro mondo.gauguin

Il graphic novel, pubblicato per l’appunto da Tunué, è come ci si può immaginare la biografia del grande pittore Paul Gauguin.

E anche stavolta devo confessare un mio pregiudizio.

Spesso sono un po’ sospettoso nei confronti dei disegnatori (anche molto bravi) convinti di essere autori unici.

Gli autori con grande talento sia grafico che narrativo si contano davvero sulle dita di una mano. Troppo spesso mi ritrovo a leggere fumetti eccellenti dal punto di vista del disegno ma con enormi difetti dal punto di vista dello storytelling. Tante volte verrebbe da dire: Amico disegnatore, perché non ti limiti a disegnare e la storia non la fai scrivere a qualcuno che lo sappia fare?

È quello che io definisco “sceneggiare sotto la doccia”. Molta gente cantando sotto la doccia si convince di poter fare successo a X Factor, allo stesso modo molti pensano che scrivere storie sia facile: basta buttare su carta quello che ti capita per la testa.

Ecco, no. Cantare bene non è facile, non è come quando lo fai sotto la doccia, e nemmeno sceneggiare lo è.

Pertanto a volte aprendo volumi di autori unici, il paradosso è che più sono belli i disegni, più sono scettico sulla storia.

fabrizio dori tunuéAnche in questo caso sono stato felicemente smentito dai fatti. Perché il Dori come disegnatore non è solo “bravo”: è eccezionale. Tutto un graphic novel disegnato nello stile pittorico di Gauguin. Un piacere, che dico, un orgasmo per gli occhi. A dire il vero, varrebbe la pena far proprio questo volume anche se la storia fosse scadente.

E invece.

Invece Dori dimostra di saperci fare anche come narratore, montando gli eventi della vita del pittore in maniera interessante, suggestiva e dinamica. Gauguin viene accompagnato in una sorta di “revisione” della propria esistenza da uno spirito tahitiano come una sorta di “fantasma del Natale” di dickensiana memoria.

È stato interessante per me scoprire particolari di Gauguin che ignoravo, e di cui non vi dico niente per non rovinarvi la lettura.

Se posso citare un piccolo difetto, il dialogo finale di Gauguin con lo spirito che lo accompagna in questo viaggio, in cui vengono tirate le fila di un’esistenza tanto interessante, non mi è molto chiaro. Si capisce che Dori si sia interrogato sul senso ultimo di una vita come quella di Gauguin.

Quando mi capita di correggere soggetti ad aspiranti sceneggiatori, una delle cose che ripeto più spesso è: fai a te stesso delle domande. Al di là dei meri eventi descritti, chiedi a te stesso: Che cosa voglio raccontare? Qual è il tema della mia storia? Un esercizio che spesso mancano di fare perfino sceneggiatori professionisti.

Fabrizio invece questa domanda se l’è fatta e si è dato una risposta, ma questa risposta non credo arrivi chiarissima al lettore.

Resta il fatto che Gauguin – l’altro mondo è un volume che merita senza dubbio di stare nella vostra libreria.

Creepy Past

Una cosa che non manco di ripetere spesso è che tra gli sceneggiatori italiani in attività Bruno Enna è uno dei miei preferiti.

rigano enna di gregorio bonelliCreepy Past è una nuova serie Bonelli, scritta da Enna & Giovanni Di Gregorio e ideata graficamente da Giovanni Rigano.

Come dicevo, Bruno è uno sceneggiatore che apprezzo tantissimo e in questo caso partivo con un pregiudizio positivo.

Per fortuna, il pregiudizio è stato confermato. Al Comicon ho potuto prendere il primo numero della miniserie e mi ha convinto da subito.

I protagonisti sono degli adolescenti in una sorta di collegio-clinica del sonno (soffrono tutti di disturbi del sonno) e devono far fronte ad eventi misteriosi, mostri, eccetera, mentre si intuisce che i vertici della clinica siano responsabili di un qualche complotto. A prima vista potrebbe sembrare un cliché, ma presto l’albo fa intravedere un mondo onirico con delle regole sue, un mondo che avrai subito voglia di esplorare… comprando il prossimo albo.

I disegni sono spettacolari (d’altronde Rigano è da sempre un talento straordinario), i dialoghi di Enna/Di Gregorio sono freschi e accattivanti come da par loro. Il formato è un comic book all’americana, insolito per la Bonelli, naturalmente a colori (e che colori!). E ah, il villain è fighissimo.

Insomma, vediamo come sarà il secondo episodio, ma sono fiducioso.

Linus

Sul nuovo Linus diretto da Igort non posso ancora dire molto perché ho avuto tempo giusto di sfogliarlo, perciò esprimerò le prime sommarie impressioni.linus igort

Qualcuno l’ha probabilmente trovato vecchio stampo, io l’ho trovato “classico”. Dove – attenzione – classico non significa “commerciale” o “istituzionale”, ma semplicemente uno stile consolidato che si propone di essere non necessariamente legato all’istante contemporaneo ma di saper durare nel tempo.

Io sono il primo ad apprezzare la contemporaneità nei fumetti, c’è però da dire che in tempi di dittatura dell’effimero, un prodotto da edicola che sappia inserirsi nella libreria e risultare valido anche fra 30 anni, non mi dispiace affatto.

Facendo un paragone musicale, la mia impressione è che tanti suoni elettronici dagli anni ’80 in poi siano invecchiati malissimo, mentre lo scarno sound chitarra-basso-batteria dei Led Zeppelin continui a suonare fresco, potente, perfino rivoluzionario, a 40 anni di distanza. Lo stesso può valere (spero) per questo Linus.

Intermezzo: Led Zeppelin – Whole Lotta Love

Dicevamo: Linus da subito ti comunica un background culturale di tutto rispetto. È bello corposo e giustifica il prezzo se si prova a immaginare quanto lavoro ci sia dietro. Sfogliandola, tra stile grafico ordinato e contenuti di provenienza cosmopolita mi sono fatto l’idea di un prodotto in bilico tra Internazionale e il New Yorker, fatto insomma per quei lettori che cercano contenuti che li sappiano attivare da un punto di vista intellettuale, e sono abbastanza certo che non verranno delusi.

Il mondo dei fumetti è cambiato molto negli ultimi anni, e Igort, che oltre al talento come autore ha anche da editore il naso fino per “annusare” l’aria che tira, sa che il lettore-tipo della nona arte molto spesso non è più quello occasionale che vuole solo svagarsi, ma è quello che legge graphic novel e cerca una soddisfazione intellettuale.

La domanda è: questi lettori più attenti ed esigenti sono abbastanza numerosi da tenere in piedi le vendite di un magazine da edicola, con gli enormi costi (specialmente distributivi) che questo comporta?

Ai posteri l’ardua sentenza, io naturalmente mi auguro di sì.

[Bonus Track dal Salone del Libro] È stato bellissimo

Per il Salone Internazionale del Libro di Torino avevo in programma due acquisti: Salvezza di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, pubblicato da Feltrinelli Comics, e È stato bellissimo di Joshua Held, pubblicato da Comicout.

Il primo purtroppo l’ho mancato perché… sono scemo. Non sto a spiegare perché non l’ho trovato e non credo vi interessi, e poi c’è da dire che durante la fiera ho avuto davvero poco tempo per fare mente locale.joshua held comicout

È stato bellissimo invece l’ho trovato, e me lo sono divorato in treno, tornando a Milano.

Non ho moltissimo da dire se non che a mio avviso Joshua Held è al momento il miglior vignettista italiano e che meriterebbe una fama molto ma molto maggiore rispetto a quella di cui gode, che comunque non è indifferente specialmente tra gli addetti ai lavori, tanto che la prefazione del libro è affidata nientemeno che a Bruno Bozzetto.

Il suo tratto e le sue gag riescono a fondere in maniera perfetta l’umorismo italiano con quello british, tratteggiando le nevrosi del borghese medio italiano in maniera beffarda e raffinata, tra il poetico e il prosaico, tra l’affettuoso e il crudele con una profondità leggiadra che in Italia riconosco solo a titani dell’umorismo quali Giuseppe Novello, Guareschi, Paolo Villaggio. Anche qui si parla di un umorismo classico ma dirompente. Le vignette potrebbero sembrare provenire dal passato, se non fosse che i personaggi usano la tecnologia odierna. Penso quindi che anche i fumetti di Held saranno in grado di durare nel tempo.

Tutti i suoi personaggi sono definiti “Nasoni” per la pronunciata protuberanza rinologica, che li rende buffi anche nella più triste delle situazioni, sgraziati anche nel più velleitario degli slanci filosofici. Il libro nello specifico raccoglie le vignette a tema relazione tra i sessi, che è forse quello più sviscerato finora nella carriera da vignettista di Joshua.joshua held

Ho divorato il libro perché non solo è molto divertente ma è pieno di trovate geniali, riflessioni da una frase sola che non trovi in interi manuali di psicologia, a volte battute fulminanti e altre volte lievi e sfumate come un aroma che svanisce nel momento stesso in cui viene percepito.

Non posso dire altro, queste vignette vanno lette, vanno godute, questo libro va comprato e basta, se si vuole essere testimoni di qualcosa di cui un giorno si dirà “Ah ma vedi che anche in Italia avevamo autori degni del New Yorker?”.

Che forse non è nemmeno vero, perché lui è più bravo di quelli là.

 

Tutto qua, il post è scritto in fretta e furia tra una fiera e una sceneggiatura sviscerando le prime impressioni in maniera un po’ caotica, spero solo che possano aiutare qualche lettore a scoprire fumetti che vale la pena leggere.

Buon acquisto e buona lettura.