tema tesi

Il tema non è la tesi

Ho parlato tante volte dell’importanza che ha per me l’inserimento di un tema quando scrivo una storia. Su questo blog ne ho scritto qui e qui.

Alle volte però ho l’impressione che si faccia confusione tra mettere un tema in una storia e scrivere a tesi.

Un conto è fare un passo indietro, chiedersi che cosa si vuole raccontare con una determinata storia, individuare il proprio tema e far procedere la narrazione secondo la propria interpretazione di quel determinato tema.

Un altro conto è scrivere a tesi, ossia avere una determinata opinione/visione del mondo prima di scrivere la storia, e usare il mezzo narrativo come scusa per indottrinare il pubblico secondo le proprie convinzioni.

Per questo alcuni, facendo secondo me un po’ di confusione, non gradiscono riflessioni sui temi delle storie (proprie o altrui), come se fosse sinonimo di scrittura a tavolino.

Ma il tema, appunto, non è la tesi.

Non significa avere già la risposta prima di iniziare a scrivere. Significa anzi – dopo aver già avuto un’idea buona per una storia, si spera – porsi una domanda e cercare la risposta mentre si scrive la storia, per poi arrivare alla fine con una delle possibili risposte alla domanda.

Per esempio, quando scrissi SOSPESOsospeso tunué giorgio salati armin barducci (Tunué Editore, disegni di Armin Barducci), l’idea di partenza era: Un ragazzino bullizzato scopre di avere il potere di fermare il tempo. E quella era l’idea.

Ma qual era il tema? Cosa volevo raccontare? Rimuginandoci sopra, capii che la domanda che volevo pormi era: Se avessimo dei superpoteri diventeremmo davvero dei supereroi? (O dei supercattivi?) Applicare questa domanda a un ragazzino di tredici anni sarebbe stato ancora più efficace, visto che a quell’età non si ha ancora chiarissimo il limite tra il bene e il male.

Prima di scrivere la storia non avevo ancora una risposta a questa domanda. Semplicemente, me l’ero posta iniziando a scrivere. La risposta arrivò man mano che progettavo la struttura della storia. E non è una risposta definitiva: è la mia risposta a questo quesito. Una fra le tante.

Mettere un tema in una storia significa scegliere una barca e una direzione e mettersi in viaggio col lettore, e cercare di capire insieme a lui quale sarà l’approdo, significa imparare qualcosa di se stessi, mettendosi a nudo davanti al mondo.

È insomma un processo onesto, a differenza della scrittura a tesi.