
Quegli stessi elementi sono il fulcro dell’esordio fumettistico di uno dei più famosi e stimati vignettisti del New Yorker, Will McPhail, una graphic novel a cui l’autore in verità ha iniziato a lavorare nel 2019 (come raccontato al nostro sito in questa intervista) ma che ha terminato durante la pandemia.
Se, di primo acchito, si potrebbe pensare all’ennesima opera a fumetti ombelicale, intimista e pessimista, Entra. (In. in originale) – portato in Italia da Tunuè nel 2023 con la traduzione dello scrittore Francesco Pacifico – è in realtà un libro ricco di una ironia che si muove tra il salace e il sarcastico e che si miscela in modo inaspettato ed efficace a momenti tragici e più intimi, ricchi di malinconia e riflessione.
Protagonista è Nick, illustratore ed alter ego dell’autore, appassionato di caffè e che procede nella vita in maniera un po’ errabonda, alla ricerca del modo di creare relazioni profonde con chi lo circonda, a partire dai propri familiari.
Detto che il talento di McPhail come vignettista è indiscusso, con quella sua capacità di racchiudere in una immagine e in una frase una straordinaria potenza narrativa, il suo esordio nel linguaggio fumettistico stupisce per il delicato equilibrio tra leggerezza e profondità, tra commedia e tragedia su cui si basa una storia dalla trama lineare ma dall’andamento ritmico impeccabile. Detto diversamente, l’autore riesce a racchiudere nelle pagine del suo racconto il sapore della vita stessa, che quotidianamente si muove su un filo teso tra periodi o momenti felici e altri tristi e di sconforto, tra risa e lacrime.

Se di per sé già i personaggi di McPhail strappano un sorriso al primo sguardo, con quei loro enormi occhi tondeggianti, quasi fossero costantemente spalancati, l’artista riesce a gestire il ritmo della narrazione con un efficace uso del montaggio delle singole vignette in ciascuna pagina, che di fatto guida il tempo che è necessario spendere su ogni tavola. Troviamo così pagine con dodici vignette, altre con quattro (separate tra loro o unite, montate in orizzontale o in verticale), altre ancora con una sola, contornata dall’abbacinato bianco dello sfondo: tutto dipende dal ritmo dell’azione (e della lettura) e dagli stati d’animo dei personaggi in quel determinato frangente. E tutto – montaggio e numero delle vignette – mira ad accompagnare il lettore come una base ritmica di sottofondo, più adagio o più veloce, da sinistra a destra o dall’alto in basso, a volte muta o arricchita da pensieri e parole, quasi come in una danza degli occhi.
La tesi che McPhail pone alla base di Entra. è tanto semplice quanto realistica: la maggior parte delle volte, nelle relazioni con gli altri – anche intime, anche con i familiari o le persone verso cui proviamo sentimenti – tutti noi ci troviamo a performare, recitiamo secondo un copione che ci permette di restare in superficie, di non andare in profondità e dunque non trovare una connessione vera e propria con l’altro, forse per paura o incapacità. Ma nel momento in cui, anche per un attimo, quel contatto reale tra due mondi intimi avviene, che cosa accade?
Secondo l’autore si passa dal bianco e nero al colore, semplicemente. In questo risiede l’idea grafica semplice ma potentissima di questa graphic novel: laddove il bianco e nero rappresenta la performance, il colore sottolinea il contatto profondo, l’accesso a un mondo onirico, sotterraneo, meraviglioso ma anche pauroso.
E se le vignette in bianco nero ribadiscono la cifra stilistica di McPhail fatta di un tratto esile e pulito, immediato e dettagliato e in cui il bianco degli sfondi viene usato per creare volumi e profondità, in contrasto con la mezzatinta, quando entra in campo il colore lo stile esplode in luminosità, ricchezza cromatica e materica, annullando il bianco della vignetta e relegandolo al solo spazio bianco che la separa da un’altra o dal fondo della pagina.

Abbiamo parlato di:
Entra.
Wil McPhail
Traduzione di Francesco Pacifico
Tunuè, 2023
272 pagine, cartonato, bianco e nero e colori – 24,00 €
ISBN: 9788867904891
