A Panda… Piacenza! Intervista a Giacomo Bevilacqua al Panini Store

In occasione della presentazione del quarto numero di "A Panda piace... l'avventura", tenutasi il 14 giugno 2014 al Panini Store di Piacenza, abbiamo intervistato Giacomo Bevilacqua.
Articolo aggiornato il 15/04/2015

A Panda... Piacenza! Intervista a Giacomo Bevilacqua al Panini Store
Sabato 14 giugno scorso si è svolto al
Panini Store di Piacenza un incontro con , autore di e di Metamorphosis, volto a presentare in anteprima il quarto numero di A Panda piace… l’avventura, il bimestrale Panini con protagonista l’urside personaggio di Bevilacqua.
Il Panini Store ha aperto da poco la sua filiale piacentina (la seconda in Italia, dopo il negozio di Bologna), ma ha già ospitato alcune iniziative lodevoli fin dall’inaugurazione, che aveva visto, oltre alla presenza di Marco Marcello Lupoi, la partecipazione della direttrice di Topolino Valentina De Poli e il disegnatore Claudio Sciarrone a disposizione per dediche e disegni. E poche settimane fa Tito Faraci ha presentato in compagnia di Paolo Mottura il volume Topolino Black Edition.
L’incontro con Giacomo Bevilacqua s’inserisce quindi all’interno di una cornice propositiva, atta a valorizzare i fumetti della Panini attraverso approfondimenti e conferenzedegli autori.

Prima dell’evento, Bevilacqua mi ha concesso un’intervista che cerca di fare il punto sul Panda, sul percorso del bimestrale Panini e sul futuro a breve termine del suo lavoro.

A Panda... Piacenza! Intervista a Giacomo Bevilacqua al Panini Store

Bevilacqua sfoglia il quarto numero di “A Panda piace… l’avventura”

Il Panda, nell’ambito cartaceo, è passato dalla Edizioni BD alla GP Publishing per arrivare dallo scorso ottobre in casa Panini: quali diverse opportunità offriva ciascuna realtà editoriale?
La BD è stata la mia prima casa editrice, sono stati loro a portarmi dal blog alla carta stampata e, sicuramente, il primo amore non si scorda mai.
Con la GP è stato un progetto one-shot, una mini di quattro volumi da mandare in edicola “cotta e magnata”, come si dice a Roma: le uniche cose inedite erano le copertine, per il resto c’erano le strisce fatte per il web e alcune cose che avevo scritto per Wired.it.
Con Panini stiamo parlando di un’opportunità completamente differente. Mi hanno dato praticamente carta bianca e, anche se alcune cose sono state riproposte di strisce apparse sul blog [una parte de Il primo grande libro di A Panda piace, per esempio, ndr], la maggior parte del lavoro che sto facendo con loro è costituito da materiale totalmente inedito, in special modo A Panda piace… l’avventura, che è praticamente un’evoluzione del Panda.
In sostanza, cambia il tipo di opportunità che ogni casa editrice ti offre: ne faccio tesoro e cerco di fare del mio meglio.

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Copertina del quarto numero di “A Panda piace… l’avventura”, in anteprima all’evento

Con il bimestrale Panini il tipo di narrazione di A Panda piace subisce il primo, vero cambiamento nella struttura: non più brevi strisce autoconclusive, ma un albo. È stato difficile adeguare la propria scrittura a un ambito del genere?
Ti svelo una grande verità su A Panda piace… l’avventura, che forse non ho ancora dichiarato ufficialmente. A Panda piace… l’avventura nella mia testa è in realtà una sorta di maxi graphic novel di circa 500 pagine, si tratta cioè di una storia che ha un inizio, uno svolgimento e una fine, che si troverà nell’ottavo albo, dove si scoprirà dove arriva l’aeroplanino di Panda e qual è il significato del viaggio che lui sta affrontando.
Si tratta quindi di una cosa estremamente diversa e personale rispetto a come si intende solitamente Panda: è partito come una storia avventurosa e un po’ fantasy, ma alla fine risulterà qualcosa di un po’ differente.
È un viaggio di maturazione, come s’intuisce fin dal primo numero, e questa maturazione porterà a un futuro editoriale di Panda diverso da quello attuale.
Realizzare un bimestrale, in effetti, si sta dimostrando moltofaticoso per me, specie perché dal quarto numero iniziano anche a esserci i grigi nel disegno, il che avvicina il progetto a quel concetto di graphic novel che ho in mente io, ma che rende il lavoro più lungo e complesso.
A Panda... Piacenza! Intervista a Giacomo Bevilacqua al Panini StoreA sottolineare l’idea di graphic novel, poi, nel 2015 e nel 2016 usciranno due volumi che raccoglieranno le due metà della serie. E poi ci saranno altre novità di questo tipo, ma possiamo dire che arrivati all’ottavo numero, con il bimestrale mi prenderò una pausa e lavorerò su un altro tipo di cose, sempre di Panda e sempre con la Panini, ma su un altro tipo di progetti, più a largo respiro.
Alla fine la forza di Panda secondo me sta anche nelle storie brevi, nelle mini-gag… l’esperienza del bimestrale è una cosa diversa che ho voluto raccontare in questo modo, ma in futuro tornerà un po’ a essere con storie simili a quelle del Primo grande libro di A Panda piace, anche se un pochino più ampie. Ma sempre con un inizio e una fine nell’ambito di un solo volume.
Anche perché ci sono vari progetti che sto seguendo. Te ne posso anticipare uno, ormai confermato, che verrà presentato con l’anteprima di un sedicesimo a Lucca Comics 2014 e uscirà a Napoli Comicon 2015. Si tratta di un libro per Multiplayer.it, s’intitola Roma città morta, scritto a quattro mani da me e da Luca Marengo, autore televisivo, scrittore e giornalista. Sarà impostato come un diario, con una parte scritta realizzata da lui e una parte scritta e illustrata da me, e parlerà dell’apocalisse zombie a Roma. Ci si concentrerà soprattutto sul dopo-zombie: non mancheranno le classiche scene che il pubblico si aspetta da un libro di zombie, ma ci sarà anche altro, dalla satira sociale all’umorismo.

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Panda rientra nell’ambito di quella che sembra una vera e propria operazione da parte della Panini, che ultimamente spinge molto il fumetto comico italiano: per anni c’era solo Rat-Man e ora c’è Nirvana dei Paguri, il tuo Panda, A come ignoranza e la pubblicazione della parte Disney.
Pensi che la casa editrice modenese stia cercando un tipo di pubblico diverso da quello a cui è stata abituata finora? E che tipo di pubblico intercetta Panda?
La cosa buffa di Panda è che non sono mai riuscito a capire che target abbia. Alle fiere arrivano da me sia i ragazzini di 11-12 anni sia i signori di 50-55 anni, che ci vedono dentro un linguaggio differente.
Il pubblico di Panda, quindi, è estremamente vasto: certo, alcune vignette che pubblico sul blog hanno un sapore un po’ nostalgico e catturano il trentenne, altre con la battuta mezza scema e un po’ demenziale intercettano il ragazzino di dieci anni.
Per rispondere alla tua domanda, la verità è che la Panini non capisce le battute, quindi ha provato a chiamare noi per vedere se riuscivamo a spiegargliele!
No, scherzo. Perché la Panini ha voluto propormi questa cosa? Non lo so esattamente, non ne ho idea, ma ovviamente ne sono contento!
In realtà secondo me la Panini potrebbe arrivare a creare una sorta di distaccamento, una cosa tipo “I Panini comici” (che poi è un’idea che mi è venuta in mente guardando il retro dell’omnibus de “L’omino bufo” di Alfredo Castelli), e magari vedendo tutti questi autori arrivati recentemente è veramente questa la direzione che sta prendendo. Ma sono solo idee mie, io non sono dentro alle decisioni della Panini.
Quel che è certo è che sono contento dell’opportunità. Così come pure Davide [Berardi, in arte Daw, ndr], anche se ha addosso un’ansia terribile. Di base c’è l’ansia, quando si parla della Panini, però c’è anche molto divertimento e la voglia di lavorare insieme e lavorare bene.
Dall’altra parte una cosa che mette ansia è la carta bianca: puoi fare quello che vuoi, ma poi ti vengono mille dubbi su quel che stai facendo, se è giusto oppure no. Ma è comunque meglio lavorare così che con un editore che ti mette mille paletti.

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Il Panda tratto dal video di Sio

Il quarto numero del bimestrale, oggi qui disponibile in anteprima, vede la partecipazione di Sio, giovane fumettista indipendente celebre soprattutto per i suoi video disegnati su You Tube. Come mai hai deciso di ospitarlo sull’albo?
Si tratta di una mezza paginetta che gli ho chiesto per il Godfrey Show, che è la rubrica in fondo all’albo. Il tutto è nato quando mi ha chiesto di poter usare Panda per un suo video su You Tube, e mi ha fatto ammazzare dalle risate, e quindi gli ho chiesto di realizzare questo piccolo tributo. La mia idea sarebbe di portarlo anche in altre situazioni all’interno dei miei lavori, anche perché la sua comicità mi prende molto, quindi cercherò di tirarlo in ballo il più possibile.

Ecco, a margine e in maniera sibillina, posso dirti che alla prossima Lucca Comics ci sarà una sorpresa, una sorpresa “booom”, A Panda piace a Lucca uscirà con una cosa… che però non si può ancora dire. Se ne sta discutendo in questi giorni, quindi non posso dire altro!

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Il pupazzo Godfrey di Bevilacqua

Come ti è venuto in mente il personaggio di Godfrey, e nelle tue intenzioni che cosa rappresenterebbe in generale e nelle storie di Panda?
Questa è una bellissima domanda, perché riguarda una cosa che non ho mai rivelato a nessuno: Godfrey esiste davvero!
Godfrey è un peluche che ho da quando sono nato, è un uccello grasso con un becco lungo da tucano.
La cosa triste è che ha una targhetta che dice che Godfrey è grasso e quindi è preso in giro da tutti. A questo aggiungici che ha l’occhio un po’ triste e in pratica è un super-solo.
La mia idea quindi è stata quella di creare questo personaggio che vuole avere una rivincita sul mondo perché da piccolo era bistrattato: è diventato quindi un personaggio pessimo come carattere e personalità. Da lì mi è poi venuta l’idea della rubrica sui lavori di Godfrey, dove vediamo che ha fatto un sacco di lavori ma che per il suo comportamento è stato licenziato in tutti, e sempre il primo giorno. E se non era licenziato, finiva in galera. Mi piacerebbe farne uno spin-off.

Il Godfrey Show prometteva faville, considerando il carattere estremo del volatile, ma nelle prime puntate della rubrica sembra quasi che si trattenga: tu come immaginavi esattamente l’impostazione della rubrica della “posta”?
La Panini mi ha sempre spinto a essere più dissacratorio, lasciandomi pure libero di prendere in giro quelli che scrivono, considerando che c’è gente che manda foto anche molto strane.
Il fatto è che non me la sento… dovrebbe essere Godfrey a scrivere, ma quando mi trovo a utilizzare lui per rispondere alle persone, mi freno sempre un po’.
In realtà vedo che ultimamente ai fan piace essere insultati, dagli autori o dai propri idoli. Lo vedo soprattutto con gli youtubers, per esempio.
Insomma, se è questo ciò che i lettori vogliono vedrò di impegnarmi nei prossimi numeri per essere più cattivo.

Perché a margine della storia principale ci sono alcune tavole “extra” inserite, quasi come fossero scene tagliate?
Si tratta di alcuni surplus che mi piaceva inserire.
Gli extra poi fanno sempre ridere ed è bello trovarli in coda all’opera, secondo me, quindi mi sono riservato delle pagine per mettere alcune cose oltre alla storia.

A Panda... Piacenza! Intervista a Giacomo Bevilacqua al Panini StoreConclusa così l’intervista e ringraziato l’autore, inizia l’evento. L’atmosfera è piuttosto informale, con uno sparuto pubblico che si è presto ingrossato fino a occupare la saletta di ingresso della fumetteria. Giacomo Bevilacqua non fa una presentazione vera e propria, ma prova a sollecitare alcune domande dal pubblico, per saggiare quali possono essere le curiosità dei presenti. Ne approfitta quindi per ricordare ancora una volta la nascita del Panda, passando poi a chiedere le impressioni sui primi numeri del bimestrale. Bevilacqua scherza molto e sa coinvolgere in questo clima le persone presenti, parlando di tante cose anche oltre i suoi fumetti.
Infine è il momento di dediche e disegni, dove Bevilacqua accontenta tutti senza tirarsi indietro di fronte a pile di albi da autografare o alle richieste più strane per i disegni. Sempre con grande allegria ed entusiasmo, e sempre con il timbro personalizzato di A Panda piace.com con cui ha tatuato volumi, fogli e anche dorsi delle mani dei più estroversi (tra cui chi scrive e l’autore stesso!).
La presentazione è stata quindi molto personale, e nonostante le apparenze ha presto preso una direzione ben precisa, tagliata su misura all’esuberanza dell’autore. Un evento interessante e simpatico, con una buona risposta da parte dei lettori intervenuti.

Intervista effettuata dal vivo il 14/06/2014 al Panini Store di Piacenza

 

 

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