Made in Korea: di robot e coscienza.

Made in Korea: di robot e coscienza.
Jeremy Holt e George Schall ci raccontano di identità e una nuova intelligenza artificiale in questa nuova miniserie Image, edita in Italia da Panini

Made in Korea 1Esiste una lunga tradizione di storie che affrontano il tema della natura umana attraverso la creazione di vita artificiale. Si va dai classici della fantascienza come il ciclo dei robot di Isaac Asimov a stuoli di pellicole da Runner ad A.I. Intelligenza Artificiale, passando per numerosi prodotti, filmici, animati, letterari o fumettistici, in cui il tema non è centrale ma appartiene a uno o più dei suoi personaggi, come Data in o la recente Madre della serie Raised by Wolves che ha visto coinvolto Ridley Scott.
È facile pensare quindi si tratti di un tema su cui è difficile imbastire un racconto che abbia qualcosa di nuovo da dire e che possa offrire nuove prospettive sul tema. Senza andare a caccia di sensazionalismi o idee alla ricerca di stravolgimenti o grandi colpi di scena, Jeremy Holt imbastisce un racconto semplice e intrigante in cui riesce comunque a iniettare una prospettiva differente sull’argomento.

Made in Korea, miniserie prodotta da , racconta di un possibile futuro in cui concepimento e gravidanza sono diventati problematici – non è mai specificato esattamente in che misura e come – ed è ormai frequente adottare bambini sintetici, i proxy. Bill e Suelynn decidono di adottarne una quando trovano una particolare offerta. In realtà il prezzo fuori mercato è stato creato da Chul, dipendente della Wook-Jin Industries che realizza i bambini surrogato, che ha deciso di sperimentare un nuovo programma di intelligenza artificiale. Il risultato è Jesse, una bambina estremamente sveglia e curiosa e affamata di socializzazione.

Mentre Bill e Suelynn sperimentano la nuova esperienza genitoriale partendo direttamente dalla fase più complicata, quella dell’adolescenza, e Chul viaggia in America intenzionato a prendere possesso del proprio esperimento, Jesse impara e fa nuove conoscenze, non esattamente positive, mettendo in dubbio diversi aspetti della propria natura. Holt infatti inserisce nella storia il tema delle sparatorie negli istituti scolastici americani, mentre costruisce con grande delicatezza una parabola sull’identità sessuale.

Made in Korea 01 (of 06)-002Quello che permette a questa miniserie di offrire una prospettiva inconsueta sul tema fondamentalmente è l’allargare il concetto stesso alla base delle storie che ragionano sulle I.A. Parliamo di storie che utilizzano il pretesto di una nuova vita per interrogarsi sulla natura stessa dell’essere umano: cosa ci rende ciò che siamo? L’intelligenza? Le emozioni? La coscienza? Un essere artificiale potrebbe provare queste cose ed essere considerato quindi “vivo” e al pari di “umano”? Made in Korea sposta leggermente uno degli assi del quesito: il concetto di identità non resta legato alla domanda in senso più astratto (chi sono? qual è il mio ruolo nel mondo? che fa parte della componente del racconto legata più al tema adolescenziale), ma anche a una sua componente più pragmatica come quella dell’identità sessuale.
Il racconto non porta avanti tesi, né si addentra troppo in meccaniche e dinamiche fantascientifiche, ma presenta il tutto attraverso la lente emotiva: più reazioni che fatti. Il risultato è un fumetto con una certa rarefazione, estremamente empatico con il suo lettore, a cui lascia il compito di riempire (senza frustrarlo) molti spazi.

George Schall accompagna la narrazione di Holt con un segno semplice, a tratti semplicistico, e che raramente fa uso di sfondi, il cui obiettivo principale è quello di lavorare sulla recitazione dei personaggi. Psicologia, ma, come dicevamo, soprattutto emotività sono i punti cardine del racconto, che in questo senso riesce a essere piuttosto efficace. La gabbia, costituita da un fondo bianco e vignette senza bordatura, è particolarmente variabile e fa un uso frequente di vignette orizzontali e diversi brevi passaggi muti.

A chiusura del volume seguono alcuni brevi racconti di diversi autori e autrici ambientati nello stesso futuro e con protagonisti diversi proxy. Gli approcci grafici sono disparati e molto diversi tra loro e i risultati, soprattutto per via dello spazio limitato – si tratta di storie tra le 3 e le 5 pagine – non vanno oltre il mero esperimento.

Abbiamo parlato di:
Made in Korea
Jeremy Holt, George Schall
Traduzione di
, 2022
168 pagine, cartonato, colori – 20,00 €
ISBN: 9788828719342

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