Il punto su Asadora! di Naoki Urasawa

Il punto su Asadora! di Naoki Urasawa
Panini Comics ha pubblicato i primi sei volumi di "Asadora!", manga di Naoki Urasawa che si prende una pausa.

Il sesto volume di Asadora! fu annunciato da Panini Comics come l’ultimo della serie, ma in realtà questo manga seinen continuerà a uscire in Giappone (pubblicato da Shogakukan) e presumibilmente anche in Italia. Non è neppure il finale della prima stagione, come si potrebbe pensare. Più semplicemente, si tratta di una pausa, di uno iato editoriale.
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Per il momento, quindi, l’opera consta di sei volumi con sovraccoperta, presentati dall’editore italiano all’interno della linea manga più curata, con gadget allegati in più occasioni. Inoltre in ogni brossurato, che include alcune pagine a colori (di solito a inizio tankobon), è riportata la scritta “romanzo seriale a fumetti”, che strizza l’occhio alla dicitura “graphic novel”.
 non ha bisogno di presentazioni. L’autore giapponese, nato a Tokyo nel 1960, iniziò la propria carriera con , dandogli una mano per consegnare in tempo le tavole; in pratica, prima del grande salto e di affermarsi come uno degli artisti di punta del mercato fumettistico del Sol Levante, fu un assistente del “dio del manga”. Urasawa stesso oggi ha degli assistenti e dei collaboratori che sono accreditati nei vari volumi di Asadora!.

Il fumetto comincia nel 2020, in una Tokyo invasa dalle fiamme e minacciata da un mostro con le corna, con una dichiarazione di intenti: raccontare la vita di una donna buona e coraggiosa. È la storia di Asa Asada, che il lettore conosce a partire dal 1959, quando viene rapita da Haruo Kasuga, ribattezzato semplicemente “Vecchio”, un pilota di aerei durante la che si ritrova poi, disperato, a vivere di espedienti fino a decidere di rapire la piccola Asa.

Il rapimento si evolve in qualcosa di diverso, perché sulla zona in cui abita la protagonista si abbatte una tempesta con conseguenze nefaste per la famiglia Asada e molti altri abitanti del luogo. A salvare il salvabile pensano proprio Asa e il Vecchio, eroicamente, pilotando un aereo e usando l’ingegno. In contemporanea allo scatenarsi del fenomeno atmosferico, viene avvistato qualcosa di strano, una sorta di arto mostruoso. Da qui prende le mosse il racconto della vita della giovane, che si appassiona al volo e ai velivoli.

Presto arriva un salto cronologico e si passa dal 1959 al 1964, anno delle Olimpiadi di Tokyo. Il collegamento con l’incipit del manga è evidente: nel 2020 la capitale giapponese, pronta per i Giochi Olimpici1, è minacciata dall’avvento di un mostro con le corna, mentre la missione che il governo nipponico ha affidato ad Asa e al vecchio è quella di consentire il regolare svolgimento delle Olimpiadi del ‘64. Da chi o da che cosa? Proprio da un mostro, un kaiju che arriva dal mare.
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Quindi, c’è un punto di partenza che si sa già essere il punto d’arrivo, perché dopo l’incipit ambientato nel 2020 comincia il flashback. Il passato diegetico è stratificato, dal 1959 porta al 1964 e si può presumere che Urasawa abbia pensato il manga come una narrazione a lunga gittata e che, quindi, preveda la descrizione di altri fatti accaduti nella seconda metà del XX secolo, per arrivare infine al XXI. La trama è intrecciata, principalmente attraverso un montaggio alternato che mette in scena le vicende dei singoli individui, ma l’intreccio non è complesso, è facilmente intelligibile e la fruizione del prodotto risulta lineare e appagante.

Ci sono un mistero da risolvere – l’identità e l’origine della creatura (delle creature?) che minaccia il Giappone (il mondo?) – e le vite di persone comuni coinvolte in avventure e disavventure di stampo diverso. alla fine del sesto volume, tutte le trame e le sottotrame avviate dal mangaka restano aperte, lontane dalla conclusione, e alcune di esse procedono su binari paralleli. Infatti, dopo un primo albo molto denso, in cui gli eventi si susseguono senza pause, la narrazione si dilata poiché Urasawa si prende il tempo per aggiungere dettagli, introdurre personaggi e approfondire il contesto in cui essi si muovono; quindi arriva un’accelerazione a cavallo tra quarto e quinto tankobon; infine il ritmo ricomincia a rallentare. Se è vero che la trama principale e orizzontale avanza pochissimo, è altrettanto vero che l’obiettivo dell’autore sembra quello di concentrarsi sulla vita dei personaggi e sulla loro caratterizzazione. Poiché lo fa con grande efficacia, è interessante osservare la crescita di Asa, vederla alle prese con persone di tutte le età e con problemi che  avrebbe definito “superproblemi”.
Oltre a compiere la propria missione, che deve restare segreta, la protagonista cerca di barcamenarsi tra gli impegni quotidiani: frequenta la scuola e due coetanee a cui tiene molto, si occupa dei due fratellini sopravvissuti alla tempesta del ‘59 e dà una mano a Kinuyo, la donna che la ospita, nella gestione del ristorante.

L’autore è molto abile a unire insieme i tanti tasselli delle vite dei suoi personaggi, costruiti in modo tridimensionale. Chiaramente ci si affeziona ad Asa, ma grazie al lavoro sulle caratterizzazioni non si resta indifferenti davanti alle sue amiche e a ciò che accade loro. Entrambe le ragazzine, Yone e Miyako, desiderano realizzare i loro sogni, ma diventano lo strumento degli adulti per arricchirsi. Urasawa smaschera l’ipocrisia e il falso interesse dei grandi per il bene delle adolescenti, mette alla berlina apertamente questi e altri comportamenti e lo fa anche quando racconta la difficile marcia di avvicinamento di Sho-chan (un amico d’infanzia di Asa) alle Olimpiadi. Il giovane maratoneta viene visto dal padre e dai fratelli maggiori come il viatico per il ripristino dell’onore della famiglia, senza che si tenga conto delle sue esigenze, delle sue aspirazioni e delle sue difficoltà.
Asa stessa è vittima degli intrallazzi degli adulti: viene reclutata e usata dal governo per uno scopo che non considera in alcun modo la sua gioventù, i cambiamenti in atto in lei, l’importanza delle relazioni che dovrebbe vivere in modo spensierato, ma che è costretta a sacrificare, almeno parzialmente, per una causa più importante e sicuramente più grande di lei. Ecco, per il potere diventa solo “colei che pilota l’aereo”; annullata la sua personalità, viene assimilata alla funzione che deve svolgere all’interno della società.
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Il tono del manga, nonostante la presenza di una creatura straordinaria, è realistico ed esplicitato dallo stile di disegno di Urasawa: il mangaka delinea velivoli e veicoli, hangar, strade di villaggi e città, edifici, paesaggi urbani e agresti con grande attenzione per la verosimiglianza e il dettaglio. La pulizia del tratto non sacrifica l’espressività dei personaggi, raffigurati in un modo ormai inconfondibile, dal momento che l’artista utilizza sempre, da un’opera all’altra, gli stessi tipi umani, le stesse fisionomie, da declinare di volta in volta secondo la sensibilità che meglio si adatta al fumetto in questione. Si ritrovano allora i nasi a patata e quelli più pronunciati, i denti sporgenti, i baffetti che spuntano sopra i confini delle labbra a volte sottili e altre carnose…

L’opera è ancora piuttosto breve e sembra lontana dalla conclusione, però è già molto soddisfacente, perché mostra con arguzia questi caratteri, questa umanità sfaccettata che popolava il Giappone dopo la e, in particolare, nella frenesia da Olimpiadi. L’evento storico fu particolarmente significativo, perché fuse insieme tutte le istanze nipponiche del dopoguerra: la necessità di ripristinare l’onore e la dignità dopo la tremenda sconfitta bellica, il bisogno di emanciparsi dagli Stati Uniti, di riprendersi economicamente e proiettarsi in tempi migliori e fiorenti, anche sul piano politico e sociale. Istanze e necessità ben sottolineate nel manga, in una commistione interessante e gradevole tra Storia e finzione, in attesa degli sviluppi futuri per i quali Urasawa potrebbe prendere qualsiasi direzione, perché ogni porta è ancora spalancata.

Abbiamo parlato di:
Asadora! #6

Traduzione di Manuela Capriati
, giugno 2022
176 pagine, brossurato, bianco e nero – 7,90 €
ISBN: 9788828766605


  1. Nel mondo reale le Olimpiadi di Tokyo del 2020 sono slittate al 2021 a causa della pandemia da Covid-19. 

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