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Nel segno di Punpun: Inio Asano e la malvagità del banale

Con "Buonanotte Punpun", Inio Asano firma il suo lavoro più intenso, più compiuto e profondo. La nostra analisi di uno dei migliori manga degli ultimi anni.
Articolo aggiornato il 22/09/2017

Nel segno di Punpun: Inio Asano e la malvagità del banale

Buonanotte Punpun è l’opera più lunga e ambiziosa di . Uscita in Giappone dal 2007 al 2013, e pubblicata in Italia per dal 2011 al 2014, la serie si caratterizza per un protagonista atipico, un uccellino stilizzato che vive e interagisce con gli altri personaggi in una cornice iperrealistica, crudele e inquietante come solo la vita sa essere.
Nel segno di Punpun: Inio Asano e la malvagità del banaleIl personaggio di Punpun non viene quindi visto dagli altri attori della storia come lo vediamo noi lettori.
La sua rappresentazione stilizzata serve a creare un rapporto linguistico e empatico con il lettore, consentendo all’autore di esprimere in un modo mai così lucido il suo punto di vista sul mondo.

L’ombra della luce

Difendimi dalle forze contrarie,
la notte nel sonno
quando non sono cosciente.
F. Battiato.

Ci sono temi che ritornano nell’opera di Inio Asano. Prendiamo La città della luce del 2005 (edizione italiana: Panini Comics, 2014): una raccolta di racconti tra loro collegati, ambientati in un quartiere residenziale sopraelevato rispetto al resto della città e costantemente illuminato. Le tavole di Asano indugiano sui suoi palazzi lussuosi abbagliati dalla luce, immensi parallelepipedi tagliati da finestre tutte uguali, e sulle sue strade quasi deserte, dove il tempo sembra rallentato, nell’attesa di mezzi pubblici che si vorrebbe portassero altrove.

Nel segno di Punpun: Inio Asano e la malvagità del banaleLo stesso Asano nella postfazione ammette che non vorrebbe mai vivere in un posto simile e ne descrive la solitudine irreale, quasi si trattasse di un altro pianeta. Un pianeta destinato a morire, perché ogni cosa che esiste è destinata a finire.

Tutti i personaggi di Asano sono animati da questa consapevolezza, da un fatalismo che li coglie inesorabile ogni volta che alzano gli occhi per guardare il cielo.

La luce che vedono, che sia un mattino limpido o una notte stellata, è sempre venata da una malinconia implacabile, che è il sintomo della consapevolezza della realtà nella quale si sentono ingabbiati. I personaggi di Asano soffrono l’idea di non essere mai all’altezza dei loro sogni.

Il quartiere residenziale, che dovrebbe rappresentare la massima aspirazione possibile in termini di sicurezza e di realizzazione personale, somiglia più a una prigione tanto per questi padri di famiglia senza lavoro, che si chiudono in casa e smettono di vivere per il senso di colpa, quanto per i loro figli, il cui solo scopo sembra essere quello di aiutarli a morire. Incapaci di provare un sentimento proiettato verso il futuro, i giovani personaggi di Asano non perdono mai il loro disincanto.

Anche quando si innamorano, sembrano farlo solo per trovare uno scopo più alto di se stessi, nella speranza che dedicarsi a un altro possa dare un valore alla loro vita insignificante.

Il pianeta Punpun

Mio Dio, mio Dio, trilla, gira, oplà.

Punpun è la rappresentazione simbolica di questo disincanto.

Un uccellino stilizzato, un disegnetto buttato sopra un foglio, che non vuole dire niente e proprio per questo può riempirsi di significato, può diventare simbolo. Nella minuziosa rappresentazione fornita dallo stile iperrealista di Asano, nell’impeccabile resa fotografica degli ambienti e delle figure umane, la traccia infantile di Punpun e dei suoi familiari spicca per valenza simbolica.

Prima di essere personaggio, Punpun è forma. Una forma definitiva, quasi un nuovo kanji nella scrittura ideografica giapponese, su cui Asano innerva tutte le sue ossessioni. Una forma che si evolve, che cresce con il passare delle pagine, assumendo caratteri più spigolosi man mano che il personaggio si fa adulto e scontroso, o quando si camuffa per sembrare ciò che gli altri vorrebbero che fosse, per poi tornare morbido nei momenti più intimi e sinceri.Nel segno di Punpun: Inio Asano e la malvagità del banale

Nel segno di Punpun si riconosce tutta l’umanità che interessa ad Asano, un’umanità senza talento, non toccata dalla fortuna, incapace di inseguire i propri sogni e al contempo fin troppo consapevole della propria condizione. Non esistono campioni, in questa storia, non esistono eroi positivi né idoli indiscutibili, e persino quei personaggi che apparirebbero graziati da una insolita fortuna rivelano presto la loro umana debolezza. Come il senpai Yaguchi, protagonista dei capitoli universitari della vicenda (che ripropongono gli schemi tipici di uno spokon, un manga sportivo), campione di badmington e idolo di tutte le matricole ad eccezione di Punpun, che per questioni sentimentali lo odia profondamente. Anche Yaguchi, in verità, conosce una umiliante sconfitta, che spegnerà per sempre ogni sua ambizione. E, proprio per questa sua debolezza, Punpun finisce per volergli bene.

In Asano, anche le convenzioni tipiche dei generi tradizionali del manga sono presentate solo per essere smentite, sono occasioni per svelare la banalità crudele dei personaggi.

Lo stesso Punpun non agisce mai di propria volontà: è un ragazzo privo di forza o di desiderio, inadatto a comunicare. Questa passività viene spesso scambiata per gentilezza, ma rappresenta semmai il suo distacco nei confronti del mondo, frutto di una coscienza della propria mediocrità che ne logora ogni motivazione. Più volte viene rimproverato di immobilità, di impassibilità nei confronti di ciò che accade intorno, o di ritrosia a esprimere sentimenti. Punpun non ha amici e parla poco perché teme che ciò che dice possa ferire chi lo circonda.

Nel segno di Punpun: Inio Asano e la malvagità del banale

I suoi dialoghi sono separati dalla scena, extradiegetici, racchiusi in spazi neri e dentro virgolette di testo, come una colonna sonora estranea al presente degli eventi. Quando decide di vivere da solo, godendosi una libertà che coincide con la solitudine e il distacco da ogni affetto familiare e sentimentale, trova un lavoro meccanico e privo di stimoli: contare i passanti che attraversano una certa strada (“oggi finalmente conto qualcosa” direbbe un Punpun dotato di ironia).

Eppure Punpun è contento di quell’impiego. Sa che il lavoro non qualificato è perfetto per lui. Si ripromette persino di impegnarvisi di più il giorno dopo, sapendo che non lo farà mai. In seguito, trovatosi a commettere – in una rara manifestazione di iniziativa che rischia di segnare per sempre la sua vita – un gesto eclatante, si scopre di nuovo incerto sulla responsabilità di quanto accaduto.

È questa incertezza, in definitiva, che lo salva. Che gli permette di diventare adulto e accettare la normalità della sua vita.

Good vibrations

I love the colorful clothes she wears
And the way the sunlight plays upon her hair
I hear the sound of a gentle word
On the wind that lifts her perfume through the air.
Beach Boys

A salvare Punpun, a condurlo verso la normalità, è il personaggio di Sachi Nanjo, l’unico, tra i protagonisti di questa storia, che riesce a uscire da una situazione passiva, di crisi esistenziale e frustrazione professionale, per realizzare il suo desiderio di diventare fumettista. Forse l’immagine stessa di Punpun nasce da un suo scarabocchio, come idea per un manga che comunque non vedrà mai la luce, perché nessuno avrebbe il coraggio di pubblicarlo.

Nel segno di Punpun: Inio Asano e la malvagità del banaleSachi è una ragazza brillante e talentuosa, che, pur avendo vissuto momenti dolorosi, non si abbandona alla disperazione. Ultimo stadio di un brutto anatroccolo, come la definisce un’amica che la conosce molto bene, Sachi vive e lavora per diventare ciò che vuole essere. Arriva persino a sottoporsi alla chirurgia estetica per trasformare il viso nel proprio ideale. La sua ambizione come artista è produrre un manga che, piuttosto che fare dimenticare la realtà, permetta di combattere contro la realtà.

La sua figura permette ad Asano di riflettere sulla propria idea di fumetto e probabilmente di rispondere ad alcune critiche nei suoi confronti, come per esempio l’egoismo dei suoi personaggi e la loro infelicità. I lavori di Nanjo vengono rifiutati perché non trasmettono valori positivi e, nel loro eccessivo pessimismo, sono ritenuti poco sinceri. La frustrazione di Nanjo è probabilmente la stessa che ha vissuto Asano nei primi anni della sua carriera. L’infelicità e la disperazione profonda sono caratteri distintivi di tutti i suoi personaggi.

Nel segno di Punpun: Inio Asano e la malvagità del banaleBasti pensare alla madre di Punpun, che lo odia perché vede riflessi in lui i peggiori difetti di lei e del padre. Lo stesso Punpun adolescente è egocentrico, distaccato, vuole bene solo a se stesso, non ambendo ad altro che soddisfare i propri istinti. C’è, in lui come in tutti gli altri personaggi di Asano, la coscienza profonda della propria irrilevanza. Come ha ben capito Mimura, un amico il cui unico valore è avere gli addominali più belli di tutti, le cose vanno bene o male indipendentemente dal fatto che ci si preoccupi di loro o no. Il mondo è destinato a finire presto. Non rimane che accettarlo così com’è, oppure fuggire.

Le particelle elementari

L’humour non salva; l’humour non serve praticamente a niente, Uno può affrontare con humour tutti gli eventi della vita per anni, talvolta per anni e anni, in certi casi può adottare un atteggiamento umoristico fino alla fine; ciò non toglie che comunque la vita riesce a spezzargli il cuore.
Michel Houellebecq

A scuola, ancora bambino, Punpun svolge un tema in classe dal titolo: il mio sogno. Il suo desiderio, da grande, è diventare un ricercatore per costruire una nave spaziale che salverà l’umanità dall’estinzione.

La fine del mondo, o meglio la coscienza della sua inevitabiità, è uno dei temi ricorrenti nell’opera di Asano e rappresenta la principale spinta morale dei suoi personaggi. Anche la felicità, che pure esiste, non può che essere un momento fugace, prima che ritorni la consapevolezza della fine.

Nel segno di Punpun: Inio Asano e la malvagità del banaleLa grande storia d’amore tra Punpun e Aiko, che si declina in vari momenti della vita dei due e che rappresenta l’apice della loro felicità, ha in sé fin da principio il germe della propria fine. Ed è proprio questa consapevolezza che la rende possibile, la rende pura e irripetibile.

Questo cinismo di fondo e questo pessimismo autodistruttivo trovano espressione nel personaggio di Yuchi, lo zio di Punpun, anch’egli raffigurato come un uccello stilizzato, dalla forma infantile.

La storia di Yuchi è un racconto iscritto nel romanzo maggiore di Punpun e ne ripete diversi elementi, al punto che l’uno può essere considerato la riduzione dell’altro.
Yuchi è un personaggio tipicamente asaniano, incapace di incarnare qualcosa di significativo e quindi frustrato da questa consapevolezza, in preda a un rimpianto cosmico. Deluso da se stesso e dall’umanità, secondo lui capace solo di distruggere la bellezza, evita qualsiasi occasione di relazione sociale o di crescita personale, abbandonandosi a un’esistenza monotona e priva di sbocchi. Quando gli chiedono cosa significhi per lui vivere, risponde: espiazione.

Nel segno di Punpun: Inio Asano e la malvagità del banale

Questi personaggi così cinici e nichilisti, che non stonerebbero in un romanzo di Houellebecq, in realtà si sentono in colpa per la propria mediocrità. Desiderosi di sfuggire a una vita cosiddetta normale, che tuttavia percepiscono come una trappola ipocrita e distruttiva, ma allo stesso tempo incapaci di realizzare i propri sogni, a loro non rimane che cedere a un distacco verso la vita che li spinge a considerare ogni evento, ogni eccezione alla routine quotidiana, come una minaccia.

Sono particelle elementari, in attesa che qualcuno, un dio o un’anima più gentile e più forte di loro, venga a mostrare loro la via oltre l’espiazione.

“Mi limito a vivere ogni giorno con la paura che qualcosa dentro di me trabocchi. Come acqua di una ciotola che supera il limite della tensione superficiale e a un tratto esce fuori.”

Supersimmetria

I lived for a year, in the bed by the window
Reading books, better than memories
Wanna feel the seasons passing
Wanna feel the spring
Of supersymmetry.
Arcade Fire

Nonostante le grandi potenzialità del mondo, l’umanità è infelice. L’umanità è capricciosa e senza scopo. Perciò ha bisogno di una guida, un dio che conceda loro la libertà e dia loro la forza di esercitarla.
La religione è la strada più elementare che Asano intravede per quelle anime disperate che sono i suoi protagonisti, ovvero l’umanità intera.

La figura divina compare in diverse declinazioni nel corso della vicenda: il dio di Punpun è un volto irridente che, come un lettore annoiato, si prende gioco delle sue sventure. Il dio cacca è la divinità che protegge Shimizu dotandolo di forza sovrumana. Con la madre di Aiko, entriamo poi in contatto con la setta di Cosmosan, che venera un idolo curiosamente simile alla forma di Punpun, una donna che nel corso del tempo assume caratteristiche sempre più inquietanti e che è responsabile anche della infelicità – questa vera e profonda, segnata da tracce visibili – della figlia.

Nel segno di Punpun: Inio Asano e la malvagità del banalePegaso è invece figlio di un predicatore, ovvero proprio il fondatore di Cosmosan, e forse per questo arriva a considerare se stesso come il dio di un nuovo culto. Pur essendo consapevole della propria mediocrità, tuttavia è mosso da una fiducia in sé che lo spinge a proporsi come una guida, un faro per tutta l’umanità, in vista di una imminente fine.

Traendo ispirazione dalla teoria delle stringhe, Pegaso predica una visione del mondo basata sul suono: il mondo è fatto di suono, la realtà è composta da stringhe invisibili che sono come le corde di una chitarra, per cui è sufficiente pizzicare le giuste corde, creare i giusti accordi, per modellare la realtà.
Pegaso si eleva a capo di un esercito di soldati magici in grado di correggere la dissonanza e salvare il mondo dal pericolo delle macchie solari. Il suo amico e seguace più stretto è Wada, un ex professore di matematica che subito ne riconosce la capacità di prevedere il futuro e arrivare persino a correggerlo. Se Pegaso è Gesù, Wada è Giuda: il suo amico più sincero, ma anche colui che lo tradisce, convinto di farlo per il suo bene.

Non è chiaro se alla fine vinca l’uno o l’altro. Asano lascia un’ambiguità di fondo intorno al tema religioso, affidando tuttavia a questi uomini singolari e carismatici l’unica luce di speranza per la salvezza dell’umanità. O per lo meno, per ritardarne la fine.

La Via Lattea

Che cosa assurda, spogliarsi davanti a un estraneo per la prima volta. Non ti viene spontaneo. Il tuo corpo quasi distoglie lo sguardo da se stesso, e si sente straniero a questo mondo. Viviamo gran parte della vita nell’intimità dei nostri vestiti.
Richard Brautigan

La relazione tra Punpun e Aiko è l’elemento fondante della serie. La storia di un amore impossibile e romantico, che sboccia da bambini, tra le mura scolastiche, e prosegue in varie fasi della loro vita, fino alla conclusione drammatica e inevitabile.

Nel segno di Punpun: Inio Asano e la malvagità del banale

Aiko è senza dubbio il personaggio più fragile del racconto, colei che più di tutti gli altri incarna una disperazione cosmica, un’infelicità dettata dall’impossibilità di vivere al di là dei propri sogni. Aiko in realtà è una ragazza di talento ma, al contrario dei suoi coetanei più fortunati, vive un’esistenza che le impedisce di realizzare i propri desideri. Per questo decide di fuggire. Fin da bambina, esprime una volontà di fuga che viene frustrata dallo stesso Punpun, incapace di portarla dove lei vorrebbe, a Kagoshima.

Nel segno di Punpun: Inio Asano e la malvagità del banaleSi può dire che la vita di Aiko si esprima tutta in quest’attesa: lei, bambina piangente, sul ciglio di una strada, che aspetta qualcuno che venga a prenderla per portarla a Kagoshima.

Quando reincontra Punpun, dopo alcuni anni e tante vicissitudini, entrambi si raccontano una vita immaginaria, più vicina alle rispettive aspettative che alla realtà. Punpun tuttavia trova questa ragazza così banale, così normale nei valori e nelle aspirazioni, che non desidera altro che portarla in un albergo o ucciderla. Deluso da lei e da se stesso, il suo unico desiderio è farla sprofondare nell’infelicitá.

L’amore per Punpun non può essere così banale, la sua felicità merita qualcosa di più autentico, di più profondo, qualcosa di irripetibile e degno di essere vissuto. Il successivo incontro rivela infatti una vita meno felice e più sincera. Finalmente ritrovatisi per quello che sono, si allontanano da quella vita che andrà avanti anche senza di loro. Con un gesto eclatante, che lo allontana definitivamente da quella normalità cui invece Aiko anela, Punpun scopre un’emozione autentica.

È nel rapporto con la vita normale che si definisce il carattere di questi due personaggi: ciò che Aiko insegue da tutta la vita, non avendolo mai vissuto, è invece ciò che a Punpun fa più paura. La normalità per Punpun è una vita così facile che fa impazzire.
La fuga diventa dunque per entrambi la realizzazione dei loro desideri, la loro definitiva affermazione, lo sfiorare una felicità così pura che non può durare che un istante, prima della fine. Nel segno di Punpun: Inio Asano e la malvagità del banale

Durante la festa tradizionale di Tanabata, che si tiene il 7 luglio per celebrare l’incontro di due divinità innamorate ma separate dalla Via Lattea, si esprimono desideri guardando il cielo. Punpun guardando il cielo non vede più la Via Lattea, non vede neanche una stella.
Non vede niente perché non vuole vederlo.
L’unico suo desiderio è che i desideri non si esaudiscano mai.
Il più bel regalo che le ha fatto Aiko è la sua disperazione.

Abbiamo parlato di:
Buonanotte Punpun #1-13
Inio Asano
Traduzione di Mayumi Kobayashi, Davide Sarti
Panini Comics, 2011-2014
224 pag, cad. brossurato, bianco e nero- € 7,50

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