Il Corrierino delle Famiglie: un incontro coi Guareschi

Il Corrierino delle Famiglie: un incontro coi Guareschi
Il lavoro di adattamento guareschiano portato avanti da Davide Barzi per ReNoir prosegue con questa trasposizione del Corrierino delle Famiglie, uno scorcio romanzato nella vita di Casa Guareschi

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L’adattamento fumettistico delle opere di Giovannino Guareschi inizia in ReNoir nel 2010, con il primo volume dedicato al più noto universo narrativo inventato dall’autore, quello del Mondo Piccolo di Peppone e Don Camillo. In calce alle vicende di quel microcosmo della Bassa tra anni ’40 e anni ’60 erano già apparse anche delle puntate del Corrierino delle famiglie, un ciclo di racconti guareschiani meno noti, ma niente affatto minori.

Il mondo del Corrierino delle famiglie appare del resto anche prima di Don Camillo, col titolo Osservazioni di uno qualunque, sul numero 29 del periodico Bertoldo, datato 9 giugno 1939, quando il racconto Don Camillo, che ha dato l’avvio al Mondo Piccolo, è invece del 28 dicembre 1946.  I protagonisti sono la proiezione, abbastanza fedele, dei quattro membri della famiglia Guareschi: oltre all’autore, la moglie Margherita (il cui vero nome era Ennia Pallini), e i due figli Albertino e Carlotta. I racconti sono particolarmente gustosi, e rappresentano uno dei vertici della scrittura guareschiana.

Tra i temi portanti delle vicende vi è la propensione al tragico di Margherita, che diviene ovviamente tragicomico nella concezione umoristica della serie: essendo l’umorismo, come teorizzato da Pirandello nel suo saggio del 1908 che portò alla fioritura di questa tendenza letteraria, una fusione di tragico e comico strettamente compenetrati. Guareschi, a differenza del Nobel siciliano, tende a una netta prevalenza della parte umoristica, ma le cupe considerazioni esistenzialistiche di Margherita non sono mai del tutto disinnescate dagli sviluppi comici, lasciando sulle storie un alone – per quanto leggero – di malinconia.

Similmente, il costante conflitto freudiano tra Giovannino, Margherita e “la Pasionaria”, la volitiva piccola Carlotta, in preda a un ciclopico complesso di Elettra, è ovviamente sviluppato con senso ironico (e, a quanto pare, è licenza letteraria), ma senza smussare del tutto qualche elemento graffiante in questo apparentemente bonario interno borghese. La bravura di Guareschi narratore sta poi nel non rendere, ovviamente, i suoi personaggi mere “maschere nude”, ma a conferire loro una tridimensionalità che, come per le figure del Mondo Piccolo, risulta credibile, piena, a tutto tondo.

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L’adattamento fumettistico è realizzato seguendo con cura questo registro e accentuando il trattamento già applicato alle storie in appendice alle trasposizioni del Mondo  Piccolo. La griglia resta di modello francese, quattro strisce di due o tre vignette, con un uso parsimonioso ma efficace delle quadruple. La presenza di sfumature di grigio pare rimandare al cinema in bianco e nero, anche se, a differenza che in Don Camillo, il Corrierino delle Famiglie non è mai stato adattato cinematograficamente.

Una indubbia complessità nella trasposizione deriva dal fatto che queste storie non presentano una vera componente avventurosa, mentre quella comica deriva solo in parte dalla situazione e molto più, come si è detto, dal brillantissimo battibeccare dei comprimari. Ciò rende assolutamente centrale l’accurato studio della mimica dei personaggi, la loro presenza scenica, lo studio dell’espressione. Lo sceneggiatore si adatta bene alla nuova situazione, anche grazie alla sua robusta esperienza nell’ambito del fumetto umoristico in varie declinazioni. I disegni di Adriano Fruch, che realizza tutte le storie del volume, si sposano bene a tale scelta, con un disegno che, senza rinunciare a un certo realismo, è marcatamente umoristico nelle pose teatrali e nell’espressività accentuata dei vari personaggi. La bella e iconica copertina è di .

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Dopo una prima storia dedicata all’incontro tra i due mondi narrativi, dove Don Camillo incontra il suo creatore e la sua famiglia in un interessante cross-over, le altre storie seguono le vicende familiari nel loro dipanarsi a un tempo ordinario e surreale, con le smanie per la villeggiatura in versione (orgogliosamente) piccolo borghese alternate ad accurate schede informative che evidenziano la corrispondenza col reale dato della biografia guareschiana.

Nel complesso, dunque, un riuscito adattamento nel solco di un progetto di trasposizione dell’opera guareschiana che continua a crescere e perfezionarsi nel tempo. Chissà che non possa essere il preludio a una riproposizione fumettistica anche dei romanzi guareschiani come, ad esempio, “Il destino si chiama Clotilde”, in cui allignano altri capolavori di umorismo che sarebbe affascinante rispolverare.

Abbiamo parlato di:
Corrierino delle famiglie
Davide Barzi, Werner Maresta, Adriano Fruch
, 2019
96 pagine, cartonato, bianco e nero – 14,90 €
ISBN: 9788865672228

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