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I segni addosso (Antonazzo, Sasdelli, Guidolin)

15 Aprile 2019
Beccogiallo pubblica un fumetto di denuncia sulla tortura in Italia e nel mondo. Un racconto importante e necessario, che si focalizza sui disegni densi e suggestivi di Elena Guidolin, rischiando in alcuni punti di perdere chiarezza e comprensibilità.
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Siamo nel 2001, nella scuola Diaz durante il G8 di Genova; siamo nel nuovo millennio, nel carcere Abu Ghraib, a sud di Baghdad; e siamo anche negli anni ’30, in un paesino italiano durante il fascismo. Tre storie apparentemente slegate, ma connesse da due elementi: la tortura e le sue vittime. I segni addosso è un’opera di denuncia forte e chiara, voluta da BeccoGiallo, Amnesty International e dal prof. Renato Sasdelli per condannare il reato di tortura, finalmente introdotto in Italia nel 2017 dopo discussioni parlamentari (e mediatiche) e considerato per anni “pratica lontana dalla nostra cultura” 1.
Roberto Antonazzo e Elena Guidolin scelgono di raccontare tre episodi di violenza istituzionale che riguardano da vicino la nostra storia, presente e passata. Lo stile di Guidolin, che ricorda molto il lavoro di Andrea Bruno (Cinema Zenith), riesce ad evocare, più che rappresentare, l’atto di tortura. L’opera si snoda attraverso tavole ricche di chiaroscuri, in cui il bianco soccombe spesso nei confronti dei neri, che definiscono ombre più che corpi e movimenti, rendendo al meglio il senso di violenza e di omertà di questa pratica immonda. Purtroppo lo stile, nonostante la grande forza suggestiva, sacrifica in alcuni casi la chiarezza narrativa e compromette le potenzialità emotive del racconto nei passaggi più concitati. Nonostante questo, I segni addosso è un’opera lodevole per il tema trattato e per la volontà di affrontarlo attraverso la potenza dell’arte più che attraverso la cronaca.

Abbiamo parlato di:
I segni addosso
Roberto Antonazzo, Elena Guidolin, Renato Sasdelli
Beccogiallo, novembre 2016
124 pagine, brossurato, bianco e nero – 15,00 €
ISBN: 9788899016548

  1. dichiarazione del 2006 del Governo Italiano al Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura 

Emilio Cirri

Emilio Cirri

Nato a Firenze una mattina di Gennaio del 1990, cresce dividendosi tra due mondi: quello della scienza e quello dell'arte. Si laurea in Chimica e sogna di fare il ricercatore. E nel frattempo si nutre di fumetti e spera di poterne sceneggiare uno, un giorno. Il primo amore della sua vita è Batman, amico fedele dei lunghi pomeriggi passati a giocare in camera sua. Dai supereroi ha piano piano esteso il suo campo di interesse fumetto, sia esso italiano, americano, francese, spagnolo o giapponese. Nel tempo che non dedica ai fumetti, guarda film e serie tv, scrive recensioni e piccole storielle, e forse un giorno le pubblicherà su un blog o in qualche altro modo.

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