Guai e pasticci in redazione: Papersera #6

Guai e pasticci in redazione: Papersera #6
Nuovo numero per la testata Disney dedicata al ciclo del “Papersera”, tra brevi storie comiche e la proposta di alcune avventure finora inedite in Italia.

Papersera_6_coverContinua la sua corsa la testata dedicata al principale quotidiano di Paperopoli.
Arrivato al sesto numero, Papersera (in questo secondo ciclo divenuto Cronache dal Papersera) prosegue con il suo intento tematico di presentare una selezione di storie su Paperino e Paperoga versione reporter.
Il mix di avventure provenienti dalla produzione dello Studio americano e dalla scuola brasiliana continua a funzionare, presentando quelle che sono le due visioni principali su questo filone narrativo.

Nel primo caso, in questo albo spiccano Zio Paperone e il colpo cinematografico, Paperoga e l’anello di diamanti e Paperoga e la palma di impiegato dell’anno (tutte di Dick Kinney e Tony Strobl), efficaci nel mostrare come situazioni normali possano facilmente prendere pieghe inaspettate e paradossali, nelle quali la forza comica scaturisce dai rapporti interpersonali tra Paperino, Paperoga e Zio Paperone.
Per quanto riguarda le storie realizzate in Brasile, sono degne di nota Paperoga e i dinosauri nani e Paperoga e il vero spirito giornalistico, entrambe disegnate da Irineu Soares Rodrigues: anche in queste occasioni gli autori carioca dimostrano la loro grande dimestichezza con lo strambo papero col pon-pon, irresistibile catalizzatore di guai.

Pregevole come sempre la presenza di alcuni inediti in Italia. Stavolta in questa sezione figura una storia in più del solito, l’unica dello Studio Disney non ancora pubblicata da noi: L’arte di rilassarsi. Una chicca per collezionisti che rende ancora più interessante questo numero, soprattutto perché – come si premura di precisare l’introduzione – il suo recupero non era semplice ed è avvenuto grazie all’aiuto dell’editrice nordeuropea Egmont.
Anche gli altri due “debutti” sono degni di nota: in Reporter nel caos di Ivan Saidenberg e Sèrgio Lima esordisce Gloria, divenuta poi la fidanzata di Paperoga in diverse storie brasiliane, mentre Una recensione… molto critica di Gèrson L. B. Teixeira e Euclides K. Miyamura è genuinamente divertente nel suo ironizzare sulle stroncature giornalistiche.

Papersera_6_BSotto il profilo dei disegni, appaiono piuttosto rigidi quelli di Tony Strobl per le storie made in USA dei primi anni Settanta: il tratto si richiama a quello di Carl Barks, linea maestra per la quasi totalità degli artisti americani che gli sono succeduti e nella quale Strobl si iscrive chiaramente (avendo peraltro illustrato diverse storie del Maestro proprio in quel periodo), ma la resa è lontana da quella magistrale e plastica dell’Uomo dei Paperi, specialmente nella dinamicità del segno e dei personaggi. Si riscatta però nella cura per il dettaglio dei volti, in particolare per quello di Paperoga, mentre per sfondi, ambienti e character design dei comprimari l’approccio non supera la prova del tempo: senz’altro funzionale per le esigenze di allora, appare oggi piuttosto povero se non per qualche guizzo qua e là, specialmente nelle espressioni facciali dei tre protagonisti.

Il lavoro sui disegni operato dagli artisti della scuola brasiliana negli anni Ottanta risulta invece più accattivante. Anche in questo caso è Paperoga il personaggio meglio curato dai sudamericani, con un’estetica che di primo acchito non si discosta da quella classica statunitense e italiana ma che osservata nel dettaglio presenta varie sfumature: le lunghe zampe con tanto di pseudo-ginocchio in evidenza a suggerire l’andatura dinoccolata, il becco molto piatto, le dita ossute e una testa dalla forma vagamente squadrata, soprattutto quando “incontra” i bordi dell’iconico berretto.
Altra figura particolarmente ben delineata dai disegnatori è Paperina, non tanto nel corpo quanto negli abiti: i brasiliani hanno sempre avuto un occhio attento al vestiario dei personaggi, cercando di svecchiarlo rispetto a quello canonico e spesso anacronistico. Accadeva con le storie di José Carioca e del suo microcosmo, avveniva per l’adolescente Paperetta Yè Yè e il suo gruppo di amici bighelloni e valeva anche per Paperina, in virtù di una femminilità attenta alla moda. È piacevole e credibile vederla indossare una gonna con cintura, una maglietta sbarazzina o una minigonna a pieghe, un perfetto adattamento al ruolo di reporter in carriera calata nel suo tempo.
Buono anche il lavoro sui personaggi secondari o di sfondo, che appaiono meno stereotipati e con una maggior ricercatezza nella caratterizzazione dei visi.

Papersera_6_CIntendiamoci: non ci sono capolavori o storie particolarmente memorabili, in questo volumetto, come non se ne trovano nei precedenti. Il filone del Papersera è costituito da brevi storie prettamente comiche dall’ossatura sostanzialmente simile tra loro, nulla che lasci il segno di per sé. Ma questa testata permette di ritrovare un tipo di fumetto disneyano dall’impostazione e dai ritmi diversi rispetto a quanto ci ha abituato la produzione italiana di ieri e di oggi, a partire da un differente tipo di umorismo, che spesso spiazza e sorprende piacevolmente, ricordandoci quanto e come questi personaggi possano far ridere. Un buon intrattenimento leggero.
Avere la possibilità di fruire di una pluralità di approcci alla materia è sempre interessante e in tal senso Papersera centra l’obiettivo, in attesa di qualche altro progetto che possa offrire una visione internazionale ancora più completa e concepito possibilmente con la stessa cura, che si riscontra nei brevi testi introduttivi e nella volontà di proporre materiale inedito.

Abbiamo parlato di:
Cronache dal Papersera #6
AA.VV.
Disney-Panini, marzo 2020
146 pagine, brossurato, colori – 3,90 €
ISSN: 97725320440050006

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