Fumetti (e autoritratti) nei musei: intervista a Eike Schmidt

Fumetti (e autoritratti) nei musei: intervista a Eike Schmidt
Nel 2020 l’annuncio, nel 2021 la conferma: il fumetto italiano sbarca alla Galleria degli Uffizi di Firenze. Su questo e molto altro abbiamo intervistato il direttore del museo, Eike Schmidt.

A 2020 era stata annunciata una partnership tra il festival e la Galleria degli Uffizi, uno dei più importanti musei al mondo. A and Games 2021 è stato annunciato il primo progetto concreto, ovvero Ritratti nei Musei: dopo la fortunata esperienza Fumetti nei Musei, 52 fumettisti esporranno il proprio autoritratto prima in una mostra apposita, poi nel rinnovato primo piano del museo, assieme ai ritratti del Corridoio Vasariano, tornati fruibili dopo un lungo restauro. A volere fortemente questa partnership è stato il direttore del museo, , che da anni sta lavorando con grande ambizione per estendere i confini della Galleria e farla entrare in contatto con altri mondi della cultura, anche e soprattutto pop. Lo abbiamo intervistato per approfondire l’idea dietro a questo progetto, per parlare di iniziative future e ovviamente per sapere quale sia il suo rapporto con il fumetto.

Eike Schmidt, Mattia Morandi ed Emanuele Vietina in uno dei momenti della conferenza di presentazione delle mostre del Comics
Direttore Schmidt, benvenuto sulle pagine de Lo Spazio Bianco e grazie per il suo tempo. Al 2020 aveva annunciato la partnership tra gli Uffizi e . E oggi, dopo l’esperienza di Fumetti nei Musei, arriva la mostra permanente dei ritratti di 52 fumettisti che andranno nelle nuove sale dedicate alla ricchissima collezione di autoritratti del museo (una parte dei quali in precedenza accolti all’interno del Corridoio Vasariano). Come siete arrivati a definire questo progetto?
Gli Uffizi con questo progetto vogliono integrare e incentivare la cultura pop e contemporanea in luoghi d’arte “classici” come le Gallerie. Il museo è, nella sua natura, pop e contemporaneo. Inoltre, gli autoritratti dei fumettisti completano la nostra collezione di autoritratti degli artisti che, iniziata nel Seicento dal cardinale Leopoldo dei Medici, è stata sempre aggiornata, con grande attenzione al presente. È anche merito di questo atteggiamento spregiudicato che gli Uffizi detengono la più vasta collezione al mondo di autoritratti d’artista.

Come sono stati scelti i 52 fumettisti?
I 52 autoritratti dei fumettisti sono stati realizzati e vengono donati alla Galleria degli Uffizi dagli artisti che hanno partecipato a Fumetti nei Musei, progetto del Ministero della Cultura. La mostra “Fumetti nei musei, Gli autoritratti degli Uffizi”, a cura di Mattia Morandi e Chiara Palmieri, ne costituisce l’anteprima e l”assaggio’. Queste opere verranno poi esposte al primo piano della Galleria, nei nuovi spazi che verranno destinati proprio agli autoritratti, in una sala dedicata alla grafica.

Cosa può nascere secondo lei dal dialogo tra l’arte degli Uffizi e il fumetto?
Era inevitabile che la cominciasse (finalmente!) a dialogare con gli Uffizi, uno dei ‘templi’ dell’arte più conosciuti e apprezzati a livello internazionale. Il museo deve essere aperto a ogni forma d’arte, non deve chiudersi nel recinto limitante delle espressioni tradizionali: non l’avevano concepito così nemmeno i Medici, di cui custodiamo le raccolte accresciute nel corso di mezzo millennio. Il museo, se vuole essere una realtà e un’istituzione viva, dialoga con tutte le forme d’arte, dall’antico al tradizionale, al moderno, al contemporaneo: solo così può mirare ad appassionare all’arte un pubblico sempre più vasto.

Il fumetto è non solo cultura, ma anche mercato e industria. È previsto che nel book store degli Uffizi, assieme ai libri d’arte, arrivino anche i fumetti, magari a rotazione tra gli artisti esposti?
In questo momento nel book store delle Gallerie sono presenti alcune e dei fumetti rivolti principalmente ai bambini. Ma di certo abbiamo in mente di ampliare questo tipo di offerta editoriale in futuro.

Una domanda più personale: come mai è nato in lei questo interesse per questa sinergia tra il mondo del fumetto e il museo da lei diretto? È appassionato di fumetti?
In effetti quando ero bambino disegnavo strips per divertire i miei fratelli più piccoli. Poi, crescendo, la mia “vena artistica” si è affievolita, come la mia frequentazione dei fumetti: nella mia infanzia ho letto con gran piacere di Goscinny e Uderzo e Michel Vaillant di Jean Graton, ma ho smesso presto. Tuttavia continuo, quando mi capita di vederne, ad apprezzare le qualità grafiche di molti autori e la loro efficacia visuale.

Eike Schmidt, Chiara Palmieri e Mattia Morandi alla mostra degli Autoritratti in Palazzo Ducale
Durante la scorsa Lucca c’era stato anche un breve accenno all’ormai ex-Museo del fumetto lucchese, una possibilità di un futuro rilancio della struttura che, prima della chiusura, era andata incontro a un declino piuttosto deprimente. Fa pensare che una città come Lucca, centro del più grande festival del fumetto d’Europa, abbia lasciato morire questo museo. Secondo la sua esperienza, quale potrebbe essere un percorso di riapertura e rilancio di un museo di questo tipo?
Una città come Lucca, con una vocazione così forte per il fumetto da diventarne una ‘capitale’, proiettando il Comics tra le più importanti fiere del settore al mondo, non può a mio parere fare a meno di un Museo dedicato, che abbia carattere quanto meno nazionale, se non internazionale tout court. Si tratta di utilizzare risorse creative preziose e una potenzialità in crescita; per questo mi auguro che l’accordo Uffizi – Lucca Comics sia l’occasione per rilanciare e portare al successo nel tempo più breve possibile il progetto di realizzazione di un museo del fumetto a Lucca.

Vorrei chiudere con una domanda forse scontata e al tempo stesso sempre interessante: ci sono già progetti in ballo per il futuro prossimo venturo che riguardino il fumetto? Penso non solo a mostre, ma anche a incontri e altri tipi di iniziative.
Il progetto di partnership con Lucca Comics nasce come una rampa di lancio per tante possibilità. A un anno dall’annuncio abbiamo dimostrato che, quando volontà e creatività si uniscono, le energie possono trasformarsi rapidamente in fatti: ed ecco infatti che abbiamo un accordo firmato, una bellissima mostra, un premio assegnato insieme (Il Gran Maestro del Fumetto, quest’anno dato a , NdR), e… diverse possibili sorprese in arrivo per l’anno prossimo. Che però sveleremo solo nella prossima edizione (sorride).

Intervista realizzata via mail nell’ottobre 2021

Foto Eike AutoritrattiEike Schmidt

Storico dell’arte originario di Friburgo in Brisgovia, ha studiato arte moderna e medievale all’Università di Heidelberg. Negli anni novanta, con una borsa di studio Erasmus, ha vissuto e fatto ricerche all’Università di Bologna; in seguito, fino al 2001 è stato borsista a Firenze, presso il Kunsthistorisches Institut in Florenz. Si è poi trasferito negli Stati Uniti d’America, dove è stato curatore della National Gallery of Art di Washington D.C. dal 2001 e, dal 2006 al 2008, del J. Paul Getty Museum di Los Angeles. È poi stato direttore del dipartimento di Scultura e Arti Decorative, responsabile per l’Europa, presso la casa d’aste Sotheby’s di Londra. Nel 2009 ha ottenuto il dottorato di ricerca all’Università di Heidelberg, con una tesi su La collezione medicea di sculture in avorio nel Cinque e Seicento. Dal 2009 al 2015 è stato direttore del dipartimento di Scultura, Arti Decorative e Tessuti del Minneapolis Institute of Art, dove ha progettato e curato numerose mostre e creato il settore di Arti Ebraiche. Nel 2013 ha curato la grande mostra sulla scultura barocca in avorio a Palazzo Pitti, a Firenze, dal titolo Diafane passioni. Nel 2015, è stato nominato Direttore delle Gallerie degli Uffizi, primo direttore straniero nella storia del museo fiorentino. Nel primo quadriennio di nomina si è distinto per la ristrutturazione amministrativa e gestionale del nuovo Museo, nato dalla fusione della Galleria degli Uffizi, della Galleria Palatina, dei Musei di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli. Nel 2017 è stato nominato professore onorario della Humboldt-Universität di Berlino. Dal novembre del 2019 gli è stata rinnovata la carica di Direttore delle Gallerie degli Uffizi per un ulteriore quadriennio. Riconosciuto come uno dei massimi esperti e conoscitori di scultura europea del Rinascimento e Barocco, ha al suo attivo oltre 200 pubblicazioni scientifiche. [Fonte: Wikipedia]

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