Fotografare i cosplayer: intervista a Enrico Bertelli

Enrico "Tigerman" Bertelli ha debuttato nel mondo delle fiere nel 2007. La passione per anime e fumetti al servizio della fotografia.

Enrico Bertelli, classe 1979, della Provincia di Pisa, ha debuttato nel mondo delle fiere nel 2007.
Oltre a frequentare le principali fiere del fumetto, da anni organizza eventi ad hoc dedicati solo al fotoset come i Set a Palazzo Pfanner nell’ambito di Lucca Comics, Primavera in Cosplay, e set itineranti in collaborazione con Ludicomix e Volterra Mistery & Fantasy.
Nell’ambito della fotografia è fra i principali fotografi legati all’ambiente del Wrestling italiano, dove attualmente collabora come editorialista e fotografo per il sito ZonaWrestling.
Racconta anche il mondo delle fiere e dei festival musicali e non solo per il portale 5AVI, sito dedicato agli avvenimenti culturale dell’Empolese-Valdelsa.

Fotografare i cosplayer: intervista a Enrico Bertelli

Ciao Enrico, benvenuto su Lo Spazio Bianco!
Grazie per questa intervista, è la prima volta che mi domandano della mia attività di fotografo!

Fotografare i cosplayer: intervista a Enrico BertelliQuando hai iniziato a coltivare la passione per la fotografia? Sei riuscito a renderla la tua professione?
La passione per la fotografia è nata grazie a mia sorella. Mia sorella ai tempi delle superiori dopo un anno decise di cambiare studi e passare al liceo artistico, scelse quello di Empoli, con indirizzo Fotografia. Ai tempi lavoravo come operaio e decisi di regalargli per il suo compleanno una macchina fotografica; dopo qualche tempo, iniziai a usarla anche io, per curiosità e un po’ perché quando viaggiavo avevo sempre una compattina a rullino con cui facevo le foto. È iniziato tutto da lì. In quanto al farne una professione, diciamo che ci sto lavorando: dopo diversi anni, sto iniziando a raccogliere i frutti di tanti anni di gavetta.

Il tuo soprannome è “Tigerman”, quindi deduco che tu abbia già una forte passione per fumetti e anime, e che la cosa emerga anche da come ti approcci ai e alle cosplayer.
In realtà l’ho storpiato per differenziarmi un po’, mi firmo Taigermen! XD

Sì, la passione per i fumetti e i cartoni c’è sempre stata, ora è un po’ rallentata, ma rimane. Ovviamente già dal soprannome è immaginabile capire chi sia stato e sia tuttora uno dei miei preferiti: Tiger Man, L’Uomo Tigre: nel breve periodo in cui facevo anche cosplay mi mascheravo da lui!
Sicuramente la conoscenza di Anime e Manga nel cercare di ricreare pose vicine ai personaggi che i soggetti interpretano è evidente: dopo i primi approcci, dove spesso mi facevo suggerire le pose dagli stessi, ho iniziato a cercare di documentarmi sui personaggi che interpretavano, per capire le pose che possono assumere e quali non hanno senso: mi capita di vedere personaggi, caratterialmente diversi per storia o serie, sempre messi nelle solite tre-quattro pose da alcuni fotografi, specie alle prime armi con il mondo delle fiere del fumetto o con i cosplay, sicuramente lo fanno per non-conoscenza del soggetto ritratto, non intenzionalmente.

Quindi, in pratica, quando devi scattare un photoset con un/una cosplayer che interpreta un personaggio preciso, ti informi sulla provenienza del suddetto personaggio, anche assieme al soggetto delle foto?
Cerco sempre di farlo, se ho possibilità di sapere per tempo cosa fotografo: per i set organizzati ad esempio riesco a farlo molto bene, anche se ormai alcuni soggetti li conosco a menadito! Con altri invece scopro sempre cose nuove, è il bello di fare foto nell’ambito Cosplay.

Fotografare i cosplayer: intervista a Enrico BertelliMa secondo te ci sono dei fotografi che sfruttano il fenomeno in modo bieco solo per riuscire a fotografare e/o avvicinare qualche ragazza? Se sì, che tipo di consigli daresti a un cosplayer per capire la serietà del fotografo che ha davanti?
Siamo sinceri: purtroppo non tutti i fotografi, parlo in generale in qualsiasi campo, sono professionali e seri: le cosiddette “pecore nere” ci sono. Io personalmente almeno negli eventi che organizzo cerco di far partecipare solo persone e fotografi seri, che si comportano in modo professionale e nel rispetto del soggetto … per fortuna, posso dire che ormai riesco ad avere a che fare per la maggior parte con OTTIMI fotografi ma anche OTTIME PERSONE, sono contento del “Team” che riesco a creare agli eventi e con alcuni di loro sono nate sincere amicizie e grande collaborazione anche al di fuori nelle fiere.
Ai ragazzi e ragazze posso solo consigliare questo: chiedete sempre che un fotografo si presenti, vi mostri un biglietto da visita, che sia gentile e serio nei modi e nel metodo, se vi chiedono incontri o set privati, portatevi sempre un amico/amica o fidanzato/fidanzata al set. Persone poco serie può capitare di incontrarle purtroppo in tutti i campi (anche lavorativi). Quanto riguarda il campo della fotografia, consiglio sempre di informarsi sul fotografo, che foto fanno, vedere i loro lavori, se avete amici/amiche che hanno già scattato con lui chiedere consigli e come è stata l’esperienza con lui; questi accorgimenti vi aiuteranno in molti casi ad evitare brutte sorprese.

Durante le giornate di fiera le luci e le location non sono sempre delle migliori (soprattutto in fiere affollate come Lucca) che tipo di attrezzatura privilegi?
Molti si portano anche dispositivi esterni come luci, flash e altre attrezzature, io sono più “spartano”: cerco di sfruttare ogni volta la luce del momento e i set che la fiera o la location offre, cercando di fotografare dei soggetti adatti alle stesse, (per dire, non fotografo un cosplay molto ricco od elaborato da atmosfere principesche dentro un capannone o un padiglione moderno di una fiera, così come non fotografo un robottone ultramoderno dentro una villa del ‘500.
Cerco di trarre il massimo dall’ambiente e dalla luce: al massimo mi aiuto con gli specchi per bilanciare la luce, ma per il resto, faccio tutto con il mio occhio, la luce che ho e il potenziale del soggetto.

Quali caratteristiche deve avere un cosplayer e/o un costume per essere fotogenico o attirare la tua attenzione?
Allora: sicuramente privilegio un costume ben fatto e dettagliato, sarei falso a non ammettere ciò, non stravedo per le “versioni estive” di personaggi che NON NE HANNO, o le versioni estreme genderbend (interpretazione di un personaggio in una versione del sesso opposto, NdR) con nudo gratuito. Semplicemente NON MI INTERESSANO, possono essere anche fatte particolarmente bene, ma non mi interessano; fotografo cosplay anche semplici ma fatti bene, piuttosto che la classica bella ragazza poco vestita e assediata da decine di fotografi… Vi dico una cosa: fra quella massa di fotografi, difficilmente ci troverete i MIGLIORI, quelli SERI e PROFESSIONALI, se invece partecipate ad un mio evento, state tranquilli che i MIGLIORI, non lo dico per vantarmi o per ruffianeria, li trovate lì.

Fotografare i cosplayer: intervista a Enrico BertelliSei organizzatore dell’evento Cosplay a Palazzo Pfanner, durante Lucca Comics & Games, cornice suggestiva e lontana dalla folla della fiera. Come ti è venuta l’idea? Che tipo di permessi hai dovuto richiedere?
I set a Palazzo Pfanner nacquero dalla mia ricerca di fare qualcosa di “differente” da quello che facevano tutti gli altri: a Lucca in genere la maggior parte si piazza su un angolo delle Mura o nella zona Palco e fotografano tutto lì… Per carità: si ottengono degli scatti meritevoli anche facendo così, ma volevo qualcosa di più tranquillo, intimo, senza la furia di “scusa devo scappare ho la gara” o del tizio che ti interrompe per farsi una foto con il soggetto o del semplice rompiscatole… In un mio giro prima di una Lucca (nel 2009 se non ricordo male) scoprii l’ingresso di Palazzo Pfanner e incuriosito entrai. Il Palazzo è di dimensioni non eccessive, stanze molto caratteristiche, un bel giardino ma con tanti spazi diversi e un atrio suggestivo con quella scalinata (non per niente ci hanno girato Il Marchese del Grillo per gli esterni del Palazzo, Arrivano i Bersaglieri e Ragione & Sentimento, tutti film assai noti ai cinefili) mi piacque subito e proposi la cosa ai proprietari, facendogli vedere come poteva svolgersi la cosa con un set di prova assieme a Marco Nardi, carissimo amico e ottimo fotografo, e due nostre amiche.
La cosa piacque anche ai Pfanner che mi diedero l’ok per organizzare le cose. La prima volta eravamo a malapena una ventina in 3 giorni, oggi abbiamo superato agevolmente più di 250 cosplayer in tre giorni, oltre 40 fotografi fra i migliori del settore accreditati che si alternano nelle tre giornate, oltre a tutti i visitatori che rimangono incantati da vedere la villa animarsi di soggetti al confine fra un tuffo nel passato e la fantasia … inoltre Palazzo Pfanner è diventato ormai un vero evento di contorno fra i più attesi di Lucca Comics, già a febbraio dell’anno successivo la gente mi chiede “ma lo rifai anche quest’anno vero?”

Quali sono i soggetti che preferisci fotografare, nel campo del cosplay (personaggi di anime, personaggi originali, di videogiochi…)
Non ho particolari preferenze, se il soggetto mi attrae per come ha realizzato il costume o per la somiglianza con il personaggio, lo fotografo.
Devo dire che mi diverto molto con i personaggi dei picchiaduro a ricreare sequenze di combattimento; due anni fa a Riminicomix ho passato una mezza giornata a far ripetere sequenze d’azione con un gruppetto di Street Fighter, ci esaltavamo tutti insieme quando sullo schermo appariva lo scatto che cercavo!

Fotografare i cosplayer: intervista a Enrico Bertelli

A Ludicomix organizzi i set itineranti e ora hai esportato l’esperienza di Lucca anche a Volterra Mistery & Fantasy con Palazzo Viti: come è nato il progetto? Come ti sei attrezzato per eventuali imprevisti?
Con il Ludicomix è una collaborazione avviata con piacere ormai da tre anni: i ragazzi e ragazze del Ludicomix sono un gruppo molto attivo e sempre aperti a nuove proposte, per cui gli ho proposto per portare fuori dal Palazzo delle Esposizione un po’ della fiera per portare anche nel centro storico attività legate ad essa.
Ora un set itinerante ha i suoi pro e contro: i pro sono la possibilità di spostarsi in più zone senza intasarle e poter cambiare così più sfondi, ma ha anche lo svantaggio di dover vedere che tempo farà in quel periodo per pensare a un piano di riserva XD !
Come detto siamo al terzo anno e anche qui le presenze sono in aumento costante e le sessioni sono ormai attese, sia dai cosplayer che dai fotografi. Siamo sempre a cercare aree nuove per non essere troppo ripetitivi coi posti e per offrire nuovi scenari ai partecipanti.
Per quanto riguarda Volterra la collaborazione è iniziata quest’anno e mi sono trovato subito bene: è una fiera giovane e con grandi margini di crescita, in una città dal grande fascino e suggestive visuali come la città etrusca… Qui abbiamo adottato una formula diciamo “ibrida”: un giorno abbiamo fatto un set itinerante che ha coinvolto il Parco Fiumi, suggestivo parco di Volterra in pieno centro, e un altro invece abbiamo portato la formula dei set nella splendida cornice di Palazzo Viti, un gioiello che ci ha offerto splendidi ambienti per fotografare.
Entrambe le due iniziative sono andate bene, solo quella al Parco Fiumi ha avuto difficoltà per via del meteo instabile, ma come detto, imprevisti in tale caso possono capitare.

Intervista realizzata per e-mail e conclusa il 3/10/2015

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