È tornato a Camogli “Il Porto delle Storie”: intervista a Ferruccio Giromini

È tornato a Camogli “Il Porto delle Storie”: intervista a Ferruccio Giromini
Venerdì 8 Ottobre 2021 è stata inaugurata la seconda edizione del Porto delle Storie, ospitata a Camogli, in provincia di Genova.

Chi ha avuto modo di partecipare alla prima edizione di questo evento, fortemente voluto dal sindaco Olivari e organizzato da , sa che il cuore e l’unicità di questa iniziativa risiedono nel suo essere nata come occasione “intima” di incontro tra gli autori e il pubblico in modo che delle opere in mostra, ma anche quelle di chi quelle opere le ha create e condivise, possano essere trasmesse nel modo più naturale possibile.

tavola di Anna Merli
Una tavola di Anna Merli

La mostra LA NASCITA DI presentata a Castel Dragone è un omaggio alla storica rivista “Sgt. Kirk”, le cui copertine sono state da poco raccolte e riedite dalle edizioni Lo Scarabeo dell’esperto Piero Alligo. La rivista fu fortemente voluta negli anni ’60 dal genovese Florenzo “Nanni” Ivaldi, immobiliarista fattosi editore, proprio attorno alla figura di Hugo Pratt.
Ivaldi lo era andato a scovare Venezia al ritorno dall’esperienza argentina, mentre era impegnato con il “Corriere dei Piccoli”. Ivaldi accoglierà tutte le richieste di Pratt che, spostatosi a Genova, farà confluire nella rivista molto del materiale del periodo argentino e darà l’avvio alla monumentale Ballata del Mare Salato, che con le sue 164 tavole rappresenterà l’antesignano del romanzo grafico. La rivista durerà dieci anni tra varie vicissitudini distributive, rimanendo però un caposaldo dell’editoria italiana di qualità.

Di seguito è stata aperta alla Galleria P46 la mostra TUTTE FEMMINE di Anna Merli, ottima occasione per godere della raffinata sensualità, della forza evocativa e della estrema cura delle opere realizzate da questa artista, formatasi all’Accademia e collaboratrice tra l’altro alla rivista “W.I.T.C.H.”. Attualmente sta collaborando con alla trilogia di END, edita in Italia da .

Particolare copertina Sgt. Kirk

Intervista a

Dopo due anni dall’esordio de Il Porto delle Storie, come ne è stata influenzata l’odierna edizione?
Il porto delle Storie è nato nel 2019 e doveva proseguire annualmente, ma ovviamente il Covid ha scompaginato tutto e abbiamo dovuto rimandare ben tre volte l’evento, tanto che in origine la presentazione del libro dedicato alla rivista di Ivaldi “Sgt.Kirk” avrebbe dovuto essere un’anticipazione rispetto all’uscita dello stesso. Invece oggi, a pubblicazione ormai avvenuta del bel volume, tra l’altro ci troviamo a ridosso della grande mostra che arriverà a Genova la settimana prossima, ricco omaggio al poco conosciuto periodo genovese della vita di Hugo Pratt, che quindi così verrà celebrata in modo gemellare. E per l’occasione la Cong stessa pubblicherà un numero extra della rivista “Sgt.Kirk”.

L’esperienza legata a Pratt e al Sgt. Kirk può essere considerata ancora come spunto utile per l’editoria di oggi?
La rivista è stata fondamentale per Pratt, soprattutto, perché è quella che lo ha lanciato e traghettato dal lavoro per ragazzi che faceva sul “Corriere dei Piccoli” a un fumetto con tempi pienamente adulti, già preannunciato dalle opere realizzate con Oesterheld nel periodo argentino. Il primo numero della rivista aveva l’ottanta percento delle pagine disegnate da Pratt! Ivaldi, vero e proprio sacerdote del culto di Hugo Pratt, è stato fondamentale per lo sviluppo della sua carriera. Invece la parabola della rivista, durata qualche anno, si sviluppò con una certa fatica, perché era una rivista troppo precorritrice per i tempi, costava tanto, era di grande formato, era troppo colta negli interventi critici… Non si presentava d’evasione, ad esempio come “” o le altre riviste coeve come “”, che facevano ridere con le strisce, ma era più una pubblicazione di approfondimento sui temi dell’avventura e della narrativa grafica, quindi è partita inevitabilmente con un pubblico più specializzato, di nicchia. Passando inoltre dalla distribuzione in edicola, che era massacrante, alla distribuzione per abbonamento si è confermata come una rivista per pochi, di culto, che oggi giustamente si riconosce come molto importante per un ambito ristretto. Al giorno d’oggi un’esperienza del genere, quando il mercato si è spostato dall’edicola alla libreria (per fare un esempio, è notizia di questi giorni che in Francia “Métal Hurlant” torna uscendo in volume come numero annuale) credo possa insegnare solo che ormai non si possono più fare riviste così (ride). Se si vuole guadagnare bisogna fare tutto il contrario!

Mostra Sgt. Kirk

Parliamo di Genova per il fumetto. Qual è il mistero di questa città?
Credo che il mistero sia riassumibile in una parola di quattro lettere: mare. Lo guardi e sai che dall’altra parte ci sono terre che non vedi e che ti immagini. È una spinta inevitabile all’esercizio dell’immaginazione. Inoltre la visione del mare è perennemente cangiante, come quella del cielo; e se pensiamo alla Ballata del Mare Salato le vignette con il mare, il cielo e i gabbiani sono quelle che ti rimangono più impresse. E questa cultura marinara avventurosa è anche un po’ cialtrona, diversa dall’avventura all’americana dove l’eroe è perfetto. Lo stesso Corto Maltese non è un eroe perfetto, è un marinaio, è ambiguo, è scostante. La cultura marinara è questa. Genova e la Riviera, soprattutto quella di Levante, sono state e sono tuttora ricettacolo di disegnatori e sceneggiatori, magari in fuga dalle nebbie padane, ai quali qui basta affacciarsi alla finestra davanti alla linea netta e vuota dell’orizzonte marino per mettere in moto la fantasia.

Essendo riusciti a ripetere l’esperienza del Porto delle Storie a Camogli quale obiettivo ti puoi prefigurare per le prossime edizioni?
Quello di continuare su questa strada, che non è quella del megafono ma è quella più sommessa dell’incontro con pochi autori, affrontati con attenzione e con i quali creare possibilmente un maggiore rapporto umano, come abbiamo già fatto in passato e come si spera di fare in futuro. Dunque non una fiera del fumetto, ce ne sono già tante, ma incontri che vogliamo siano “speciali “per poter capire cosa pensano e come vivono e lavorano gli autori. E mi fa piacere avere in questo contesto tanto autori celebrati quanto meno conosciuti.

Intervista effettuata dal vivo a ottobre 2021.

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