Batman #36: la conclusione di Anno Zero

Su Batman #36 termina "Anno Zero", il lungo arco narrativo di Scott Snyder e Greg Capullo, e quello di Brian Buccellato e Francis Manapul su Detective Comics.

Batman #36: la conclusione di Anno ZeroAll’interno del reboot narrativo dell’universo DC Comics denominato New 52, uno dei personaggi che ha subito meno di tutti le modifiche dovute alla riscrittura della continuity è stato .
Proprio per questo motivo sembra aver sentito in modo forte la necessità di discostarsi dal modello morrisoniano, in una situazione in cui il nuovo universo narrativo relativo al personaggio non è così nettamente distinto dallo scenario pre-reboot e manca di una continuity ben delineata, e non c’era miglior modo se non quello di narrare le “origini segrete” del personaggio.
Per portare al meglio ai lettori una storia di questo genere, lo sceneggiatore, affiancato ai disegni dal solito , ha scelto la strada di una lunga saga, denominata Anno Zero.

Batman #36: la conclusione di Anno Zero

Nel segno di Frank Miller

Il punto di riferimento di Snyder, ben esplicito nel titolo del ciclo, è Anno Uno di Frank Miller e David Mazzuchelli, saga che sul finire degli anni Ottanta del XX secolo ha riscritto le origini del personaggio, in parte riportandolo alle atmosfere originali, in parte attualizzandolo e calandolo in un contesto molto più realistico. L’intento dello sceneggiatore non è tanto quello di riscrivere la saga milleriana, ma di sovrapporsi a essa, di creare una storia che non la neghi, ma ne sia un prologo, ma soprattutto di concentrarsi non tanto sul protagonista ma sulla città, Gotham, come è ben evidente dalla struttura della saga.

Batman #36: la conclusione di Anno ZeroIniziata in Italia su Batman #23 del marzo 2014, la storia si suddivide in tre capitoli: Città segreta, Città oscura e Città selvaggia. Ognuno di essi è contraddistinto da un avversario differente: rispettivamente, Cappuccio Rosso e la sua banda di rapinatori, che costituiscono il punto di passaggio da una criminalità classica a quella tipicamente supereroistica; il Dottor Morte, che nella versione di Snyder rappresenta ancora più dell’originale la paura verso i possibili mostri prodotti da una scienza genetica fuori controllo; e l’Enigmista, che alla fine si rivela essere il vero avversario di Batman. È quest’ultimo che conquista la città e la piega al suo volere diventando l’elemento catartico della terza parte di Anno Zero, quella Città selvaggia che si conclude su Batman #36, terminando allo stesso tempo l’intera saga dedicata ai primi passi del Cavaliere Oscuro.

Nel complesso, pur essendo forse meno incisivo del primo arco narrativo, si attesta su un livello migliore rispetto a Città oscura, che con il senno di poi rappresenta semplicemente uno snodo necessario per arrivare al climax della saga.
Tutto puntava inevitabilmente a questo scenario: una Gotham City quasi barbarica, isolata dal resto della nazione, evidentemente ispirata alla Gotham di Terra di nessuno (1) , preda della vegetazione e dell’abbandono e in balia dei capricci di un ometto dalla mente brillante ma sadico e crudele.

Batman #36: la conclusione di Anno Zero

Confrontarsi con il male

Batman #36: la conclusione di Anno ZeroL’Enigmista di Scott Snyder è senza dubbio il personaggio che più spicca in Anno Zero, Batman escluso: fin dalla caratterizzazione grafica che gli viene conferita da Greg Capullo, Edward Nygma è sfrontato, intelligente con la consapevolezza di esserlo, orgoglioso e arrivista. Un uomo senza scrupoli interessato solo a primeggiare sugli altri, a dimostrarsi migliore. Snyder sembra quasi sottintendere che la sua passione per gli indovinelli derivi proprio da questa indole prevaricatrice, volta a umiliare il prossimo.
L’Enigmista, però, mostra di avere un attaccamento a Gotham incredibilmente forte: nella sua mente la città deve trasformarsi, evolversi, e per tale motivo i deboli devono restare schiacciati dalla città selvaggia che crea sul finire del secondo arco narrativo. Al contrario Bruce Wayne, tornato in città senza alcun vero amore verso essa, diventa non tanto il vendicatore ossessionato dalla morte dei genitori, ma il difensore di Gotham, dimostrando di essere lui, invece, l’unico in grado di evolvere.

Batman #36: la conclusione di Anno ZeroIn questo senso la storia conclusiva funziona proprio perché, mettendo a confronto definitivamente l’eroe con il cattivo, mostra una differenza di intenti ben chiara, importante per marcare la figura ancora in costruzione del cavaliere oscuro. Batman dimostra di avere sia l’intelligenza per stare al passo con le sfide lanciate dall’Enigmista, sia la capacità di non farsi incasellare nel ring creato dal proprio avversario, riuscendo così a muoversi fuori dagli schemi imposti da quest’ultimo e a sconfiggerlo. Il tassello mancante, a quel punto, è il fattore abnegazione. L’Enigmista è ambizioso, ma vuole raggiungere i propri obiettivi senza sporcarsi le mani: Batman, per salvare la sua città, è disposto a caricarsi un gran peso sulle spalle, pur di ottenere una vittoria.
È a questo punto che torna forte la matrice milleriana del personaggio: un uomo solo al comando, che trova giustificazione per le sue sofferenze passate attraverso la sua missione salvifica. Probabilmente è per la necessità di mitigare questi aspetti, che altrimenti sfocerebbero in un personaggio autartico interessante solo per le sue ossessioni, che Snyder decide di affiancare a Bruce nelle fasi finali della sfida all’Enigmista il fido Alfred, mostrando il primo tassello della costruzione di quella che è la strana famiglia di Batman.

Capullo in tutto questo ha un ruolo di primo piano, riuscendo con le sue inquadrature a modulare la tensione e le varie sensazioni della storia: il suo tratto, così ricercato e sofisticato, rende ogni scena spettacolare e realistica. Non bisogna poi dimenticare la colorazione ottima e mai invasiva di FCO Plascencia.

Batman #36: la conclusione di Anno ZeroL’ultima storia di Città selvaggia non è perfetta: giocandosi per buona parte su uno scontro di acume più che fisico e trovando la sua risoluzione in un passaggio spiegato in modo non molto chiaro, potrebbe non essere apprezzata subito alla prima lettura. Sul godimento del racconto rischia di influire anche il peso dell’intera saga, che si è probabilmente allungata troppo e che avrebbe forse richiesto un finale più forte e d’impatto per chiudere il cerchio.
Resta comunque una buona conclusione, in cui il protagonista raggiunge la piena consapevolezza di sé e del suo ruolo.

A seguire troviamo una storia autoconclusiva, sceneggiata da Gerry Duggan, sempre su soggetto di Snyder, con l’ausilio dei disegni dell’italiano Matteo Scalera. Quest’ultimo mette a disposizione il suo stile cupo, cesellato e immaginifico per un giallo con serial killer, che riprende la tradizione delle storie investigative di ambientazione urbana tipiche, per esempio, del Detective Comics scritto da Alan Grant, dove l’avversario di turno non era il classico freak, ma un tipico abitante della città, magari disturbato come nel racconto di Duggan. La storia è, a ogni modo, gradevole per quanto non memorabile.

Batman #36: la conclusione di Anno Zero

Due parole su Icarus

Batman #36: la conclusione di Anno ZeroIl resto dello spillato italiano offre la conclusione di Icarus, il primo arco narrativo di e sulle pagine di Detective Comics. Iniziata due numeri addietro, la storia sembrava essere un investigativo urbano come da tradizione della testata, con una trama che in parte ricorda Freakout, Leggenda di Garth Ennis e William Simpson del 1997 (2) .
Purtroppo la vicenda risulta troppo repentina nel suo giungere alla conclusione, mentre stonano con l’atmosfera generale alcuni elementi come la creazione di un nuovo supercriminale, ennesima variazione sul tema del Dottor Phosphorus (3) , o l’utilizzo di elementi milleriani.

Batman #36: la conclusione di Anno ZeroD’altra parte si fa lodare l’aspetto grafico dell’albo: da una parte Manapul, con una costruzione della tavola dinamica e mai uguale a se stessa, propone illustrazioni eleganti e ariose, mentre dall’altra Buccellato ne valorizza il tratto grazie a una colorazione acquerellata.

Da questo punto di vista sul terzo annual di Detective Comics, sempre scritto da Buccellato come completamento di Icarus, i coloristi John Kalisz, Lee Loughridge e Jon Proctor propongono in alcune scene una tavolozza quanto più simile a quella di DetCom.
Quest’ultima storia, spezzata in due dalla Lion e disegnata da Werther Dell’Edera, Jorge Fornés e Scott Hepburn, si segnala soprattutto per l’inefficace reintroduzione di Julian Day, in questo caso rappresentato come un forzuto picchiatore della mala e non come l’intelligente Uomo Calendario di Jeph Loeb.

Abbiamo parlato di:
Batman #36
AA.VV.
Traduzione di Stefano Visinoni
, aprile 2015
104 pagine, spillato, colori – 4,95 €
ISSN: 9 771887 472334 50093


Note:
  1. Da Wikipedia: “In Italia è stata presentata all’interno della collana Batman nuova serie, in diciotto volumi a cadenza mensile, da Play Press. Successivamente viene ristampata dalla Planeta DeAgostini nella collana Batman: La leggenda nel 2008.” 

  2. Da DC Leaguers Forum: Le Leggende di Batman n.24, Ed.Play Press; Batman La Leggenda vol.97, Ed.Planeta DeAgostini 

  3. Nel caso di Manapul e Buccellato l’intossicazione non è da sostanze radioattive come per l’originale, ma dovuto alla droga Icarus 

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