Molto spesso, per avere un’idea delle fattezze degli artisti del passato, bisogna avere a disposizione o un ritratto realizzato da un qualche collega o un autoritratto, che poi è anche uno degli esercizi di stile più diffusi tra i pittori. Neanche Raffaello Sanzio è sfuggito a questa regola ed è proprio sul suo famoso autoritratto che si concentra il terzo episodio de La pietra dell’oltreblu di Bruno Enna e Alessandro Perina.
Gioco a incastro

Nel cast regolare della miniserie, invece, a spiccare sono soprattutto il professor Adalberto Quagliaroli, che gioca un ruolo fondamentale nella risoluzione dell’enigma, e ovviamente Amelia, con le sue trame alle spalle dei paperi. Enna, però, rompe un po’ con il classico schema della scoperta del nemico da parte dei paperi facendo tradire la strega, elemento che introduce alla fine un punto di imprevedibilità per il prossimo episodio essenzialmente nel modo in cui Amelia verrà sconfitta.
A me gli occhi, please!
Rispetto al ritratto realizzato da Perina, però, quello di Raffaello mostra il pittore con uno sguardo più serio. D’altra parte, nella scena inziale, i due autori mostrano Paperello discorrere amabilmente con il suo biografo mentre sta dipingendo proprio il suo autoritratto: dalle fattezze il biografo sembra una versione papera di Giorgio Vasari, biografo di Raffaello, che però all’epoca della morte del pittore aveva appena 9 anni!
Con questa piccola incongruenza storica, che non viene, ovviamente, confermata, ricordo che su questo numero è anche presente una nuova storia di Casty, anch’essa a soggetto pittorico, La casa dei dipinti che fingono, e di cui scriverò su DropSea, come al solito, in serata.

