Topolino3215 ducks on the road stella ye ye

La stella Yè-Yè

8 Luglio 2017
Su Topolino #3215 giunge al termine, con la quinta puntata, Ducks on the road. Ambientata nell’estate del 1975, vede come protagonisti Paperina, Paperetta Yè-Yè e Archimede Pitagorico in viaggio nel più classico coast to coast da Portsmouht in Virginia fino a Los Angeles per consentire a Paperetta di partecipare all’audizione per diventare chitarrista della famosa Rock band dei Rocking Ducks, versione disneyana dei ben più noti Rolling Stones. Teresa Radice sbizzarrisce la sua vena poetica con versi ispirati mentre realizza un sentito omaggio alla musica, dal rock al blues, ben supportata da Stefano Turconi che si trova perfettamente a suo

Su Topolino #3215 giunge al termine, con la quinta puntata, Ducks on the road. Ambientata nell’estate del 1975, vede come protagonisti Paperina, Paperetta Yè-Yè e Archimede Pitagorico in viaggio nel più classico coast to coast da Portsmouht in Virginia fino a Los Angeles per consentire a Paperetta di partecipare all’audizione per diventare chitarrista della famosa Rock band dei Rocking Ducks, versione disneyana dei ben più noti Rolling Stones.
Teresa Radice sbizzarrisce la sua vena poetica con versi ispirati mentre realizza un sentito omaggio alla musica, dal rock al blues, ben supportata da Stefano Turconi che si trova perfettamente a suo agio con l’ambientazione della saga, considerando che il suo stile mostra spesso evidenti influenze dall’animazione Disney (e non solo) di quel periodo.
Gli altri due fondamentali elementi che attraversano i cinque episodi sono, però, l’amore (in particolare quello di Archimede nei confronti di Paperetta) e la scienza, in particolare l’astronomia, visto che Archimede deve discutere la sua tesi il 3 luglio del 1975 presso l’università di Portsmouth. Il nostro, quindi, compie il viaggio immerso nei libri e tra le carte oppure con gli occhi rivolti verso il cielo a osservare le stelle, sempre che non abbia le mani impegnate nell’aggiustare qualcosa.

L’Osservatorio Astronomico di Los Angeles

Osservatorio Griffith – via commons

Come scritto poco sopra, l’ultimo episodio della saga è ambientato a Los Angeles, in California, dove ha sede l’Osservatorio Astronomico Griffith, costruito grazie ai fondi dell’industriale Griffith Jenkins Griffith e dove Archimede sembra fare una capatina evidentemente per le verifiche finali delle sue osservazioni a occhio nudo ((Questo genere di osservazioni a scopo di ricerca erano state abbandonate ormai da secoli: d’altra parte è molto difficile eseguire delle osservazioni e dunque delle scoperte a occhio nudo. Basti pensare che l’ultima supernova, ovvero l’esplosione di una stella, visibile a occhio nudo risale alla famosa supernova di Keplero del 1604)).
All’inizio l’attività del Griffith era sostanzialmente di carattere divulgativo, diventando successivamente un centro di addestramento per gli astronauti durante gli anni Sessanta del XX secolo grazie alla spinta della corsa allo spazio, la costola scientifica della guerra fredda.
L’osservatorio di Los Angeles, oltre a un planetario, propone ai visitatori anche alcuni telescopi, il cui utilizzo è aperto e gratuito per il pubblico. Questi telescopi, però, sono stati utilizzati anche per fare ricerca. Ad esempio Paul Roques, tra il 1952 e il 1969, sfruttando alcune strumentazioni di amplificazione della luce diventate disponibili solo dopo la seconda guerra mondiale, sviluppò un programma di studio dei brillamenti stellari ((Indicati anche con il termine inglese flare, sono delle emissioni di energia particolarmente intense, con un corrispondente aumento della luminosità limitato a un intervallo di tempo che va da qualche minuto fino a delle ore)).

L’università di Portsmouth

Dopo la capatina a Los Angeles, il ritorno in Virginia, a Portsmouth, il più velocemente possibile per permettere ad Archimede di discutere la sua tesi. In effetti la Portsmouth della Virginia è sede del Tri-Cities Higher Education Center della Old Dominion, università con sede a Norfolk, sempre in Virginia.
Ad ogni buon conto è proprio durante la discussione che Archimede annuncia la scoperta di una nuova stella, che, in onore di Paperetta, chiama Yè-Yè.
Dal punto di vista astronomico, il 1975 è notevole soprattutto per l’inizio della collaborazione tra USA e Russia grazie all’incontro in orbita delle navicelle delle missioni Apollo e Soyuz, senza dimenticare le prime immagini della superficie di Venere inviate dal lander russo Venera 9.
Dal punto di vista astronomico, invece, notevole è la scoperta della Nova Cygni 1975 avvenuta il 29 agosto di quell’anno grazie a Minoru Honda di Kurashiki in Giappone.
Appare abbastanza difficile immaginare che questa sia la stella Yè-Yè osservata da Archimede, mentre più probabile (nonostante la posizione geografica) che questa sia la sorgente di uno dei cinque nuovi brillamenti stellari ((Poulakos, C. (1977). Discovery of five new flare stars and their photographic photometry. Acta Astronomica, 27, 87-91.)) osservati tra maggio e ottobre del 1975.

https://youtu.be/675bu3YCyhw

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli (Cosenza, 1977) ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università della Calabria. Attualmente lavora presso l'Osservatorio Astronomico di Brera (Milano) dove si occupa di Edu INAF, il magazine di didattica e divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di cui è editor-in-chief.
Tra i suoi interessi, le applicazioni della teoria dei gruppi alla fisica e la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico.
Last but not least, è wikipediano.

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