A causa dei ritardi sull’ultimo video di Disney Comics&Science, ho perso l’occasione di citare un interessantissimo fumetto di Batman in occasione della Giornata Internazionale contro le Mine Antiuomo, celebrata il 4 aprile.
Death of innocents: the horror of landmines di Dennis O’Neil e Joe Staton con le illustri chine di Bill Sienkiewicz venne originariamente pubblicato nel 1996 (in Italia ha avuto due edizioni, una nel 1997 su Play Magazine #21, e l’altra in volume unico nel 2015), nel pieno della guerra in Jugoslavia. I riferimenti a quella guerra, per quanto O’Neil cambiò l’ambientazione descrivendo una guerra civile nel regno immaginario della Kravia, erano abbastanza evidenti, considerando l’attualità dell’epoca, tra l’altro particolarmente vicina per noi europei.
Come trama la storia racconta di un dirigente delle Wayne Industries che perde la vita mentre era in Kravia per lavoro a causa dell’esplosione di una bomba. Con lui muore il figlio maschio, mentre la bambina risulta dispersa. Senza scendere in ulteriori dettagli, Batman vola in Kravia per trovarla.
Al di là degli elementi narrativi con cui O’Neil confeziona la storia, riesce a far passare in maniera diretta il problema delle mine anti-uomo, che vengono puntualmente disseminate su un territorio martoriato dalla guerra. Per quanto non venga mai esplicitamente ammesso, queste mine vengono utilizzate proprio per colpire la popolazione locale, progettate spesso non per uccidere, ma per menomare le vittime.
Tra queste, però, si contano soprattutto i bambini: molti modelli di mine sono infatti costruiti con delle forme che ricordano dei giocattoli, come per esempio uno yò-yò, o per attirare la loro attenzione con colori sgargianti. Questo delle mine anti-uomo è un problema tutt’ora attuale e non solo in Ucraina o in altri conflitti in corso, ma anche in territori dove le guerre si sono concluse da relativamente poco tempo, come l’Afghanistan o l’Iraq.
E già solo essere consapevoli del problema è un primo passo importante.


