Paperone70 compleanno

George Lucas e il fascino di Paperon de Paperoni

15 Dicembre 2017
George Lucas è uno dei registi più famosi del cinema statunitense. Ideatore di una saga tornata in auge grazie alla Disney, Guerre Stellari, ha anche creato, insieme con Steven Spielberg, il personaggio di Indiana Jones, l’archeologo dell’avventura interpretato da Harrison Ford. La saga, in effetti, è ispirata ad alcuni fumetti realizzati da Carl Barks, in particolare Le sette città di Cibola e L’oro di Pizarro, che hanno fornito ai due registi molte ispirazioni per ambientazioni e trappole. Per festeggiare il compleanno di Paperon de’ Paperoni, che esordiva settanta anni fa sulle pagine del famoso Natale sul Monte Orso, vi propongo

George Lucas è uno dei registi più famosi del cinema statunitense. Ideatore di una saga tornata in auge grazie alla Disney, Guerre Stellari, ha anche creato, insieme con Steven Spielberg, il personaggio di Indiana Jones, l’archeologo dell’avventura interpretato da Harrison Ford. La saga, in effetti, è ispirata ad alcuni fumetti realizzati da Carl Barks, in particolare Le sette città di Cibola e L’oro di Pizarro, che hanno fornito ai due registi molte ispirazioni per ambientazioni e trappole.
Per festeggiare il compleanno di Paperon de’ Paperoni, che esordiva settanta anni fa sulle pagine del famoso Natale sul Monte Orso, vi propongo la traduzione di un articolo scritto da Lucas per Uncle Scrooge McDuck – His Life and Times ((da cbarks.dk)):

da Le sette città di Cibola

Sono cresciuto in un’epoca in cui la televisione stava appena iniziando a presentarsi nel salotto degli americani. Prima di allora, i fumetti erano la mia principale forma di intrattenimento domestico. Alcuni dei primissimi fumetti che ho posseduto erano scritti da Carl Barks. Avevo un abbonamento a Walt Disney’s Comics and Stories e il personaggio di Paperone mi piaceva così tanto che andai immediatamente a comprare tutti i fumetti di Uncle Scrooge che riuscivo a trovare in edicola.
La mia più grande fonte di divertimento nei fumetti di Carl Barks si trova nell’immaginazione delle sue storie. Sono così piene di idee pazze – uniche, speciali, bizzarre – non nel senso che, per un bambino degli anni Cinquanta, erano estremamente esotiche.
Le storie sono molto cinematografiche. Hanno un inizio, un mezzo e una fine chiari, e operano in scene, a differenza di molti fumetti e libri. Le storie di Barks non si sviluppano da una vignetta all’altra, ma fluiscono in sequenze – alcune volte lunghe diverse pagine – che conducono a nuove sequenze.
La visione del mondo di Carl Barks coinvolge la presa in giro delle tendenze materialistiche che tutte le persone posseggono ed elogiando i loro aspetti più socievoli e fraterni. Paperino e Qui, Quo, Qua (specialmente come Giovani Marmotte) sono aperti verso gli altri, generosi, caritatevoli. Mentre Paperone è un misero individualista, gli altri partecipano maggiormente alle relazioni familiari. Paperone usa Paperino e nipoti per un aiuto, ma è realmente separato – sebbene mai realmente opposto a loro. Il richiamo delle cose materiali è chiaramente un tema chiave in tutte le storie di Paperone.
Penso che la ragione per cui le storie di Carl Barks siano sopravvissute e abbiano avuto un tale fascino a livello internazionale è soprattutto per la loro forza come buone storie. Tuttavia a un livello più profondo, mostrano caratteristiche americane che sono facilmente riconoscibili dal lettore: ingenuità, integrità, determinazione, una sorta di benigna avarizia, audacia, amore per l’avventura, senso dell’umorismo. Anche al lettore straniero è fornita una certa prospettiva sulla cultura americana.
I sociologi hanno studiato i fumetti come riflessioni sulla società dei propri tempi. In aggiunta al piacere artistico fornito da fumetti e disegni come quelli di Carl Barks, il fumetto ha qualcosa da dire sulla cultura che la produce.
Quello che penso mi diverta di più di Zio Paperone è che è così americano nei suoi atteggiamenti. Questi fumetti sono una delle poche cose che puoi indicare per dire: che ti piaccia o no, questo è ciò che l’America è. Ed è per questa ragione che sono una parte inestimabile della nostra eredità letteraria.

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli (Cosenza, 1977) ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università della Calabria. Attualmente lavora presso l'Osservatorio Astronomico di Brera (Milano) dove si occupa di Edu INAF, il magazine di didattica e divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di cui è editor-in-chief.
Tra i suoi interessi, le applicazioni della teoria dei gruppi alla fisica e la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico.
Last but not least, è wikipediano.

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