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Topolino #3596: Di papiri ed elettroni

29 Ottobre 2024
Prendiamo spunto dalla nuova storia scientifica di Bosco e Soldati per raccontare la storia di un documento fondamentale per la storia della matematica.

Dopo la storia da Premio Nobel su Topolino #3594, arriva una nuova avventura scientifica firmata Marco Bosco e Giampaolo Soldati.
Il segreto del papiro, pubblicata sul #3596, racconta di come Paperone e Rockerduck si contendono un vecchio papiro nella casa d’aste di Quacksby, per poi ottenerne il possesso contemporaneo.
Quando poco dopo giunge Pico i due scoprono dell’importanza storica del papiro. E quest’ultimo chiede loro di poterlo studiare, esaminandone il testo senza srotolarlo, ma semplicemente utilizzando un acceleratore di particelle e la luce di sincrotrone.
In effetti la tecnica proposta da Pico per svelare i segreti del papiro degli Anatrazi è stata utilizzata per recuperare i testi archimedei nascosti in un vecchio palinsesto medievale. Ed è proprio questa storia che proverò a raccontarvi in questo articoletto e nel video abbinato:

Un’asta archimedea

Intervista Archimede John Johnson
Intervista immaginaria ad Archimede – illustrazione di John Johnson

Il 29 ottobre del 1998 presso la casa d’aste Christie’s venne venduto un libro di preghiere medioevali. L’asta fu, per certi versi, drammatica: a contendersi il libro furono la Grecia attraverso il console generale a New York, il signor Manessis, e il mercante di libri Simon Finch. Tra lanci e rilanci si arrivò alla ragguardevole cifra di due milioni di dollari battuti da Finch: dopo alcuni interminabili minuti il console greco dovette rinunciare. La Grecia non poteva permettersi l’acquisto del libro che così finì nelle mani di un anonimo mecenate che aveva finanziato la missione di Finch a Christie’s.
Ciò che realmente interessava i due avversari, però, non erano le preghiere contenute nel testo, ma quello che era nascosto tra le sue pagine: alcuni trattati redatti dal grande Archimede di Siracusa, tra cui spiccano Sui corpi galleggianti, il Metodo e lo Stomachion.
Nell’ottica del recupero e della conservazione dei testi archimedei, si può considerare una fortuna la vittoria di Finch all’asta del 1998, considerate le successive difficoltà economiche della Grecia, sebbene è abbastanza automatico chiedersi come sarebbe cambiato il destino del palinsesto e della stessa Grecia in caso di vittoria. Lasciando da parte questo What if…? di gusto supereroistico, concentriamoci su come sono riusciti a recuperare i testi nascosti.

Il recupero dei testi

Palimpsest
Il palinsesto di Archimede – da The Archimedes Palimpsest

Dopo essersi guardato intorno, il nuovo proprietario del prezioso documento scelse William Noel del museo Walters di Baltimora per prendersi cura del libro e recuperare i testi in esso contenuti, o ancora meglio per cercare le persone e i mezzi adatti allo scopo. In un’operazione di questo genere, la principale difficoltà sta soprattutto nel recuperare le informazioni che interessano, i trattati di Archimede in questo caso, sommersi da altri scritti, per lo più religiosi, o da immagini, come ad esempio le quattro a tema religioso di stile bizantino aggiunte nel 1938 con l’obiettivo di aumentare il valore commerciale del volume.
Allo scopo di recuperare i trattati di Archimede, vennero applicate al palinsesto una serie di tecniche di imaging, come l’elaborazione elettronica delle immagini digitali delle pagine condotta su diverse bande spettrali, come la luce visibile, gli ultravioletti, gli infrarossi. A questa prima acquisizione, avvenuta tra il 2006 e il 2007, ne seguì una successiva che si concentrò su ulteriori 12 bande spettrali, giungendo alla fine all’elaborazione digitale del testo grazie alla tecnica dello pseudocolore, che permette di mettere in rilievo testi nascosti o sovrascritti, come nel caso del palinsesto.
Così la descrive Keith Knox:

Lo pseudocolore è una tecnica standard che utilizza il colore in un’immagine per rappresentare l’informazione non-colorata, da cui il nome pseudo- o falso-colore. Tipicamente lo pseudocolore è utilizzato per rappresentare dettagli in scala di grigi in un’immagine che si estende su un intervallo dinamico più ampio di quello che può essere visto dal sistema visuale umano.

La tecnica (apparentemente) più inusitata tra quelle utilizzate sul palinsesto è però quella di bombardare il testo con la luce del sincrotrone. Per portare a termine questo obiettivo è stato necessario l’aiuto dello Stanford Linear Accelerator Center diretto all’epoca da Keith Hodgson:

La luce del sincrotrone viene creata quando gli elettroni che viaggiano alla velocità della luce prendono una traiettoria curva intorno a un anello di accumulazione, emettendo luce elettromagnetica ai raggi X attraverso lunghezze d’onda infrarosse. Il fascio di luce risultante ha caratteristiche che lo rendono ideale per rivelare l’architettura complessa e l’utilità di molti tipi di materia: in questo caso, il lavoro precedentemente nascosto di uno dei padri fondatori di tutta la scienza.

Vista l’importanza scientifica e matematica dei testi contenuti nel palinsesto, è stata necessaria la consulenza di una persona preparata nel campo come lo storico della matematica Reviel Netz, che si è impegnato nell’interpretazione e nella ricostruzione (laddove il testo era poco chiaro o mancante) dei trattati archimedei.
Il resto di questa storia, in particolare gli approfondimenti sui trattati matematici, potete leggerlo su DropSea, oppure in futuri video dedicati!

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli (Cosenza, 1977) ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università della Calabria. Attualmente lavora presso l'Osservatorio Astronomico di Brera (Milano) dove si occupa di Edu INAF, il magazine di didattica e divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di cui è editor-in-chief.
Tra i suoi interessi, le applicazioni della teoria dei gruppi alla fisica e la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico.
Last but not least, è wikipediano.

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