Siamo quasi alla fine di questa infornata di articoli dedicati ai velocisti scarlatti e in questa occasione vorrei tornare a uno dei primi albi con Barry Allen protagonista, Showcase #13.
L’albo si apre con un giro del mondo di Flash in 80 minuti, ma nella seconda storia di John Broome e Carmine Infantino presenta l’esordio di Mr. Element, che nella sua seconda apparizione su Showcase #14 cambia identità in Dr. Alchemy.
In pratica stiamo parlando di uno scienziato dalla doppia personalità, la seconda delle quali dedita al crimine. Quando è quest’ultima a controllare Albert Desmond, utilizza le sue conoscenze chimiche per compiere rapine e sfidare e quasi sconfiggere Flash.

La prima impresa è quella di rallentare il velocista mentre sta arrivando per catturare Desmond e i suoi uomini: per ottenere questo scopo dissemina per la stanza della gioielleria che sta rapinando una serie di sottilissimi filamenti d’oro. L’oro, infatti, può essere stirato fino a ottenere fili dello spessore di 5 micron, qualcosa come un cinquemillionesimo di metro. Ciò che lascia perplessi è il fatto che questi filamenti presi singolarmente sono anche piuttosto delicati, quindi risulta difficile immaginare che mantengano la loro “invisibilità” anche se posti in numero sufficiente da bloccare Flash senza spezzarsi.
Poche pagine più avanti Mr. Element impedisce a Flash di attraversare una parete grazie a uno spray al vanadio, uno degli elementi più duri della tavola periodica. In questo caso a lasciare perplessi è il fatto che la semplice durezza impedisca a Flash di vibrare attraverso il vanadio: l’effetto tunnel non è certo influenzato da questa particolare proprietà. In ogni caso Barry, da buon scienziato, vibra la mano fino a riscaldare il vanadio al suo punto di fusione, sciogliendo letteralmente la parete.
Mr. Element successivamente per liberarsi dalla presa di Flash, utilizza una specie di pillola di sodio, che a contatto con l’acqua, esplode.

Le cose si fanno un po’ più complicate quando Mr. Element utilizza un nuovo elemento che, cercando di dare scientificità alla faccenda, sotto gli opportuni stimoli esterni, genera un particolare campo di “luce magnetica” in grado di accelerare l’oggetto colpito fino alla velocità di fuga, ovvero la velocità minima necessaria per vincere l’accelerazione di gravità di un dato pianeta.
Flash viene quindi scagliato nello spazio, ma usa la gravità a suo favore: passando accanto alla Luna, riesce a farsi catturare dalla gravità di quest’ultima modificando così la sua traiettoria. Il tutto semplicemente modificando le sue vibrazioni.
Dimenticandoci per un attimo del problema del campo di “luce magnetica”, proviamo a immaginare come Flash possa ottenere tutto ciò. Per poter venire catturato dalla Luna e modificare la sua traiettoria, il velocista scarlatto dovrebbe, nella pratica, modificare la sua massa. Oppure essere dotato di un motore esterno che gli fornisca la spinta opportuna per modificare la traiettoria.
Se il primo effetto avrebbe senso solo se le vibrazioni di Flash fossero compatibili con quelle delle onde gravitazionali, il secondo, invece, potrebbe essere più facilmente spiegabile. L’indizio ce lo fornisce la semplice constatazione che Flash riesce a respirare nello spazio: questo implica che il campo di “luce magnetica” di Mr. Element ha catturato non solo il supereroe, ma anche l’atmosfera intorno a lui. In questo modo Flash potrebbe vibrare dalla parte giusta per generare un piccolo getto ad aria compressa modificando in questo modo il suo moto. E’ ancora qualcosa di altamente improbabile, ma sicuramente molto più plausibile della prima opzione!
