In questi giorni è in corso per le strade di Milano l’evento, correlato con il salone del mobile, detto Fuorisalone, o nella sua dicitura alternativa ormai entrata in voga da diversi anni Milano Design Week. Centro nevralgico dell’evento è, inevitabilmente, il quartiere di Brera, il così detto Brera Design District, che si riempie di eventi praticamente a ogni vocoletto. E uno di questi, via Palermo, è particolarmente ricco e più o meno a metà altezza della strada si trova una specie di struttura cilindrica che parla di alcuni eroi particolari, eroi a fumetti: i Water Heroes.
Realizzati dagli studenti della Scuola del fumetto, in collaborazione con le rubinetterie Bellosta e Signorini, sono degli eroi le cui avventure, per lo più raccontate in una pagina, servono per raccontare un uso responsabile dell’acqua e delle risorse idriche. Nei pressi dell’installazione, che possiamo considerare come una specie di stand fumettistico a cielo aperto, i ragazzi che accolgono i curiosi e i visitatori, oltre a raccontare il progetto, lasciano in omaggio un block notes a quadretti grandi in cui, a pagine alternate, si può godere delle opere degli studenti.
L’iconografia dei personaggi è molto simile a quella del genere steampunk, e mi verrebbe quasi da coniare un nuovo termine, quello del waterpunk (che poi è il nome del gruppo di eroi sviluppati dagli studenti, ma mi sembra anche un’ottima idea per identificare il sottogenere dei minifumetti proposti). D’altra parte i Water Heroes utilizzano della tecnologia idrica che viene in molti casi esplicitamente raccontata come progettata per l’ottimizzazione dell’uso dell’acqua. In questo senso sono significative, perché in qualche modo inusuali stando a un certo sentire tipico di qualche anno fa, alcune delle pagine in cui, in pratica, i giovani autori suggeriscano come si possa utilizzare l’acqua piovana.
Altrettanto significativa è la contrapposizione, a volte più esplicita, tra l’uso consapevole e quello superficiale dell’acqua. In una delle pagine, per esempio, si racconta di una contrapposizione tra chi è contrario al razionamento dell’acqua per poter fare i party in piscina, e chi invece ricorda proprio che, per esempio, l’acqua piovana è importante per l’irrigazione dei campi. E qui, forse, stra il grande paradosso, perché proprio l’irrigazione dei campi rischia di essere l’attività umana più impattante sull’aggravarsi della crisi idrica. Ovviamente è solo uno degli elementi che possono e sicuramente aggraveranno la situazione in futuro. Il nodo centrale della crisi, ad ogni modo, sta nella percentuale di acqua dolce e potabile disponibile, che è una frazione relativamente piccola rispetto all’acqua totale presente sulla superficie del pianeta, quasi tutta salata.
E’ comunque evidente che il cambiamento climatico gioca e giocherà un ruolo fondamentale: l’aumento delle temperature medie aumenterà il processo di evaporazione delle acque con conseguente intensificazione sia dei periodi di siccità, sia delle inondazioni. E anche la qualità dell’acqua risulterà modificata. E non necessariamente in meglio. Non dimentichiamo poi l’inquinamento delle acque, lo scioglimento dei ghiacciai e l’aumento della popolazione, giusto per citare gli elementi più noti ed evidenti.
La strada da fare è lunga e sicuramente questa piccola installazione con il suo piccolo progetto a fumetti annesso può aiutare nel diffondere una maggiore consapevolezza sulla problematica. E l’Earth Day 2023 mi sembrava il giorno giusto per parlarne!