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Guyver #40 (Yoshiki)

5 Aprile 2012
Il manga di Yoshiki continua nel suo appuntamento annuale senza dare cenni di una risoluzione delle vicende, che ormai si trascinano secondo uno schema di combattimenti e intermezzi complottistici sempre più difficili da mandar giù, allungando il brodo e inserendo colpi di scena che sembrano più utili a tirar per le lunghe la storia che altro. In questo senso si pone lo scontro fratricida tra Sho e Agito (i due Guyver) che, complice la diluizione nel tempo della storia, manca di pathos e, tutto sommato, di senso. Senso appena accennato in una nuvoletta di pensiero, e incentrato sull’ormai stucchevole, perché
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Il manga di Yoshiki continua nel suo appuntamento annuale senza dare cenni di una risoluzione delle vicende, che ormai si trascinano secondo uno schema di combattimenti e intermezzi complottistici sempre più difficili da mandar giù, allungando il brodo e inserendo colpi di scena che sembrano più utili a tirar per le lunghe la storia che altro. In questo senso si pone lo scontro fratricida tra Sho e Agito (i due Guyver) che, complice la diluizione nel tempo della storia, manca di pathos e, tutto sommato, di senso. Senso appena accennato in una nuvoletta di pensiero, e incentrato sull’ormai stucchevole, perché visto in tutte le salse con miglior esiti narrativi, concetto del sacrificio-per-far-emergere-il-vero-potenziale-del-protagonista-destinato-a-salvare-il-mondo.
Un peccato, perché l’idea alla base del fumetto resta affascinante, con quel mix di biotecnologie e mutazioni sullo sfondo di una Terra sotto il morso della dittatura di esseri apparentemente imbattibili, anche se d’impianto classico nell’evoluzione di trama e personaggi. Sempre più curati i disegni,nonostante sia evidente un forte scarto tra la cura riposta nella rappresentazione di armature organiche, mostri creati in laboratorio e scontri all’ultimo sangue, e quella dedicata ai volti ed alle espressioni, a conferma che per l’autore rappresentano la parte meno interessante.

Ettore Gabrielli

Ettore Gabrielli

Classe 1977, toscano, programmatore. Impara a leggere sugli Alan Ford del padre, una delle poche cose per cui si sente debitore veramente. Vorace lettore da sempre, i fumetti sono stati il mezzo per imparare e per conoscere persone e per questo sarò loro sempre grato. Nel 2002 fonda Lo Spazio Bianco, magazine dedicato al fumetto tra i più longevi e seguiti in Italia di cui è tuttora direttore editoriale. Nel 2021 ha fatto parte della giuria dei Lucca Comics Awards.

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