Il cavaliere del drago (2024) e Il cavaliere del drago – La valle senza ritorno (2025), scritti dal filologo e divulgatore Emanuele Arioli e disegnati da Emiliano Tanzillo, sono volumi pubblicati da saldaPress che ampliano la leggenda arturiana.
La saga trae origine da un testo perduto del Duecento, ricomposto in parte da Arioli grazie a una ricerca decennale tra le biblioteche europee. La storia narra le avventure del giovane Sivar, ragazzo dell’“Isola che non sa”, nome già rivelatore della sua condizione: ignora le proprie origini ma scopre legami profondi con il Seidr, l’antica magia custodita in quattro pietre. Nel primo volume, il destino del regno guidato da Artù si intreccia con Merlino e Morgana; nel secondo il conflitto principale e la resa dei conti sono legate al pirata tiranno Owain.
Nei due capitoli Arioli costruisce un viaggio dell’eroe coerente e riconoscibile: prove, cadute e rinascite tra giganti, enigmi, artefatti magici, draghi, dungeon, esseri fatati, il Graal e colpi di scena. Dentro questa cornice classica l’autore approfondisce con fantasia e rispetto il Piccolo Popolo del folklore bretone, al quale dedica dichiaratamente un omaggio sentito e appassionato.
Accanto a Sivar orbita un gruppo di comprimari con ruoli ben definiti e riconoscibili: Golian, amico forte e leale, capace di grande sensibilità; Didan, compagno brillante e irriverente, voce ironica che stempera i toni epici e alleggerisce la narrazione con le sue battute; Nimue, che introduce uno sguardo riflessivo sulla condizione femminile in un mondo ostile. Nel secondo volume si aggiunge Lyana, naufraga accusata di stregoneria, motore della nuova avventura e componente romantica della storia. I villain, da Morgana a Owain, sono antagonisti archetipici, funzionali alle prove dell’eroe e con sfumature psicologiche poco strutturate.
La trama è lineare, a tratti prevedibile, comunque ortodossa rispetto ai canoni del fantasy arturiano per un racconto che privilegia la leggibilità e l’archetipo e guadagna spessore in certe riflessioni sul potere, sul destino e sul rapporto tra umani e creature magiche.
Nei disegni Tanzillo adotta uno stile che tende al cartoonesco, ricco di dettagli. Le tavole sono spesso al vivo e piene di vignette, anche di piccole dimensioni a volte sovrapposte a illustrazioni a tutta pagina, per sottolineare dettagli o voci di personaggi. Emblematiche ad esempio la tavola 66, costruita intorno alla tavola rotonda centrale, e la rivelazione di tavola 78 con vertiginosa inquadratura dal basso verso l’alto. Nel secondo volume spiccano gli scorci di villaggi e castelli tra Bretagna e Galles, con paesaggi curati e belle architetture (è il caso del campo lungo dall’alto a pagina 8). Suggestiva la sequenza nella palude dello Specchio delle Fate, con le sue “mani-candelieri”. Ben gestiti e chiari nella regia e nel ritmo i numerosi combattimenti, fra i quali spiccano gli epici scontri finali di entrambi i volumi.
La colorazione, sempre di Tanzillo, utilizza un’ampia palette cromatica e conferisce all’insieme un tono elegante e avvolgente, efficace tanto negli interni quanto nei paesaggi naturali. Risulta inoltre decisiva nella resa degli effetti speciali, come il fuoco dei draghi e l’uso della magia.
I due volumi de Il cavaliere del drago non sono opere rivoluzionarie per il genere ma incarnano racconti solidi e onesti, classici nei meccanismi narrativi, forti nel disegno e impreziositi dalla genesi quasi romanzesca della ricerca di Arioli, che aggiunge fascino all’operazione.
Pregevole e curata la confezione editoriale dei due libri: cartonati ben rifiniti, corredati da testi esplicativi degli autori e da mappe che orientano il lettore nel mondo narrativo.
Abbiamo parlato di:
Il cavaliere del drago
Emanuele Arioli, Emiliano Tanzillo
SaldaPress, 2024
111 pagine, cartonato, a colori – 19,90 €
ISBN: 9791254613108
Il cavaliere del drago – La valle senza ritorno
Emanuele Arioli, Emiliano Tanzillo
SaldaPress, 2025
112 pagine, cartonato, a colori – 22,00 €
ISBN: 9791254616673



