In questa recensione torniamo a parlare di un titolo già analizzato e approfondito sul blog Come un Romanzo: La Leonessa di Dordona, graphic novel sceneggiato da Enrico Orlandi, disegnato da Gaia Cardinali ed edito da Tunuè.
L’opera è liberamente ispirata all’Orlando furioso di Ludovico Ariosto e racconta le avventure di Bradamante, erede dei conti di Dordona e paladina dell’imperatore Carlo Magno. In questa rivisitazione grafica, la giovane guerriera è innamorata di Ruggiero, comandante dell’esercito di Agramante e tra i più valorosi cavalieri del mondo arabo.
Al centro della narrazione si sviluppa il rapporto tormentato tra i due protagonisti, ostacolato non tanto da motivi politici o religiosi, quanto da una serie di vincoli personali e morali: dapprima la prigionia di Ruggiero per mano del mago Atlante, poi – una volta liberato – la promessa d’onore che lo lega a Leone, l’uomo che in passato gli ha salvato la vita e che è anche il promesso sposo di Bradamante. Un giuramento che costringe Ruggiero a respingere l’amore della donna.
In questo intreccio di personaggi, magia e ambientazioni cavalleresche, trovano ampio spazio le scene di introspezione psicologica. Particolarmente suggestiva è la resa grafica di uno dei topoi centrali dell’Orlando furioso: la follia. Orlando, innamorato di Angelica – qui relegata a un ruolo secondario – appare inizialmente avvolto dalle ombre, con tratti confusi che lo rendono più simile a una creatura mostruosa che a un uomo.
Grande attenzione è riservata anche ai sentimenti di Bradamante e Ruggiero, raccontati attraverso tavole dai colori pastello che, pur nella loro delicatezza, sanno farsi cupe e coinvolgenti. Le linee dei personaggi e dei paesaggi non sono sempre precise o ricche di dettagli, talvolta risultano stilizzate; particolarmente riuscito, invece, è l’uso del colore, con tonalità accese e ombre ben calibrate, capaci di trasmettere un forte carico emotivo.
Questo stile grafico, fatto di figure quasi spigolose e talvolta statiche, contribuisce a concentrare l’attenzione del lettore sui dialoghi e sulle emozioni, anche nelle scene di combattimento e di movimento, rafforzando la dimensione intimista del racconto.
Se nelle scene ambientate nella dimensione reale l’impostazione grafica può apparire talvolta statica, le sequenze che danno forma al tormento interiore dei personaggi restituiscono invece un forte senso di movimento e instabilità.
Emblematica, in questo senso, è la scena dell’incubo di Ruggiero, in cui la promessa fatta a Leone si traduce in una visione angosciante: il cavaliere sembra sul punto di affogare in mare, circondato e tormentato da creature mostruose, mentre lo spazio si deforma e il corpo viene trascinato dalle correnti.
In generale, le scene ambientate nel mare o che richiamano l’elemento acquatico risultano particolarmente dinamiche: forse per la naturale impetuosità dell’acqua, queste tavole trasmettono un senso di moto continuo, di azione e di tensione emotiva. L’acqua diventa così non solo un ambiente narrativo, ma un vero e proprio strumento espressivo, capace di visualizzare il conflitto interiore e l’inquietudine dei personaggi.
Nel suo insieme, La Leonessa di Dordona è un graphic novel che saprà convincere soprattutto chi cerca una rilettura emotiva, introspettiva e moderna del mondo cavalleresco. Pur rinunciando a un ritmo incalzante, l’opera guadagna in profondità psicologica e suggestione visiva, restituendo personaggi complessi e fragili.
Abbiamo parlato di
La Leonessa di Dordona
Enrico Orlandi, Gaia Cardinali
Tunuè, 2021
152 pagine, cartonato, colore, €17,50 €
ISBN: 978-8867904129


