
Il laboratorio della Taiyo Chemical ha avviato un programma di editing genomico per lo sviluppo di animali adattati per esigenze di allevamento, in particolare per la realizzazione del Nara Plant Project, orientato alla colonizzazione dello spazio.
Uno dei risultati più importanti è quello dello sviluppo di Humanized Animals, animali umanizzati, che vengono destinati anche a uso militare. Ci sono due squadre in particolare che risultano essere particolarmente efficaci e che sembrano trovarsi in conflitto tra loro. Una è formata da tre entità femminili che si comportano come sorelle, Ann e Babe, che hanno l’aspetto di due leopardi dal volto di donna, e Couverture, una ragazza rana dotata di gambe potentissime. L’altro gruppo è composto da delfini umanizzati, dotati di un occipite molto sviluppato e notevoli capacità di battaglia.
Com’è facile immaginare, una simile storia si presta a stimolare e a generare una serie di interrogativi filosofici sulla natura umana, sulla violenza e sulla guerra.
Daisuke sceglie proprio un approccio filosofico per raccontare una storia che riesce a essere densa di fatti e informazioni, tanto quanto rarefatta, prendendosi lo spazio per mostrare lunghe sequenze mute e numerose splash page o tavole con poche, grandi vignette.
Domina la natura e dominano gli animali, non solo quelli mutati che sono protagonisti. Spesso animali ed elementi naturali fanno da cesura e da pausa tra una vignetta e l’altra o tra una sequenza e l’altra, costruendo un’atmosfera a tratti onirica e da fiaba disturbante, con bellezza e crudeltà che coesistono.

Le differenti forme di distacco che appartengono a queste creature caricano ancora di più un certo senso di inquietudine. Il gruppo dei delfini appare completamente privo di empatia, mentre Couverture possiede una componente evanescente, una forma di distacco in cui è impossibile non percepire una scintilla di curiosità e di dubbio. Sensazioni che a tratti sembrano entrare in risonanza con il lettore stesso, che come lei attraversa la storia “da esterno” ma rimanendone attratto e coinvolto.
Sebbene le sue figure siano essenziali, minimali, grezze e istintive nelle scene di azione – cosa che gli conferisce notevole dinamismo-, il tratto di Daisuke è espressivo e molto ricco. Le tavole e le vignette colpiscono il lettore come qualcosa di pieno, ricco ed estremamente dettagliato, quando gli elementi tracciati sul foglio sono pochi, aiutati da un uso molto intelligente di retini, neri e tratteggio, con un effetto estremamente immersivo e persino poetico.
Abbiamo parlato di:
Design #1
Igarashi Daisuke
Traduzione di Manuela Capriati
Coconino, 2024
248 pagine, brossurato, bianco e nero e colori – 14,90€
ISBN: 9788876187636
