La redazione de Lo Spazio Bianco è composta, in primis, da lettori “forti”.
Ogni collaboratrice e collaboratore del sito legge molto di più di quanto riesce a scrivere e di quanto gli piacerebbe scrivere. Tante di queste letture sono spesso accompagnate da note o appunti, utili come schemi o embrioni di future analisi e recensioni.
Per non perdere queste analisi preliminari che tanti di noi fanno, ma soprattutto per dare spazio e visibilità a tutte quelle decine di fumetti che ogni mese escono oggi in libreria, fumetteria ed edicola ma a cui – giocoforza – non riusciamo a dedicare articoli completi, è arrivata la rubrica Letture in breve.
In ogni puntata ci troverete piccoli spot, teaser, microanalisi delle letture, recenti o meno, di vari spaziobianchisti.

Hulk #2 – Hulk Planet di Donny Cates e Ryan Ottley (Panini Comics, 2024)
Dopo il primo volume, Spaccanauta, e il crossover che ha coinvolto Thor e il Gigante di Giada, il secondo arco narrativo ci porta a esplorare la mente di Hulk. Rispetto ai primi capitoli, nei quali Cates dava maggiore risalto al lato più caciarone della storia, il secondo cartonato si fa apprezzare soprattutto per gli elementi pseudo psicologici. Le sedute con Doc Samson, la meditazione di Banner e il suo costante dialogo interiore sono elementi che stimolano riflessioni.
Diversamente, le sequenze d’azione non convincono del tutto, poiché risentono di una scrittura confusionaria, quasi improvvisata. Fortunatamente i disegni di Ottley, totalmente a suo agio con il racconto sopra le righe, danno un senso anche alle scene meno riuscite, grazie alla generosità con cui l’artista distribuisce tra le vignette mazzate, sangue e smembramenti.
Federico Beghin
Sinfonia infernale di Hurricane (24ore cultura, 2022)
Inizia come un horror anni ’80, con il ritrovamento di una misteriosa riproduzione di uno spartito disegnato in uno degli Inferni di Hieronymus Bosch, visionario pittore del Cinquecento. Una musica allucinogena che catapulta l’ascoltatore negli incubi dell’artista, un viaggio all’inizio incredibile e divertente e poi sempre più inquietante e pericoloso. Hurricane, uno dei massimi rappresentanti del fumetto underground in Italia, rende questa immersione nella follia dei quadri di Bosh con vignette piene zeppe di dettagli e figure grottesche, un crescendo che sfocia in un strabordante quadrupla pagina da aprire, quasi a richiamare i trittici del pittore olandese. Con un segno fortemente caricaturale, plastico e sporco, colori che virano dall’azzurro al rosso intenso e violento delle visioni infernali, l’opera di Hurricane rende perfettamente omaggio ai dipinti ispiratori. Lo spazio è esiguo e il ritmo alto, ma il fumettista sfrutta ogni singola vignetta e trova un buon equilibrio nel racconto, per lo più leggero, ma con rapidi inserti scioccanti.
Ettore Gabrielli


Il Contastorie di Teresa Radice e Stefano Turconi (Bao Publishing, 2023)
Il duo Radice Turconi mette in scena una storia in cui due fratelli si ritrovano insieme in un’avventura non voluta, almeno nelle aspettative, da nessuno dei due. Il viaggio, nell’incontaminata natura dell’America Latina, su barchette e barche, in mezzo a paesini e città, diventa avventura conoscitiva ed esperienza formativa non solo del piccolo rispetto alla vera attività del fratello maggiore, ma anche delle potenzialità ancora inespresse proprio dal più giovane. In breve, il fratellino si ritrova a dover guidare il fratello più grande verso le scelte più giuste e anche più coraggiose. In uno stile colorato e solare, una storia di dolore, scoperta e fraterno affetto, leggera eppure profonda, fresca eppure salda e solida nella struttura narrativa. Un fumetto che tratta i temi della fiducia e della crescita, al ritmo di un incalzante inseguimento, candido e fruibile da grandi e giovani lettori.
Francesco Castronovo
Leggete la recensione qui
Namor, il Sub-Mariner di John Byrne (Panini Comics, 2016)
L’omnibus preso in esame raccoglie Namor, the Sub-Mariner #1-18.
In questa serie, di cui è protagonista, Namor è circondato da parecchi comprimari, umani e non: John Byrne si ricollega ad altre sue gestioni supereroiche e ne approfitta per coinvolgere di volta in volta i Fantastici 4, i Vendicatori, Iron Fist… a cui aggiunge anche dei civili per costruire trame con risvolti economici e sociali interessanti.
Nonostante questo fiorire di personaggi, l’autore mette subito in chiaro quale sia l’essenza di Namor e con un espediente semplicissimo gli dona grande ricchezza, subito investita in una compagnia pronta a dominare il mercato. Il fumetto, quindi, accoglie una serie di elementi “poco supereroici” e molto realistici che però si intrecciano bene alle situazioni più fantasiose. Particolarmente apprezzabile, a tal proposito, il coinvolgimento di neonazisti e superuomini tedeschi che dà vita a un piacevole revival degli Invasori.
L’artista, che regala anche qualche scenetta piccante, resta una garanzia per quanto riguarda i disegni, per nulla invecchiati: supereroi e supereroine in gran forma, con costumi sgargianti e corpi armoniosi, affollano tavole dinamiche, spettacolari ed eleganti. In particolare il Sub-Mariner, con i suoi dilemmi e i suoi moti d’orgoglio, si eleva su tutti gli altri, sia che soffra sia che gioisca.
Federico Beghin


Dylan Dog #457 – La sottile linea nera di Gianmaria Contro e Luigi Siniscalchi (Sergio Bonelli Editore, settembre 2024)
Un Dylan solitario passeggia in una Londra piovosa, senza schermo alla pioggia, fino a quando non viene avvicinato da Irene Hope, distinta signora, la quale offre all’indagatore un cortese dialogo e la gentile protezione del proprio ombrello. In breve, Dylan si ritrova proiettato in una vicenda surreale, fatta di salti temporali fra l’odierna Londra e il campo di battaglia delle Falkland. L’albo esplora l’orrore della guerra: tema non originale ma ben dispiegato per effetto di una narrazione coesa, fatta di elementi che ritornano e che creano legami non scontati né didascalici fra i diversi momenti dell’avventura: la pioggia, ad esempio, è un trait d’union tra il presente e il passato e l’assenza di un ombrello diventa metafora per i colpi di un cielo che pare indifferente alla sofferenza degli uomini. Pare, perché indifferenti all’altrui sofferenza, se non causa proprio dei mali che ci circondano, sono invece gli uomini stessi e le loro azioni. Albo dalla tematica tristemente attuale, la cui peculiarità non è l’orrore (la guerra è già sinonimo di orrore), ma la trama temporale entro cui memoria e sofferenza traboccano dal passato al presente.
Francesco Castronovo
David Hockney – Una vita disegnata di Simon Elliot (24Ore Cultura Comics, 2024)
In nove capitoli Simon Elliot racconta la cifra stilistica del pittore britannico David Hockney: un mix di curiosità, ostinazione, produzione continua e sperimentazione. In parallelo, Elliot svela ai lettori i fatti salienti della vita privata dell’artista – dalla quotidianità familiare alle relazioni sentimentali – che tanto hanno impattato sulla sua visione e creazione.
La cifra stilista di Hockney, da sempre molto fumettistica, e che riesce a tenere assieme un elemento figurativo, uno narrativo e uno sguardo definito e fotografico, è evidenziata anche dallo stile che Elliott sceglie per illustrare il libro: una narrazione composta prevalentemente di splash page infografiche. In questi collage illustrati dai colori super pop la prospettiva salta, e la struttura compositiva fa sì che le immagini facciano da contrappunto al testo evidenziando concetti e sensazioni che le parole evocano.
Nicole Brena e David Padovani


E la chiamano estate di Mariko e Jillian Tamaki (Bao Publishing, 2014)
Un’estate al mare, i primi interessi amorosi, l’adolescenza, e le vite di tanti personaggi che si incontrano: Mariko e Jillian Tamaki raccontano una storia di crescita, di scoperte, ma anche di confronto con un mondo adulto fatto di dolori, crudeltà e incomprensioni costruendo un racconto estivo caratterizzato da una copertina dai colori freddi (il blu del mare ma anche della solitudine), primo di una serie di elementi che tengono insieme i diversi e contrastanti stati d’animo delle protagoniste e di quelli che girano loro intorno. Se esiste una cosa come la perfezione nel racconto adolescenziale, le cugine Tamaki ci vanno tremendamente vicino: la naturalezza e scorrevolezza dei dialoghi, le linee sinuose e leggere che accarezzano l’immaturità dei corpi, l’alternanza dei toni del racconto, dall’allegria al dramma tramite pause, accelerazioni, momenti di chiari abbaglianti e di scuri totali, tutto converge al creare una storia che sa di vita vera, che profuma di vento d’estate e di dubbi, di eccitazione e di rimpianti, di risate e lacrime, mentre una stagione, dell’anno ma anche della vita, passa per sempre.
Emilio Cirri
Leggete la recensione qui
Per questa puntata di Letture in breve è tutto. Vi diamo appuntamento tra due settimane circa, con nuove letture, brevi o lunghe che siano.

