Francisco Ibáñez

Francisco Ibáñez: mortadelle, polpette e tante risate

16 Luglio 2023
È scomparso il 15 luglio, a 87 anni, Francisco Ibáñez, maestro dell’umorismo disegnato che ha marcato l’immaginario di generazioni di giovani lettori, con oltre 100 milioni di albi venduti.
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Francisco Ibáñez nacque a Barcellona nel 1936 e la leggenda vuole che, sin da giovanissimo, avesse iniziato a lavorare nell’ambito professionale del fumetto e dell’illustrazione. Nel 1955 – a soli 19 anni – realizzò da autore completo (testi e disegni) la sua prima serie: Haciendo el indio, con cui conquistò l’attenzione dei giovani lettori e degli addetti ai lavori.

Il successo clamoroso arrivò nel 1958 sulla rivista Pulgarcito, con la serie destinata a marcare la fama assoluta di Ibáñez, Mortadelo y Filemón, tanto da permettere all’autore stesso di abbandonare il lavoro impiegatizio in banca – svolto fino ad allora di pari passo all’attività di disegnatore – per dedicarsi completamente al fumetto.

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Mortadelo y Filemón (letteralmente “Mortadella e Polpetta”) sono due improbabili e spassosi detective privati di una sgangherata agenzia d’investigazione che, poi, negli anni passeranno alle dipendenze della TIA (Técnicos de Investigación Aeroterráquea), altrettanto improbabile servizio di spionaggio iberico.

Nelle loro storie, prima di poche tavole e poi sviluppate in albi più corposi e di ampio respiro (El sulfato atómico, Valor y…¡al toro!, La máquina del cambiazo, Magín el Mago, etc.), Ibáñez riversò la sua verve comica e affermò la cifra particolare del suo stile, combinando diverse forme di umorismo, dallo slapstick alla gag visiva, dai giochi di parole alla satira di costume. L’altra chiave del successo duraturo di Mortadelo y Filemón è legata all’intuizione, diventata un marchio di fabbrica e marketing editoriale di Ibáñez negli ultimi decenni, di parodiare l’attualità dei grandi eventi: i giochi olimpici, i mondiali di calcio, l’avvento dell’euro, etc.

Il successo della serie ha portato anche a diverse trasposizioni mediali nell’ambito del cinema  e dell’animazione.

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 “Via e corri”, lo stile e la poetica di Francisco Ibáñez

Ibáñez lavorò e pubblicò parte dei suoi fumetti, fino agli anni Settanta, mentre la Spagna soffriva ancora la censura franchista. Alla revisione e approvazione preventiva di tutto il materiale pubblicato, che di certo limitava la libertà di espressione e il contenuto delle opere, Ibáñez seppe contrapporre uno stile narrativo volutamente popolare e leggibile a più livelli. Il suo umorismo caratterizzato dalla pratica dell’eccesso e dalla commedia, a tratti sguaiata, gli consentiva comunque di affrontare argomenti di attualità e critica sociale in modo velato.

Per certi versi, la battuta ricorrente di Mortadelo che chiude quasi ogni avventura della serie (“Calle y corra, jefe” – “Via e corri, capo”) è esemplificativa di un umorismo che, dietro la rapidità delle gag, riesce comunque a far riflettere il lettore. Non a caso, Ibáñez ha sempre ribadito che le sue storie sono costituite alla base al

“70 per cento di sceneggiatura e al 30 per cento di disegno”.

Non che la cura grafica sia secondaria per l’autore che, pur rifacendosi alle scelte figurative del classico fumetto umoristico franco-belga, ha saputo caratterizzarsi per scelte espressive peculiari, come l’uso produttivo dell’horror vacui – per certi versi debitore di Jacovitti – che rende le sue vignette spesso godibilissime “cacce al dettaglio” per l’occhio del lettore.

La passione per il fumetto e l’immensa creatività hanno caratterizzato l’intera sterminata produzione figurativa di tutte le sue serie e i suoi personaggi di successo come lo strampalato botones Sacarino, il mister Magoo iberico Rompetechos, i vagabondi Pepe Gotera y Otilio o i folli inquilini di 13, Rue del Percebe. In oltre sessant’anni di attività, Francisco Ibáñez ha venduto oltre 100 milioni di albi.

Francisco Ibáñez

Marco D'Angelo

Marco D'Angelo

(Roma, 1974) Laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi in Semiotica del Fumetto. Ha tenuto seminari sul fumetto in Italia e Svizzera e svolto attività di docenza per l’Istituto Europeo di Design e per la Scuola Internazionale di Comics.
E' stato soggettista/sceneggiatore per due serie d'animazione trasmesse dalla RAI ("Clic & Kat", "I Saurini e i viaggi del meteorite nero "). Su instagram lo trovate come @sonostorie

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