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Paperugantino: tra fumetto e commedia dell’arte

Durante Romics 2023 abbiamo incontrato Marco Gervasio per sapere tutto sulla parodia di Rugantino uscita su “Topolino”.
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Nel corso della 30° edizione di Romics, abbiamo incontrato Marco Gervasio, per farci raccontare come ha trasposto in parodia sulle pagine di “Topolino” una delle maschere più celebri della commedia dell’arte, il tradizionale Rugantino.

 

“Rugantino è una maschera tradizionale del teatro e del carnevale romano. È uno sfaccendato, un brontolone, un fanfarone ma anche uno ‘de core’ (un buono) come diciamo noi a Roma… Non ho avuto dubbi a pensare a Paperino per la sua interpretazione.”.

Ci racconta Marco Gervasio, matita e penna storica del mondo Disney, che stavolta ha fatto traslocare, piume e bagagli, la banda dei paperi da Paperopoli a Roma, la città dell’autore, per far recitare alla banda Disney il suo speciale “Paperugantino: commedia in due atti”.

Il titolo  “Rugantino” ci riporta alla celebre commedia musicale (1962) di Garinei & Giovannini, un cult dell’intrattenimento leggero italiano, messa in scena nel tempo sul palcoscenico – al Teatro Sistina di Roma e poi in tutto il mondo –  da attori del calibro di Nino Manfredi, Aldo Fabrizi, Lea Massari, Bice Valori, Enrico Montesano, Alida Chelli, Valerio Mastrandrea, Sabrina Ferilli, Simona Marchini, Massimo Mattioli, Enrico Brignano, Emy Bergamo, Michele La Ginestra, Serena Autieri, Antonello Fassari, Massimo Wertmüller e tanti altri.

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Nell’ambito di Romics, il Festival Internazionale del Fumetto e dell’animazione della Fiera di Roma, il rimando parodistico è stato celebrato da un divertente incontro cui hanno preso parte Marco Gervasio, Michele La Ginestra – attuale interprete teatrale di Rugantino -, il direttore artistico della manifestazione Sabrina Perucca e il musicista Vince Tempera.  Marco Gervasio ci tiene a chiarire che, però, la commedia musicale è stata solo una delle fonti di ispirazioni del suo lavoro:

“Per tanti motivi, era impossibile realizzare una parodia fedele a fumetti della commedia di Garinei e Giovannini. La mia è una storia burlesca originale che rispetta ed enfatizza i caratteri fondamentali del personaggio. In particolare mi sono rifatto alla grande tradizione della commedia  dell’arte e del Carnevale romano.”  

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Così, assieme a Paperugantino, Gervasio traspone in versione Disney altre maschere romanesche come Don Pasquale dei Bisognosi e Meo Patacca, qui interpretati, per esempio, da Paperone e da Gastone. Il mix tra messa in scena grafica e messa in scena teatrale costituisce una delle caratteristiche espressive peculiari di questa parodia.

“Paperugantino è concepita come una piece in due atti, con ritmi e stili di recitazione da teatro e un numero di ambienti limitati, proprio come accade sul palcoscenico coi fondali.”.

Un’operazione particolare che ci ha ricordato la serie del Teatro Alambrah in cui, a suo tempo, Lello Arena, Francesco Artibani e Giorgio Cavazzano misero in scena, in forma disneyana, classici del Teatro come Miseria e nobiltà e Le Furberie di Scapino. D’altronde la parodia è un genere connaturato alla grande scuola italiana del fumetto disneyano. 

“Basti pensare che quasi tutto è partito con L’inferno di Topolino”

Ribadisce Gervasio, dichiarando tutto il suo amore per il genere:

“Le grandi parodie fanno parte dei miei più bei ricordi di lettore. La forza dei personaggi Disneyani sta anche nel potersi appropriare di qualsiasi fonte letteraria, teatrale e cinematografica, trasformandola in un nuovo originale racconto. Mi piacerebbe, anche in futuro, cimentarmi con questo tipo di adattamenti.”. 

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Marco D'Angelo

Marco D'Angelo

(Roma, 1974) Laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi in Semiotica del Fumetto. Ha tenuto seminari sul fumetto in Italia e Svizzera e svolto attività di docenza per l’Istituto Europeo di Design e per la Scuola Internazionale di Comics.
E' stato soggettista/sceneggiatore per due serie d'animazione trasmesse dalla RAI ("Clic & Kat", "I Saurini e i viaggi del meteorite nero "). Su instagram lo trovate come @sonostorie

Giovanni Dacò

Giovanni Dacò

Da molti anni legge fumetti. Per pagarseli ha fatto anche il giornalista, il giardiniere, l’addetto stampa, il muratore, il direttore di riviste, l’agricoltore, lo scrittore.

Matteo Cinti

Matteo Cinti

Nato alla fine degli anni ottanta, Matteo si diploma come Grafico Pubblicitario a Roma nel 2007 e nello stesso anno conosce il giornale per cui lavora ancora oggi sia come grafico che come redattore. Inizia ad amare i fumetti più o meno vent’anni fa quando legge Dragon Ball per la prima volta: da quel momento la sua libreria accetta solo storie con le nuvolette, specialmente se provengono dall'oriente. Disegnare è un hobby che si porta dietro dall’infanzia e che ogni tanto riesce a trasformare in lavoro. Fiero sostenitore della bellezza nella diversità di ognuno, non perde mai la speranza di un mondo sempre più verde.

Lorenzo Gonnelli

Lorenzo Gonnelli

(Collaboratore esterno) Mi chiamo Lorenzo Gonnelli e vivo e lavoro a Milano come videomaker.
Sono nato e cresciuto ad Arcidosso, un piccolo paesino alle pendici del Monte Amita. Dal 2019 al 2021 lavoro come regista e VFX Artist all’interno di Pace Film Co, una casa di produzione con sede a Bristol nel Regno Unito. Negli anni ho realizzato video musicali, cortometraggi, spot pubblicitari e contenuti brandizzati per: Bristol BID, Pizzarova, Conad, Bacardi, Trunki etc.
Dopo il mio rientro in Italia avvenuto nel 2021, ho iniziato una collaborazione con l’agenzia di comunicazione ARCA Factory. Quando non monto video, leggo fumetti.

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