80 anni insieme: il Paperino di Federico Pedrocchi

80 anni insieme: il Paperino di Federico Pedrocchi
Il compleanno di Paperino, uno dei più amati personaggi Disney ma non solo, è l'occasione per ripercorrerne la genesi e parlare di uno dei più importanti autori italiani che si sono dedicati al personaggio.

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fa il suo esordio cinematografico il 9 giugno del 1934 nel cortometraggio The wise little hen, La gallinella saggia, con Meo Porcello come sua prima spalla. Diretto da Wilfred Jackson e animato da Dick Huemer e Art Babbit, reinterpreta la nota favola anglosassone, che verrà successivamente trasposta a fumetti sulle strisce giornaliere a partire dal 16 settembre dello stesso anno: in questo caso saranno Ted Osborne ai testi e Al Taliaferro ai disegni a portare su carta il papero antropomorfo vestito alla marinara.
20140608-paperino_prototipoLa puntualizzazione non è inutile: nel 1931, infatti, sulle pagine della rivista disneyana The adventures of Mickey Mouse, pubblicata da David McKay, compare un papero antropomorfo disegnato alla maniera di Ub Iweks con tanto di pantaloncini.
Ad ogni modo la carriera di Paperino si andrà sviluppando su due binari, quello cinematografico e quello fumettistico: in particolare in quest’ultimo caso, alcuni degli autori che si occuperanno del personaggio, esploreranno nuove direzioni per il suo utilizzo.

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Il primo in assoluto è Floyd Gottfredson, che utilizza il personaggio in polizieschi come Paperino e il mistero dei cappotti (tavole domenicali, 1935, testi di Osborne), Topolino giornalista (strisce quotidiane, 1935, sempre con Osborne) e soprattutto Topolino nella casa dei fantasmi (strisce quotidiane, 1936). Da Gottfredson in poi, bisognerà attendere, almeno negli Stati Uniti, l’esordio di Carl Barks sui fumetti: un attento e interessante esame delle storie barksiane viene fatto sulle nostre pagine da Mattia Del Core, a partire dalla prima grande avventura di Barks (realizzata insieme con Bob Karp e Jack Hannah), Paperino e l’oro del pirata, che introduce sin da subito l’idea che Paperino sia perfetto non solo per raccontare la quotidianità, ma anche per interpretare la grande avventura.

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In effetti, Barks non è il primo al mondo a utilizzare Paperino come protagonista di un’avventura di ampio respiro: nel 1937 Federico Pedrocchi, all’epoca direttore del settimanale Topolino (in formato giornale), vara un nuovo periodico, anche questo settimanale, Paperino, su cui fa il suo esordio Il mistero di Marte, un’avventura fantascientifica che di fatto è l’inizio della scuola disney italiana.
La storia, ristampata l’ultima volta nel 2008 sulle pagine di Zio Paperone #215, si inserisce nel filone fantascientifico a quel tempo di gran voga grazie ai successi di Flash Gordon e di Saturno contro la Terra, quest’ultimo scritto dallo stesso Pedrocchi su soggetto di Zavattini e per i disegni di Giovanni Scolari.1

Altra storia notevole della produzione di Pedrocchi con Paperino è Paperino e i pellirosse, disegnata da Enrico Mauro Pinochi, vede il ricongiungersi della storica coppia Paperino-Meo Porcello.
I due si reincontrano alla redazione del giornale diretto da Linotipi, l’Altro Mondo (vi avevano già lavorato insieme in Paolino Paperino inviato speciale), il quale affida loro la delicata missione di realizzare un reportage giornalistico su una sperduta tribù di pellirosse, nascosti in un angolo remoto del paese.2
Loro avversario è Bartolomeo Circonlocuzioni, detto il Gatto, giornalista avversario di Paperino e Meo, che cercherà di mettere loro i bastoni tra le ruote.
Per fortuna Paperino risolverà la situazione, mostrando un piglio deciso ed autoritario che gli statunitensi avrebbero conosciuto, anche se in maniera meno violenta, solo con l’avvento di Barks. Basti pensare, a titolo di esempio, che a fianco dei piani elaborati da Paperino per cavarsi d’impaccio di volta in volta (e la sua prontezza ed intelligenza viene esaltata dalla dabennaggine mostrata da Porcello), viene mostrato un Paperino spietato e violento che fa frustare senza pietà il Gatto, legato al palo della tortura della sperduta tribù indiana. Sarebbe stato soprattutto questo aspetto, unito alla pigrizia mostrata nei cartoni animati, ad influenzare la generazione successiva di autori, Martina e Bioletto in testa.3

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Giusto successiva ai Pellirosse è Paperino chiromante, dove il nostro eroe prova a intraprendere la carriera di più grande indovino dell’universo!
Ad affiancare il nostro eroe ci sarà, questa volta, Pippo, che si dimostrerà ancora più sempliciotto e ingenuo di Porcello, qualità necessaria e sufficiente per consentire a Paperino di abbindolare i propri concittadini con apparizioni fantasmatiche genuinamente finte!
Nella prima parte della storia, quindi, Paperino costruirà la sua reputazione, imponendo ai questuanti delle soluzioni al limite dell’assurdo, come per esempio chiedendo a Clarabella di camminare per la città con una candela in testa. Questo creerà scompiglio e, nella seconda parte, porterà alla sfida pubblica lanciatagli da Gambadilegno ed Eli Squick: in questa seconda parte Pedrocchi scrive una gag dietro l’altra, proprio come in una storia a strisce, prendendo in giro il fenomeno della chiromanzia e soprattutto i creduloni che si fanno abbindolare dagli strani personaggi dai presunti poteri paranormali che già all’epoca avevano un discreto successo. Non è, infatti, un caso se Paperino, nonostante l’intervento del Gatto nelle pagine conclusive, riesca a dimostrare le sue grandi capacità paranormali, certo con esiti a dir poco esilaranti.

Questo non è certo l’unico Paperino che abbiamo avuto nel corso della sua lunga storia editoriale, ma è sicuramente fondamentale per la scuola italiana e, in un giorno così speciale per uno dei personaggi più amati in assoluto, è il nostro modo per augurargli un buon compleanno!


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