
Ma che cosa sarebbe accaduto se, a un certo punto, il nostro mondo avesse deciso di sfruttare un altro tipo di energia, quella acustica? È da questa premessa che nasce l’idea che Matteo De Longis e Bao Publishing hanno deciso di esplorare con la serie The Prism, pianificata in sette volumi, cadenzati al ritmo di uscita di uno ogni due anni.
Le conseguenze della suddetta premessa non sono poi così diverse dalla realtà: il pianeta Terra pensato dall’autore sta venendo stritolato dall’inquinamento acustico e la vita stessa è a rischio di estinzione. L’unica via d’uscita sembra essere la musica e, per tale motivo, una grande multinazionale planetaria finanzia un progetto folle: mandare nello spazio una super-band musicale per farle registrare un album i cui suoni siano capaci di far arretrare il fenomeno del S.O.T.W. (Smoke On The Water), che sta distruggendo i mari e gli oceani terrestri.
L’estensione temporale pensata da De Longis per un progetto che dovrebbe svilupparsi nell’arco di circa quattordici anni, permette all’autore di prendersi tutto il tempo e lo spazio necessari per introdurre gli elementi della storia e, in questo primo volume intitolato Burn!, inizia una attenta opera di world-building e, soprattutto, di costruzione caratteriale dei vari personaggi che saranno i protagonisti dell’epopea.
È indubbia la passione per la musica che traspare dalle pagine, ma De Longis riesce a declinarla in modo non scontato o sterile, incarnandola in tasselli della sua narrazione, dalla trama ai protagonisti, fino al design tecnologico agli omaggi presenti nei nomi.
L’efficacia di questo inizio d’avventura risiede, da un lato, nella scelta di affidarsi a un racconto abbastanza lineare, incanalato nei canonici binari di costruzione di una squadra di protagonisti e, dall’altro, nella rivelazione, talvolta criptica, di frammenti del mondo e della situazione critica in cui si trova. Tutto ciò genera un movimento asincrono e sincopato che dinamizza il ritmo e rende la lettura fluida e piacevole.
Il reclutamento dei vari membri del supergruppo musicale scelto per l’impresa spaziale è la cartina di tornasole del buon risultato ottenuto da De Longis. Nonostante i vari protagonisti ricalchino inizialmente gli stereotipi che connotano da sempre la narrazione del mondo della musica pop (il cantante bello e dannato, la bassista un po’ svitata, provocante ed esuberante, il musicista affascinato dallo spiritismo orientale, quello in depressione perché appena lasciato dalla ragazza, etc), il tempo e le pagine loro dedicati fanno sì che non restino mere figure scontate e bidimensionali, ma acquistino nell’arco di quasi 200 pagine una personalità e una caratterizzazione a cui i lettori possano, se non già affezionarsi, quanto meno interessarsi.

Le tavole, per la maggior parte strutturate in una ordinata griglia a tre strisce che a volte si scioglie in vignette sovrapposte e splash page d’impatto, sono ricche di dettagli con una cura quasi maniacale per il design di arredi, vestiti, architetture e ambienti. La resa grafica delle astronavi, degli strumenti musicali e delle componenti tecnologiche in generale è ancor più ricca e riuscita, con uno studio che arriva fino alla progettazione delle interfacce dei device che fanno assaporare il gusto fantascientifico della storia, ma che al contempo rendono tutto molto realistico e verosimile.
Pregevole anche il lavoro sui personaggi, tutti perfettamente delineati anche da un punto di vista fisico e nell’outfit, studiato per ognuno fin nei minimi particolari.
È indubbio che nello stile e anche nel tipo di colorazione scelto da De Longis aleggi una ispirazione ai lavori di LRNZ e, più in generale, sono ravvisabili una serie di influenze che spaziano dal manga al fumetto supereroico americano; tuttavia il disegnatore riesce ad amalgamare il tutto in un segno personale e ricco, di cui si percepisce la vastità del lavoro di documentazione e studio a monte della realizzazione delle tavole vere e proprie del fumetto.
L’audace – in termini di sviluppo temporale – progetto di The Prism fa dunque il suo esordio con il piede giusto, con un primo volume che setta le coordinate principali della storia e apre la narrazione a quello che sarà il vero e proprio fulcro dell’avventura che partirà nel prossimo tomo.
Bella ed elegante anche la veste grafica pensata dall’editore, con una postfazione finale firmata dal divulgatore scientifico Adrian Fartade, che è anche uno dei comprimari della storia.
Abbiamo parlato di:
The Prism – Burn!
Matteo De Longis
Bao Publishing, 2021
192 pagine, brossurato, colori – 21,00 €
ISBN: 978-8832733266


A parte le tematiche musicali mischiate con lo spazio e la fantascienza che fa tano (pure troppo) anime anni ottanta che, ora più di allora, non reggo proprio (non gli anime ma la “cosa” del cantante/gruppo che fa musica nello spazio… e che per di più salva il mondo…), altri dodici anni per leggere la fine mi pare proprio un vero sproposito (e neanche ne vedo le motivazioni, ma va be…).
Ed è un peccato, perché graficamente fa la sua figura.
Il volume mi è piaciuto davvero molto, sia come inizio di storia che come disegni e colori, ma aspettare tutti sti anni mi sembra (spero senza offendere nessuno) una grande presa per il c*lo senza senso, che fa perdere la voglia pure di aspettare il secondo volume, spero vivamente che cambino i piani