“SS Tata” di Walter Leoni: ridere del nazismo

“SS Tata” di Walter Leoni: ridere del nazismo
Walter Leoni racconta la storia di un attempato scienziato nazista la cui vita viene rivoluzionata dall’arrivo della pro-pro nipote di colore.

Se cercate una risposta assoluta, completa e definitiva alla domanda “Cosa è la satira?” siete destinati, ineluttabilmente, a fallire.41asTK+Ca5L._SX348_BO1,204,203,200_ Ma se fossimo costretti, pistola carica e pronta a sparare puntata alla nuca, a scegliere una parola per definire la satira, quella parola sarebbe “Coraggio”.

In un’Italia in cui, forti di un cielo stellato dalle infinite opinioni, mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito e tutti commentano quanto siano opportuni o inopportuni i due comportamenti, ci vuole coraggio, ad esempio, per scegliere come protagonista di un proprio libro, se pur ironico e divertente, un ex scienziato nazista.

Questo coraggio l’ha avuto Walter Leoni, autore di SS Tata, una delle opere più intelligenti, sarcastiche, e coinvolgenti uscita nel 2020. Una sensazione evidentemente condivisa con la giuria dei Lucca Comics Awards 2020, che ha attribuito al quarantacinquenne Leoni il premio come Miglior Esordiente, proprio per SS Tata.

Klaus, è un vegliardo scienziato del Reich ossessionato dall’idea di clonare Hitler, vive nell’Italia di oggi, dove i nazisti sono una presenza abbastanza tollerata, che sfruttando il concetto di politically correct al pari di quello di cavillo legale, quasi come dei batteri resistenti a qualsiasi tipo di democrazia, si insidiano nella società civile. I suoi piani vanno però a gambe all’aria quando si ritrova tra i piedi la bis-bis-nipotina di colore, una piccola fonte di caos che metterà a dura prova i suoi purissimi ideali.

Klaus è il più simpatico pseudo nazista che si possa incontrare in un fumetto, e quando utilizza le sue bandiere del reich per farne un pannolino per la nipote, ci mette di fronte ad un dilemma morale. Ma si può provare empatia e tenerezza per un nazista, per quanto macchiettistico?

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Attraverso l’evoluzione della visione del mondo di Klaus, filtrata dalle lenti dell’ironia e della satira, Leoni mette a nudo tutti gli aspetti più ridicoli di un’ideologia da sempre meschina e offensiva per il genere umano, che tuttavia trova riverberi più o meno consapevoli in tanto perbenisti che iniziano i propri discorsi con la tipica espressione “Io non sono nazista, ma…”, ormai diventato un mantra autogiustificativo.

41asTK+CaFFDFDFDDF5L._SX348_BO1,204,203,200_Leoni prende in giro in nazismo, che assurge ad avatar di qualsiasi forma concettuale di discriminazione, e ci ricorda che è una risata, figlia dell’ironia più intelligente, l’arma più potente di cui siamo in possesso.

Non è una storia facile da scrivere. Il rischio di essere frainteso, la voglia di usare il nazismo come iperbole narrativa per raccontare le dinamiche di un’Italia che sente quasi sempre la necessità di perdersi prima di ritrovarsi, di cedere alla parte peggiore di sé prima di ricordarsi che è migliore di come alcuni la dipingono o immaginano, sono equilibri difficili da mantenere. Eppure Walter Leoni ci riesce, dando prova che dal coraggio di denunciare, con il sorriso, quei comportamenti e quegli atteggiamenti beceri di una società che vive con lentezza l’esigenza di crescere su un piano sociale, culturale e della memoria, possono nascere opere seminali.

SS Tata è un libro destinato a restare a lungo un evergreen, perché la fotografia che fa della nostra realtà immortalerà ancora per anni il nostro bisogno di (ri)crearci come comunità diffusa, impermeabile agli sfruttatori d’odio.

Un piccolo paradosso se pensiamo che in realtà la satira ha un fortissimo legame con i tempi e invecchia con sconcertante velocità. Eppure i mali che Leoni ha raccontato nella sua opera con graffiante ironia, sono gramigna emotiva, che non secca mai.

La costruzione della tavola, sempre molto dinamica, il tratto piacevolmente caricaturale, l’uso saggio e accorto dei colori come meccanismo narrativo, le citazioni e i rimandi alla cultura nerd e pop, che vanno da Heidi a Frozen, aggiungono quel tocco di leggerezza al racconto che serve a conquistare definitivamente il lettore.

s-l500Non sappiamo se le avventure di Klaus e della piccola B.Yonzè avranno un seguito, ma siamo certi che la capacità di leggere il reale e raccontarlo con sorniona ironia di Walter Leoni, magari in una serie di strisce quotidiane, ci aiuterebbe a capire meglio noi stessi, le nostre piccolezze, le nostre manie di grandezze e chissà, magari anche le distanze da quei cieli lontani e da quelle altezze che potenzialmente potremmo raggiungere.

Un’ultima nota, che si accompagna all’invito a leggere e a gustare questo volume pubblicato dalle , ricche di un catalogo da scoprire e amare: c’è un personaggio che non appare mai, se pur pluricitato e risolutivo, nelle pagine di SS Tata. È il cane AufWiedersehen.

Possiamo garantirvi che chi leggerà il racconto lo collocherà tra i grandi protagonisti canini del fumetto al pari di Snoopy, Idefix, Krypto, La Pimpa, Mosè, Milù e compagnia abbaiante, non fosse altro perché come deus ex machina rasenta la perfezione comica.

Abbiamo parlato di:
SS Tata
Walter Leoni
Edizioni BD, giugno 2020
144 pagine, cartonato, colore – 15,00 €
ISBN: 9788834901212

Walter Leoni: la satira, il gran guinigi e i playmobil

 

 

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