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Red Border: quali confini?

14 Giugno 2021
Jason Starr e Will Conrad in “Red Border” mescolano generi e ne approfittano per fare qualche riflessione che esula dal semplice intrattenimento.
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Red Border (Star Comics, 2021)Alcuni amici a cena, una situazione di apparente normalità che subito inizia a uscire dalla banalità quotidiana,  col racconto di una di loro che ha denunciato un crimine a cui ha assistito, con i commensali che ne lodano il coraggio. La ragazza non riesce a terminare il discorso, perché suonano alla porta ed è il cartello di Juarez (Messico) che è venuto a lavare col sangue l’affronto di avergli testimoniato contro. Un massacro a cui riescono a sfuggire solo Karina ed Eduardo, la ragazza che ha parlato e il suo fidanzato. Decidono di non andare alla polizia e scappare, ma la fuga li porta in un incubo inaspettato. Questo l’incipit narrativo di Red Border, opera di due autori noti ai fan di supereroi, Jason Starr ai testi e Will Conrad ai disegni, con la collaborazione di Ivan Nunes ai colori.

In quest’opera ci sono due piani narrativi, come spesso avviene, ma forse demarcati più nettamente che in altre occasioni: da una parte l’avventura, un thriller crime che sfocia nell’horror, e dall’altra i temi sociali quali la disparità di genere e le discriminazioni razziali. Il primo è affrontato utilizzando i dialoghi e la personalità dei due protagonisti, con gli scambi parlati che fanno di tutto per mostrare come fra i due si cerchi la parità di ruoli, nonostante gli strascichi della società patriarcale siano ancora pesanti. Un ritratto forse più incentrato sulla realtà statunitense è invece quello del razzismo dei cosiddetti WASP verso gli immigrati. Siamo infatti in zona di confine, da cui il titolo, dove l’astio verso gli emigranti che passano dal Messico al Texas non si è mai sopito. In questa sede è portato al parossismo da una famiglia di personaggi che non può non ricordare quella di Non aprite quella porta. Inizialmente paiono ben disposti e intenzionati ad aiutare i due giovani fuggitivi, ma ben presto si rivelano figure retrograde e terrificanti.

RedBorder_01 - 400pxLa sceneggiatura riesce solo in parte ad affondare su razzismo ed equità di genere, restando didascalica, ma in compenso è molto efficace a dare un ritmo forsennato alla storia che è avvincente e si legge senza staccarsi dalla pagina. Oltre a Non aprite quella porta, la mente corre anche a Dal tramonto all’alba, pellicola nella quale si passa da un heist movie a un horror coi vampiri quasi senza preavviso: qui il passaggio da un genere all’altro (da crime a horror) è forse più graduale, partendo da piccole cose, dettagli quasi insignificanti ma che alla fine si rivelano determinanti. A contribuire a mantenere alta la tensione ci sono i disegni di Conrad, abile nel tratteggiare la figura umana e le varie espressioni e fisionomie. La costruzione della tavola è assai dinamica, contribuendo alla velocità del menzionato ritmo e i colori di Ivan Nunes mantengono sempre, anche in scene tenebrose, una nota rossa di fondo, coerentemente con il titolo.

In generale, Red Border è un ottimo fumetto che punta all’intrattenimento intelligente: quello che avvince ma fornisce anche qualche spunto di riflessione, sebbene l’impressione sia che la parte di svago resti predominante.

La nuova etichetta editoriale Astra di Star Comics prosegue con le traduzioni italiane delle edizioni AWA Studios, anche in questo caso mantenendo la consueta cura editorale e tipografica.

Abbiamo parlato di:
Red Border
Jason Starr, Will Conrad, Ivan Nunes
Traduzione di Lorenzo Corti
Star Comics, 2021
96 pagine, cartonato, colori – 13,90 €
ISBN: 9788822622549

Paolo Garrone

Paolo Garrone

Nativo di Cuneo (10 settembre 1967), ma torinese d’adozione. Vive a Settimo Torinese. Ama, anzi si nutre di fumetti (ovviamente), cinema e serie TV. Qui ci vuole un punto se no sembra che si nutra anche di loro: adora i gatti (non che abbia qualcosa contro i cani, eh). Esordisce “criticamente” sul defunto – ma mai dimenticato – Infofumetti per poi approdare sui lidi dello Spazio Bianco. Qui, con molta fortuna ma anche grande gratificazione del suo ipertrofico ego, fa una carriera rapidissima, arrivando a diventare uno degli editor più attivi; finché un bel giorno subisce un grave distacco di retina (a cui ne seguirà un altro, circa 2 anni dopo), che lo costringe a ridurre drasticamente il suo apporto. L’amore per i fumetti e il legame d'amicizia con la redazione lo inducono comunque a non desistere e, ogni tanto, cerca di scribacchiare ancora qualcosa, principalmente sull'argomento che predilige, i supereroi.
Insomma da queste parti, in qualche modo e misura, lo troverete sempre.

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