Quando una madre ama alla follia: Tracce di sangue di Shuzo Oshimi

Quando una madre ama alla follia: Tracce di sangue di Shuzo Oshimi
La drammatica morbosità di un rapporto madre-figlio in un manga che più che “dire” preferisce mostrare.

“Di mamma ce n’è una sola”, “La mamma è sempre la mamma”, “Ogni scarrafone è bello a mamma soja”: noi italiani siamo pieni di proverbi del genere, rassicuranti esaltazioni della protezione materna. Forse anche per questo il manga di Shuzo Oshimi, Tracce di sangue pubblicato da a partire dal 2019 e giunto in Italia all’ottavo volume, può apparire particolarmente disturbante soprattutto ai lettori più “bamboccioni”.

Al centro della storia ci sono infatti le morbose attenzioni che una giovane madre di nome Seiko riserva a suo figlio Seiichi, introverso ragazzino delle medie. L’iperprotettività della donna oscilla tra l’ossessivo e l’edipico, giungendo ben presto a varcare i confini della sanità mentale.

Il punto di vista del racconto è quello di Seiichi, la vittima principale – anche se non l’unica – della lucida follia di Seiko. Seiichi va a scuola, ha degli amichetti che pur inserendolo nel loro gruppo, assumono atteggiamenti che rasentano spesso il bullismo, ha una cotta per una compagna di scuola, Yuko, ma ovviamente non ha il coraggio di rivolgerle la parla. Finché lo vediamo da solo, fuori casa, è insomma un ragazzo sensibile come tanti. A essere palesemente malsana è invece la sua quotidianità domestica, totalmente assorbita dal rapporto simbiotico con sua madre. Seiichi, come molti figli di famiglie disfunzionali, vive in una sorta di bolla, non riesce del tutto a capire quali atteggiamenti siano sani e quali no, e anche se l’istinto naturale a volte sembra infondergli qualche dubbio, non sa davvero fino a che punto certe attenzioni e certe reazioni siano lecite: un abbraccio, un bacio sulle labbra, quand’è che smettono di essere materni per diventare disturbanti? Seiichi non ha i parametri per distinguerlo, ma il lettore sì, e su questo scollamento lettore/personaggio l’autore costruisce i primi capitoli della serie.

La bolla però scoppia quando la follia di Seiko si palesa inequivocabile anche davanti agli occhi di suo figlio. Durante una gita di famiglia, il ragazzo vede la madre compiere un gesto sconsiderato, che cambierà per sempre il corso delle loro esistenze, uno sconvolgente turning point. La mente di Seiichi si fa confusa come la sua lingua, balbetta sempre più pesantemente e comincia ad avere problemi a scuola. Dall’altra parte invece Seiko continua a comportarsi serenamente, come se nulla fosse accaduto. Il povero Seiichi è dunque fortemente combattuto tra il ricordo di quello che ha effettivamente visto e un ricordo “riscritto”, impiantato quasi a forza da sua madre attraverso un vero e proprio lavaggio del cervello.
Le cose peggiorano ulteriormente quando Seiichi scopre che Yuko, la ragazza che gli piace, ricambia la sua cotta. I due iniziano a frequentarsi e il ragazzo sembra finalmente cominciare a “respirare”, a prendere contatto con la realtà, almeno finché la sempre vigile Seiko non li scopre.

Non raccontiamo altri particolari della storia per evitare i temuti spoiler, anche perchè buona parte del piacere nella lettura di questo manga sta proprio nel modo in cui Shuzo Oshimi avvicenda eventi e colpi di scena, con improvvisi strappi che irrompono tra pagine di silenzi introspettivi o di apparente calma.

L’autore, già noto per opere come Aku no hana e Happiness, sembra qui aver raggiunto una piena maturità artistica, un equilibrio pressoché perfetto tra scrittura, ritmo, cura del disegno e composizione della tavola. Tutti i personaggi di Tracce di sangue sono incredibilmente accurati dal punto di vista psicologico, un’interiorità complessa e tormentata che si esprime non tanto attraverso le parole, quanto con le azioni e ancora di più con le espressioni del viso. Oshimi sembra creare quella che potremmo definire una versione psicanalitica della celebre regola show, don’t tell, mantra di ogni sceneggiatore che si rispetti. Un esempio tra i tanti è l’uso frequente dei primi piani d’impatto, a tutta tavola, volti che guardano il lettore in silenzio, lo investono emotivamente, lo intrappolano senza scampo nella pagina.

Il silenzio sembra predominare non solo nei close-up ma in tutta la storia, sono molte le tavole “mute” e i balloon quando presenti non sono mai particolarmente corposi, si riducono a dire l’essenziale. A essere di grande effetto sono invece le trovate visive, come quando l’emozione e lo sconcerto di Seiichi che si ritrova a eiaculare per la prima volta si traducono in una sorta di dissoluzione del disegno, come se il ragazzo e l’ambiente intorno a lui si liquefacessero in quell’inedito e quasi spaventoso piacere. Questo senso di dissoluzione pervade un po’ tutta l’opera, ed è reso tecnicamente grazie a un fittissimo e suggestivo tratteggio che, anche se in alcuni momenti è fin troppo presente, crea una placida ombra attorno a buona parte della storia, come se l’autore volesse smorzarne il crudo realismo dandole una patina d’impalpabilità, un’indefinitezza paradossalmente rassicurante. 


Tracce di sangue è ancora in corso di pubblicazione (in Giappone è arrivato al nono volume), una fase sicuramente insolita per parlare di un’opera, soprattutto se ci si propone di recensirla. Eppure, anche se non possiamo per ora tirare le somme sull’arco narrativo, possiamo di certo segnalarlo come uno dei manga seinen (manga per adulti) più interessanti in circolazione, in cui la grande abilità tecnica dell’autore si unisce alla capacità di affrontare una serie di tematiche talmente delicate che a elencarle tutte insieme mettono quasi paura. Complesso di Edipo, iperprotettività, manipolazione mentale, figli “marionetta”, bullismo, traumi infantili e loro malriuscita rimozione: problematiche che possono riguardare chiunque, anche chi non ha una storia adolescenziale tanto estrema alle spalle. Eppure è proprio la durezza con cui Oshimi descrive le parti più dolorose a dare maggiore risalto ai momenti più belli della crescita di Seiichi: il primo amore, le prime scoperte, le prime ribellioni. Leggendo il manga, tutti noi torniamo Seiichi, e con lui riviviamo le nostre prime volte, quei meravigliosi vagiti di una personalità futura che, pur subendo ancora tanti condizionamenti, non vede l’ora dire di alzarsi e dire la sua, senza balbettare più.

Abbiamo parlato di:
Tracce di sangue
Shuzo Oshimi
Traduzione di Simona Stanzani
Panini Comics, 2019
8 volumi (in corso), brossurato, bianco e nero – 7 euro (a volume)

 

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